La nuova Sony ZV-1F è una compatta con sensore da 20 megapixel in taglia 13,2×8,8mm (1”) indirizzata principalmente ai vlogger e agli amanti del video in generale. L’ottica 7,6mm f/2 non è intercambiabile ed è a focale fissa, non zoom: equivale a 20mm nel formato pieno, quindi spiccatamente grandangolare. Sfoggia un microfono a tre capsule direzionale con schermo antivento e un monitor completamente snodato per inquadrare agilmente se stessi durante le riprese. Il prezzo al lancio, previsto per fine mese, è di 650 euro.
La nuova compatta per vlogger si pone un gradino sotto la ZV-1 del 2020, che sfoggia uno zoom equivalente a 24-70mm ed è quindi più costosa (800 euro). D’altro canto, la ZV-1F “rischia” di essere più appetibile non solo perché più economica, ma proprio per la sua focale supergrandangolare, che se ben padroneggiata (al fine di evitare deformazioni prospettiche del viso) aiuta a contestualizzare il vlogger nell’ambiente circostante e non “chiude” troppo sul soggetto. Vista la corta focale e la grande profondità di campo che la caratterizza, Sony ha inserito un effetto bokeh per isolare maggiormente il soggetto dallo sfondo. E sempre in ottica selfie, ha aggiunto un effetto Soft Skin per i vlogger con qualche primavera sulle spalle…
Sebbene più economica della ZV-1, la nuova compatta registra in 4K 30p o Full HD 120p utilizzando tutto il sensore (quindi nessun restringimento del campo inquadrato). Solo l’attivazione della stabilizzazione dell’immagine comporta un crop con fattore 1,23x, che porta la focale equivalente a un comunque apprezzabile 25mm. Restando in ambito “lunghezza focale”, Sony ha dotato la ZV-1F di uno zoom virtuale fino a 2x che sfrutta la parte centrale del sensore salvo poi ricampionare l’immagine per portarla alla risoluzione iniziale. Solo se si opta per il 4K, la zoomata si arresta a 1,4x.
Un’interfaccia rinnovata rende molto più facilmente gestibile la fotocamera anche in modalità selfie: il monitor touch include anche l’icona per la gestione dell’autofocus, che pur riconoscendo visi, occhi e animali, può dare priorità agli oggetti che il vlogger tiene eventualmente in mano e in prossimità dell’apparecchio. Da considerare che l’autofocus è solo a rilevazione del contrasto, e non ibrido con rilevazione di fase. Quindi la fotocamera non sa determinare la distanza del soggetto ma cerca la massima nitidezza analizzando il contrasto dell’immagine. Questo, in certe condizioni tutt’altro che rare può portare una fluttuazione della messa a fuoco. La scelta di un sensore con AF a rilevazione del contrasto è certamente dettata dalla necessità di contenere i costi, al pari di quella che ha portato a escludere la presa per le cuffie. Di tipo prettamente strategico, invece, riteniamo la decisione di eliminare la possibilità di scattare fotografie in RAW (resta quindi solo il JPG): si salvaguarda così la famiglia di compatte Cybershot RX100, con forte vocazione fotografica. Manca anche il flash e non è possibile utilizzarne di separati, dato che la slitta sulla calotta è di tipo freddo, non ha quindi i contatti elettrici, e serve solo per l’applicazione di accessori come la protezione antivento.
I vlogger avrebbero forse apprezzato un filtro ND incorporato: d’altra parte resta possibile applicarne alla filettatura da 40,5mm dell’obiettivo (peraltro targato Zeiss) con modica spesa.
Assicurata la presenza di profili colore professionali, che potrebbero rendere la ZV-1F un secondo corpo da affiancare a videocamere di più alto rango. Ottima anche la connettività, sia cablata (c’è la presa USB-C) che wireless con l’app Imaging Edge Mobile Plus, che permette il post immediato su piattaforme social di brevi clip (da 15 a 60 secondi) senza ulteriori adattamenti.
sony.it

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