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Il punto cieco delle immagini di guerra secondo Mykola Ridnyi

Nella mostra “Loss of Vision” l’artista ucraino riproduce i difetti della vista sulle fotografie per mettere in guardia il pubblico dalla propaganda mediatica.

Redazione Fotocult di Redazione Fotocult
30 Novembre 2024
in ARCHIVIO
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Bolzano

Dal 20 novembre al 21 dicembre 2024

L’artista ucraino Mykola Ridnyi (1985, Kharkiv) prende immagini di guerra e ci spruzza della vernice spray, ci applica dei cerotti, o adotta altri stratagemmi per simulare gli effetti visivi provocati da varie forme di difetti della vista. Perché? Per creare un parallelismo tra le modalità in cui la malattia intacca la visione umana e il modo in cui la propaganda mediatica distrugge la capacità delle persone di vedere la realtà sociale e politica e riflettere su di essa.

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Mykola Ridnyi. Loss of Vision in mostra a Bolzano

Fino al 21 dicembre i lavori provocatori di Ridnyi sono esposti al Foto Forum di Bolzano, nella mostra Mykola Ridnyi. Loss of Vision. Il comunicato stampa si apre così: “Le guerre di oggi sono guerre di immagini. Immagini di tattiche militari, crimini di guerra e distruzione riempiono quotidianamente le nostre vite, ma sono più di semplici notizie poiché competono in un campo di battaglia informativo. Le immagini violente hanno sempre alimentato i media, tuttavia, con le notizie 24/7 e i social media, il pubblico globale è costantemente esposto a immagini di conflitti. Le informazioni vengono commercializzate e il montaggio delle riprese ricorda i film d’azione in cui le normali scene di vita vengono tagliate per mantenere alta l’attenzione degli spettatori”.

Dal 2014, Mykola Ridnyi si occupa della guerra tra Russia e Ucraina, dei suoi sviluppi e della percezione del conflitto da parte del resto del mondo. Nelle opere realizzate nell’ultimo decennio, l’artista ricorre all’utilizzo di metafore sulla cecità per evidenziare la disumanizzazione della società di fronte a notizie sensazionalistiche e alle sfide della guerra.

Il punto cieco di Mykola Ridnyi

Nella serie Blind Spot (2014 – ), ad esempio, Ridnyi simula difetti della vista provocati da scotoma o glaucoma relativamente alla percezione del punto cieco. Il punto cieco è una piccola area sulla retina priva di recettori sensibili alla luce. Coinvolge una porzione della parte destra dell’occhio sinistro e una della parte sinistra dell’occhio destro, zone in cui in campo visivo – di fatto – non contiene informazioni. Questo buco della visione di ciascun occhio di norma non viene notato, perché  l’altro occhio fornisce al cervello informazioni su cosa si trova in quella parte di campo visivo e perché il cervello stesso aiuta a riempire i buchi usando informazioni provenienti dalle zone immediatamente circostanti. Tuttavia, chi soffre di glaucoma o scotoma percepisce il punto cieco come una macchia di dimensioni più o meno estese.

Gradual Loss of Vision (2017 – ), invece, è una serie che include collage fotografici digitali con mappe sfocate di territori contesi e zone di azione militare, disegni a mano libera e appunti sulle peculiarità della visione umana. Le immagini fanno riflettere sulla capacità dei media di spostare l’attenzione da una guerra all’altra e di anestetizzare la percezione dei conflitti temporaneamente trascurati dai mezzi di informazione.

L’analogia con la vista, in questo caso, è la seguente: se ci si addormenta in una posizione che esercita pressione sull’area del punto cieco nella regione del ponte del naso, al risveglio la vista è alterata. L’immagine reale resta sfocata per circa un minuto, per poi tornare gradualmente a essere riconoscibile. Secondo l’autore, è esattamente così che il pubblico reagisce ai problemi politici quando tornano alla ribalta mediatica dopo esserne stati fuori per un po’ di tempo “La reazione arriva con ritardo”, spiega Ridnyi, “risultando così ininfluente nel tentativo di risoluzione di un problema urgente”.

La mostra include numerose altre opere realizzate dall’artista, come The District, opera video in cui Ridnyi osserva i luoghi di Kharkiv a lui familiari pesantemente distrutti dai bombardamenti, In Daylight (2018), studio visivo della gestualità dei populisti europei e dei leader delle forze di destra e In The Speck in the Eye (2021), lavoro in cui alcune immagini sono sovrapposte a visioni microscopiche di una serie di strutture oculari danneggiate. 

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In quest’ultimo caso i campioni oftalmologici utilizzati come sfondo testimoniano le lesioni provocate a manifestanti e giornalisti indipendenti colpiti agli occhi dalla polizia o dall’esercito durante la repressione di svariate proteste pubbliche in diversi Paesi. Ulteriri informazioni sui lavori di Mykola Ridnyi sono disponibili sul suo sito mykolaridnyi.com.

Mykola Ridnyi. Loss of Vision

  • A cura di Sabine Gamper
  • Foto Forum, Weggensteinstraße, 3F – Bolzano
  • dal 20 novembre al 21 dicembre 2024
  • mar-ven 15-19, sab 10-12. Chiuso domenica e lunedì
  • ingresso gratuito
  • foto-forum.it

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