Il limite più evidente della fotografia fatta con lo smartphone non è la qualità degli scatti, già sufficiente per la pubblicazione sui social o per un uso “documentaristico”, ma il controllo sull’immagine. Chi vuole intervenire sulla profondità di campo, controllare la gamma dinamica e il contrasto o scegliere una focale diversa rispetto a quella di base – solitamente grandangolare – senza perdere qualità, scopre piuttosto rapidamente che il telefono offre queste possibilità solo in misura limitata e soprattutto ci riesce non senza lo zampino dall’elettronica. E il tutto senza tirare in ballo l’ergonomia. Il salto verso una fotocamera diventa quindi un passaggio che molti interessati alla fotografia prima o poi considerano, ma che solo alcuni compiono soprattutto per il timore della complessità e del peso dell’attrezzatura.
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Ed è esattamente in questo spazio che si colloca la Nikon Z5IIC. Si tratta di una mirrorless full frame di fascia amatoriale con sensore da 24,5 MP, proposta proprio come strumento di transizione: abbastanza seria da offrire un controllo completo della ripresa e una qualità d’immagine molto elevata, ma costruita in modo da non imporre un approccio tecnico o un ingombro incompatibili con l’uso quotidiano. La redazione l’ha ricevuta da qualche giorno e l’ha provata anche con il pancake Nikkor Z 26mm f/2,8, una scelta non casuale.
Il pancake come parte del progetto
La scelta di questo abbinamento è coerente con l’idea di fondo del modello. Il 26mm f/2,8 è sottile e leggero, e questo consente di mantenere compatto l’intero sistema di ripresa, elemento che incide direttamente sulla disponibilità a portare la fotocamera con sé ogni giorno. Un corpo full frame con un’ottica zoom professionale, infatti, ha una stazza molto diversa da quella di uno smartphone, e questa differenza tende a determinare quanto spesso l’attrezzatura viene effettivamente utilizzata. Anche la focale non è casuale. Il 26mm, su formato pieno, copre un angolo di campo appena maggiore di un 28mm, focale comunemente utilizzata sui moduli fotografici principali di molti smartphone di fascia alta (i cosiddetti camera phone). Chi proviene dal telefono ritrova quindi una prospettiva abbastanza familiare e questo rende la transizione meno brusca.
Nikon Z5IIC: un confronto con la Z5II
La Z5IIC condivide gran parte della base tecnica della Z5II, di cui riprende l’architettura in un corpo più compatto ed economico. Per ottenere questo risultato Nikon ha imposto qualche rinuncia, che analizzeremo solo fra qualche riga, appena esauriti gli argomenti sui punti di contatto tra le due mirrorless. Oltre al sensore, tra le componenti condivise con la Z5II spicca lo stabilizzatore posto alla base del sensore e con efficacia dichiarata fino a 7,5 EV: un vantaggio concreto quando la luce scarseggia e si vuole scattare con tempi lenti senza ricorrere al treppiedi, ancor più prezioso quando si fotografa a “braccia tese” e non con la fotocamera all’occhio. In più, la base oscillante del sensore può essere utilizzata anche per realizzare immagini multiscatto (4, 8, 16 o 32 in rapida sequenza), con informazioni colore RGB complete, abbinate a una risoluzione che arriva fino a 96MP. Anche l’otturatore meccanico è presente, un dettaglio non scontato su una fotocamera in questa fascia di prezzo. Oltre a offrire un’alternativa alla ripresa “silenziosa” con otturatore elettronico, contribuisce a limitare effetti come la distorsione dei soggetti in rapido movimento che attraversano velocemente l’inquadratura. Il fenomeno è noto come rolling shutter. Sul piano ergonomico, anche l’impugnatura e la disposizione dei comandi della Nikon Z5IIC ricalcano in larga misura quelle della Z5II, sebbene l’esperienza d’utilizzo con questa fotocamera ricordi più da vicino quella della Z30, una delle prime mirrorless APS-C del sistema Z. I comandi annoverano, come elementi principali, due ghiere configurabili, altrettanti tasti Fn vicino all’innesto e il tasto di accesso diretto ai Picture Control, le modalità di resa colore di Nikon.
