Avevamo abbassato la guardia: il Wildlife Photographer of the Year non ci prendeva a pugni nello stomaco dal 2017, quando il Grand Title era stato assegnato a Brent Stirton per Memorial to a species, il crudo ritratto di un rinoceronte nero senza corno, ucciso dai bracconieri nel Parco di Hluhluwe Imfolozi, in Sudafrica.
Da allora il concorso ha continuato responsabilmente a raccontarci di specie minacciate e di vite da tutelare, ma lo ha fatto mettendo in fila otto immagini maestose, che per parlare all’osservatore dell’importanza di preservare la biodiversità ne intercettano l’attenzione facendo leva innanzitutto sulla bellezza e il fascino della fauna selvatica.
Quest’anno, dopo quel vivace carosello che ci aveva mostrato – tra gli altri soggetti – imponenti tigri siberiane, nuvole di uova di cernia, zuffe di api del cactus, inaspettati abitanti del mare, scenografiche flotte di girini e misteriose iene brune, eccoci di nuovo di fronte a un ritratto straziante: una femmina di elefante che trasporta un cucciolo morto.
La fotografia si intitola The Aftermath ed è stata scattata dall’italiano Federico Veronesi nella valle del fiume Huab, in Namibia.
Il fotografo era sulle tracce degli elefanti quando ha notato degli insoliti segni di trascinamento nella sabbia del letto del fiume in secca.
Seguendo quei segni, Veronesi ha raggiunto un gruppo di elefanti, notando una femmina che trasportava un cucciolo morto, la cui zampa era incastrata tra la zanna e la proboscide dell’elefantessa.
Insieme all’angoscia tornano sul primo gradino del podio il bianco e nero e il formato verticale, rendendo la scelta dello scatto di Veronesi piuttosto sorprendente su tutti i fronti.
Il WPY invita a riflettere sul nostro modo di pensare agli animali
Kathy Moran, presidente della giuria, afferma che The Aftermath è la prova che gli animali possiedono facoltà cognitive.
L’immagine, di fatto, immortala uno dei comportamenti incentrati sulla morte osservati sia negli elefanti asiatici che in quelli africani, che comprendono vocalizzazioni, veglia dei morti, ispezione delle ossa e trasporto dei defunti. Si legge nel comunicato stampa diramato dal concorso che secondo alcuni ricercatori tali comportamenti potrebbero indicare il percorso di un elefante verso la comprensione della morte, o rappresentare possibili manifestazioni di dolore o di lutto.
Young Wildlife Photographer of the Year 2026
Il giovane fotografo dell’anno è Oscar Whitfield, inglese e residente in Zimbabwe.
Whitfield ha conquistato il titolo con Labour of Love, una fotografia che cattura uno scarabeo stercorario intento a spingere il suo prezioso carico. Utilizzando un tempo di scatto rapido e un’alta sensibilità ISO, Whitfield si è sdraiato a terra per fotografare lo scarabeo da un punto di ripresa ottimale.
Jasper Doest, membro della giuria, ha definito lo scatto un lavoro eccezionale. “Fotografare un soggetto così piccolo e in costante movimento – ha aggiunto – è impegnativo, eppure l’immagine trasmette una grande intenzionalità. La composizione svela un’intera storia e, così facendo, la fotografia rivela silenziosamente quanto i cicli della vita dipendano da ciò che spesso trascuriamo o ignoriamo”.
Esistono più di 5.000 specie di scarabei stercorari in tutto il mondo, e svolgono un ruolo vitale nei loro ambienti. Frammentare e seppellire lo sterco ne favorisce una più rapida decomposizione – riducendo il numero di parassiti che colpiscono il bestiame e la fauna selvatica – e previene le condizioni necessarie per la produzione di metano, riducendo la quantità di emissioni di gas serra.
Tutti i vincitori di categoria del 62° Wildlife Photographer of the Year
Animals in their Environment
James Lewin (Regno Unito)
Animal Portraits
Aaron Sanders (Regno Unito)
Behaviour/Birds
Isak Pretorius (Sudafrica)
Behaviour/Mammals
Federico Veronesi (Italia)
Behaviour/Amphibians and Reptiles
Anton Sorokin (Stati Uniti)
Behaviour/Invertebrates
Sitaram Raul (India)
Oceans:The Bigger Picture
Alex Lindbloom (Stati Uniti)
Plants and Fungi
Agorastos Papatsanis (Grecia)
Natural Artistry
Michał Michalski (Polonia)
Underwater
Tony Wu (Giappone/Stati Uniti)
Urban Wildlife
Seth Forestson (Stati Uniti)
Wetlands: The Bigger Picture
Alex Visbal (Colombia)
Photojournalism
Francisco Negroni (Cile)
Photojournalist Story Award
Loren Elliott (Stati Uniti)
Rising Star Award
Alexis Tinker-Tsavalas (Germania)
Portfolio Award
Kutub Uddin (Bangladesh/Regno Unito)
Fino a 10 anni
Amelie Davis (Regno Unito)
11-14 anni
Oscar Whitfield (Regno Unito /Zimbabwe)
15-17 anni
Konrad Gräeter (Germania)
Il Wildlife Photographer of the Year è sviluppato e prodotto dal Natural History Museum di Londra.
Le fotografie vincitrici saranno esposte in una mostra presso lo stesso museo a partire da venerdì 16 ottobre 2026.
Le gallerie dei vincitori sono visibili sul sito nhm.ac.uk/wpy.
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