Il posizionamento della Nikon Z5IIC rispetto alla Z5II si gioca tutto sul terreno delle rinunce. Non ci si trova di fronte a un semplice taglio d’ascia sui costi, bensì a un modello costruito per sottrazione, dove ogni assenza risponde a una logica ben precisa di prezzo e di target. Per comprendere il reale peso di questi compromessi, occorre tuttavia partire dal sistema di mira: l’elemento che più di ogni altro definisce l’esperienza di scatto. Nata per intercettare fotografi e creator abituati a inquadrare direttamente dallo schermo, la Z5IIC rinuncia all’EVF (il mirino elettronico) con una scelta del tutto coerente con il proprio pubblico di riferimento. Un’impostazione che trasforma il display nell’unico punto di contatto con la scena, elevandone l’importanza. Il pannello orientabile garantisce la massima flessibilità per vlog, selfie e inquadrature estreme dall’alto o dal basso; tuttavia, mostra il fianco per via di specifiche più contenute rispetto alla concorrenza interna: è meno luminoso e meno ampio rispetto a quello della ZR, e presenta una densità di pixel inferiore a quella della sorella Z5II. Un limite che potrebbe farsi sentire sotto la luce diretta del sole, sollevando qualche perplessità sulla scelta di economizzare proprio sull’unico strumento d’inquadratura a disposizione.
A fare le spese della semplificazione strutturale è anche il joystick per l’AF, da sempre alleato prezioso dei fotografi più esperti per la selezione rapida dei punti di messa a fuoco. In questo caso, però, l’interfaccia riprogettata per valorizzare i comandi touch e l’affidabilità dell’AF non ne fanno sentire la mancanza.
La terza rinuncia riguarda l’archiviazione, limitata a un solo slot per la scheda di memoria. Su questa “sottrazione” siamo meno d’accordo; almeno ne è stata conservata la posizione nel fianco anziché all’interno del vano batteria sul fondello, un dettaglio che facilita l’estrazione della SD anche quando la fotocamera è montata su treppiedi o gimbal. Tuttavia, l’impossibilità di effettuare un backup in tempo reale tramite un secondo supporto segna un solco netto con le esigenze dell’ambito professionale, dove la copia di sicurezza immediata resta uno standard imprescindibile.
Connessioni e autonomia
Sul fronte delle connessioni, la Z5IIC offre una dotazione completa e ben bilanciata per il target di riferimento. Troviamo una porta USB-C con velocità fino a 5Gbps per la ricarica rapida e il trasferimento dati, un doppio jack dedicato a microfono e cuffie e i moduli Wi-Fi e Bluetooth per la gestione remota e l’integrazione immediata con lo smartphone tramite App. La presenza dell’uscita Micro HDMI farà forse storcere la bocca ai videomaker più esigenti, soliti preferire connettori a grandezza naturale per maggiore stabilità, ma si rivela un compromesso del tutto coerente con la filosofia di questo modello, dove la ripresa video – almeno quella molto strutturata – gioca un ruolo secondario.
Autofocus
Sul fronte dell’autofocus, la Z5IIC gioca la carta della continuità tecnica adottando lo stesso algoritmo e le medesime modalità di tracciamento della Z5II e delle ammiraglie di gamma. Il sistema garantisce un controllo flessibile della scena, lasciando al fotografo la scelta tra un singolo punto di precisione, un’area di messa a fuoco estesa o su tre zone a dimensione fissa o personalizzabile. Una modularità pensata per adattarsi istantaneamente al contesto: il punto singolo si rivela ideale per i soggetti statici e le composizioni “ragionate”, mentre le matrici più ampie offrono il giusto margine di manovra quando il soggetto si muove all’interno dell’inquadratura. Attivando il riconoscimento automatico del soggetto, la fotocamera assume il controllo totale della messa a fuoco, identificando e agganciando l’elemento principale senza richiedere ulteriori interazioni e concedere così al fotografo di concentrarsi unicamente sulla composizione. Come vedremo nello specifico banco di prova, l’affidabilità dell’AF di questa fotocamera, se correttamente impostato, permette di ottenere immagini perfettamente nitide anche scattando “alla cieca”.
Per completare il quadro, la Z5IIC spinge sull’acceleratore con una raffica che raggiunge i 30fps in JPEG con otturatore elettronico. Molto gradito anche il supporto alla funzione Pre-Burst: attivandola, la fotocamera inizia a immagazzinare le immagini nel buffer di memoria già prima della pressione completa del pulsante di scatto, “salvando” fino a un secondo di azione precedente. È una funzione pensata per azzerare i tempi di reazione umani nelle situazioni più imprevedibili; tuttavia, il vincolo al solo JPEG e le inevitabili limitazioni del buffer quando si spinge al massimo il frame rate ne perimetrano l’efficacia, rendendola un’ottima rete di salvataggio per la street photography o l’azione occasionale, ma non un sostituto dello scatto continuo classico (11fps con otturatore meccanico e 30fps, come detto più su, in elettronico).
Lo stabilizzatore meccanico alla base del sensore può essere affiancato, in video, dallo stabilizzatore elettronico VR, che a fronte di un ritaglio dell’immagine consente riprese particolarmente stabili anche durante il movimento. In situazioni del genere si ricorre di norma a un gimbal, ma prima di dotarsi di uno stabilizzatore dedicato, come ad esempio il DJI RS 4 Mini, per muovere i primi passi nel video questa soluzione è più che sufficiente, al prezzo di qualche grado di angolo di campo in meno.
Il video
Le prestazioni video sono le stesse della Z5II, e questo rende la Z5IIC una fotocamera con una capacità di registrazione superiore a quanto ci si potrebbe aspettare da un modello di questa fascia. La registrazione a 10 bit utilizza l’intera larghezza del sensore fino al 4K/30p. Applicando il crop 1,5x si arriva invece al 4K/60p. Diversi strumenti di assistenza alla ripresa completano il quadro: il monitor delle forme d’onda consente di valutare l’esposizione con maggiore precisione, un elemento particolarmente utile quando si registra in N-Log. La registrazione in HLG permette invece la riproduzione HDR su dispositivi compatibili, mentre la spia tally segnala chiaramente quando la fotocamera è in registrazione.
Posizionamento nel mercato
La Z5IIC occupa uno spazio i cui confini sono difficili da delineare. Tra le concorrenti dirette, la Panasonic Lumix S9 ha un prezzo sensibilmente inferiore (1.199 euro solo corpo) a fronte di un sensore con caratteristiche analoghe seppur privo di otturatore meccanico (per non parlare della mancanza della slitta a contatto caldo e di una vera impugnatura), ma è più orientata al video con la registrazione 6K open gate. La Sony A7C II, invece, costa decisamente di più (2.300 euro di listino) e rappresenta una scelta di fascia superiore, con un sensore retroilluminato da 33MP e un mirino elettronico. In questo caso il confronto è utile per capire cosa si ottiene investendo di più: un sensore di maggiore risoluzione e una configurazione di ripresa più completa, a fronte di un costo che la rende meno accessibile a chi si avvicina alla fotografia impegnata. Nel complesso, dunque, la Z5IIC si colloca in una zona in cui la scelta dipende più dall’uso previsto che dalle specifiche in senso stretto. Per chi principalmente fotografa, con un’attenzione alla compattezza e alla semplicità, risulta un’opzione coerente. Per chi produce video in modo intensivo, la S9 risulta più adatta. Per chi cerca un mirino e una configurazione più completa, la A7C II resta invece il modello di riferimento.
Conclusioni
L’eliminazione del mirino elettronico, del joystick e del secondo slot per le schede di memoria ha permesso a Nikon di contenere il prezzo della Z5IIC senza rinunciare alla qualità dell’immagine tipica della Z5II. Sono compromessi con una logica precisa, pensati per un utente abituato a inquadrare sul display e a interagire con la fotocamera in modo intuitivo, senza aspettarsi l’impostazione tipica di una fotocamera professionale. Per questo, a nostro avviso, il modello rappresenta un punto di ingresso credibile nella fotografia impegnata, senza richiedere un investimento o un approccio tecnico che molti utenti dello smartphone, al primo passo, preferirebbero evitare. Il prezzo, però, è pericolosamente vicino a quello della Z5II e non è basso in assoluto per una entry level. Le immancabili e periodiche offerte, però, potrebbero ristabilire le distanze e rendere più appetibile la nuova mirrorless full frame di Nikon.
Nikon Z5IIC: la nitidezza
I 24,5MP della Z5IIC non deludono mai e rappresentano un buon compromesso tra la gestibilità dei file, in termini di peso, e la quantità di informazioni raccolte. Il JPG è già convincente, ma è nei passaggi a basso contrasto e nei toni medi che il RAW mostra la sua superiorità nella cattura e nella resa dei dettagli.
Nikon Z5IIC: la gamma dinamica ombre
Anche spinto alla massima capacità di recupero, Molto Alto, il D-Lighting non fa gridare al miracolo. Rispetto ad altri sistemi di ottimizzazione del JPG, però, riconosce quando serve schiarire le ombre piuttosto che intervenire sulle alteluci, o bilanciare l’intera immagine. In questo esempio le alteluci sono rimaste perfettamente in gamma e il D-Lighting è intervenuto in modo moderato solo sulle ombre. Le differenze rispetto al RAW sviluppato in ACR restano comunque evidenti.
Nikon Z5IIC: la gamma alteluci
Il caso opposto, con ombre perfettamente in gamma e alteluci bruciate. Anche qui il D-Lighting è intervenuto solo dove serviva, cioè sul cielo, riportandolo in gamma. Il risultato è buono, ma chiaramente inferiore a quello ottenibile sviluppando il RAW.
Nikon Z5IIC: la gamma mista
In questo caso il D-Lighting ha agito sull’intera immagine, recuperando in parte le aree bruciate dello sfondo e rendendo più leggibili i dettagli in ombra del primo piano.
Nikon Z5IIC: le prestazioni alle alte sensibilità ISO
Come da nostra consueta impostazione, il confronto avviene su tre livelli. Nel primo carosello gli scatti sono elaborati direttamente in camera con il profilo JPG standard di fabbrica. Nel secondo gli stessi scatti appaiono in RAW, così come restituiti dal sensore, senza interventi di postproduzione. Nel terzo la stessa sequenza è sviluppata in Camera RAW con la riduzione del rumore basata su IA, il massimo risultato ottenibile, con un singolo clic. Chi ha bisogno della massima resa in condizioni di scarsa luce troverà che un file scattato a 25.600 ISO con la Z5IIC, sviluppato con l’IA, presenta solo piccolissime tracce di disturbo di luminanza. Il risultato è molto buono.
Nikon Z5IIC: : l'autofocus
Un 105mm che chiude a f/7,1 non è l’ottica più adatta a saggiare le potenzialità dell’autofocus di qualsiasi fotocamera, ma chi si avvicina a una mirrorless di questo tipo difficilmente le abbinerà ottiche tele luminosissime da migliaia di euro, quindi il test è a nostro avviso molto significativo, con un’affidabilità rilevata davvero ottima. Non abbiamo comunque motivo di dubitare delle sue capacità anche con ottiche più esigenti in termini di precisione, ricalcando esattamente quello della già collaudata Z5II.
Nikon Z5IIC: : lo stabilizzatore
Lo stabilizzatore alla base del sensore della Z5IIC si è rivelato sorprendente. A 105mm ci ha permesso di scattare a 1 secondo ottenendo almeno due scatti su cinque perfettamente nitidi, con i restanti tre comunque utilizzabili. A 1/4 di secondo, sempre a 105mm, il 100% degli scatti è risultato completamente nitido. Il valore dichiarato di 7,5 EV al centro del fotogramma, in abbinamento alle ottiche VR, è quindi del tutto verosimile.
Nikon Z5IIC: la galleria di immagini
Alcune immagini di galleria realizzate durante le nostre prove. Parte degli scatti è stata filtrata in camera con i Picture Control, direttamente accessibili dal tasto dedicato sulla calotta. Altri sono stati ripresi con il 26mm, per ottenere un’inquadratura simile a quella dello smartphone e verificare se un sistema così compatto e leggero potesse essere un’alternativa quotidiana alla fotografia tascabile offerta dai telefoni. La risposta dipende in parte dalle abitudini di chi lo usa: per chi non è pigro e accetta di portare con sé una fotocamera dedicata, questo abbinamento si può trasportare senza grossi problemi in giro per la città o in viaggio, ottenendo risultati qualitativamente di un livello altissimo.
Nikon Z5IIC: i pro e i contro
- Costruzione robusta e resistente alle intemperie
- Ergonomia convincente
- Ottima dotazione di comandi diretti e personalizzabili
- Funzione Pre-Burst integrata
- Multishot Hi-Res (ma vedi contro)
- Stabilizzatore molto efficace, anche quello VR
- Buffer di memoria profondo sia a 11 fps (JPG+RAW), sia a 30 fps (solo JPG)
- Ottima capacità di inseguimento in AF-C
- Ampia gamma di soggetti riconosciuti
- Qualità d’immagine fino 25.600 ISO in RAW con sviluppo AI
- Tally lamp frontale
- Buona autonomia
- Prezzo al lancio troppo vicino a quello della Z5II
- Video 4K/60 con crop 1,5x
- Monitor poco luminoso
- Fusione del Multishot Hi-Res solo tramite PC
Nikon Z5IIC: la scheda tecnica
- Prezzo: 1.549 euro (solo corpo)
- Importatore: Nital
- Tipo: Fotocamera mirrorless full-frame entry-level
- Materiali: Telaio in lega di magnesio; protezione contro polvere e umidità
- Dimensioni (L×A×P): 134×80,5×72 mm
- Peso: circa 620g con batteria e scheda; circa 538 g solo corpo
- Innesto obiettivi: Nikon Z (baionetta Z-Mount)
- Flash incorporato: No; slitta a contatto caldo
- Supporto di memoria: Uno slot per scheda SD, compatibile con UHS-II
- Alimentazione: Batteria Li-ion EN-EL15c; autonomia di circa 350 scatti
- Connessioni: USB-C SuperSpeed, HDMI tipo D (Micro), ingresso audio e uscita cuffie/cavo di scatto da 3,5mm, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 5.0
- Sensore: CMOS FX 35,9×23,9mm, 24,5MP effettivi (25,28 MP totali)
- Processore: EXPEED 7
- Gamma ISO: 100–64.000 (espandibile a 50 e 204.800)
- Formati foto: NEF (RAW) a 14 bit, JPEG, HEIF; risoluzione massima 6048×4032 px
- Video: 4K UHD fino a 60p (solo con ritaglio DX); 4K fino a 30p a pieno formato; Full HD fino a 120p
- Stabilizzazione: VR a 5 assi nel corpo (sensore), fino a 7,5 stop al centro secondo gli standard CIPA 2024; VR elettronico in video con ritaglio
- Monitor: LCD TFT touch da 3,2″, ad angolazione variabile, circa 1.040.000 punti, copertura del 100%
- Mirino: Assente
- Messa a fuoco: AF ibrido a rilevazione di fase e contrasto, 273 punti (AF a punto singolo) e 299 (area automatica); tracciamento 3D; campo da -10 a +19 EV; modi AF-S, AF-C, AF-A, AF-F
- Esposimetro: TTL sul sensore; matrix, ponderata centrale, spot e ponderata sulle alte luci
- Modalità di esposizione: AUTO, P, S, A, M, modi scena (SCN)
- Compensazione esposizione: da -5 a +5 EV
- Modalità di scatto: Fotogramma singolo, continuo a bassa e alta velocità, pre-scatto, autoscatto, bracketing; velocità approssimativa fino a 30 fps
- Tempi di esposizione: da 1/8000 s a 30 s; posa B e T; fino a 900 s in modo M
- Extra: Scatto silenzioso, D-Lighting attivo, Picture Control e Creative Picture Control, Film grain, Pixel-shift, esposizione multipla, ricette di imaging scaricabili, compatibilità con app SnapBridge
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