Nuoro
Dall’11 giugno al 15 settembre 2026
Jean Dieuzaide nacque a Grenade-sur-Garonne, in Francia, nel 1921. Suo padre lo iniziò alla fotografia, ma lui temeva che la professione non fosse considerata rispettabile. Fu per questo motivo che fino al 1971 scelse di firmare le sue fotografie con lo pseudonimo di Yan.
La fama come fotoreporter, nel frattempo, giunse nel 1944, quando Dieuzaide realizzò il primo ritratto ufficiale del generale Charles de Gaulle mentre documentava la liberazione di Tolosa.
Un’altra foto che conferisce prestigio al suo nome è Dalì dans l’eau, il primissimo piano di Salvador Dalì che fa il bagno a Cadaqués (Spagna), la testa fuori dall’acqua, con due fiori bianchi fissati sulle punte dei suoi inconfondibili baffi.
Se si digita “Jean Dieuzaide” nella barra di ricerca di Google salta fuori immediatamente quel ritratto, parte di un’iconica serie con cui il fotografo francese immortalò il re del Surrealismo tra il 1951 e il 1953.
Jean Dieuzaide: fotografia umanista in Sardegna
Tuttavia, non è dell’eccentrico artista spagnolo che ci occuperemo in questo articolo, né tantomeno delle imprese del generale de Gaulle. Protagonista di questa pubblicazione, piuttosto, è l’itinerario compiuto da Dieuzaide nel giugno del 1956 in Sardegna, da Sassari a Castelsardo, da Alghero a Bosa, fino alla Gallura, al Campidano e al Sulcis-Iglesiente.
Era il periodo in cui Dieuzaide era considerato uno dei più importanti fotografi francesi del dopoguerra — nel 1955 aveva vinto il Premio Niépce, nel 1961 avrebbe ottenuto il Premio Nadar e nel 1970 sarebbe stato tra i fondatori dei Rencontres d’Arles – e aveva attraversato la Francia per poi proseguire nell’Europa meridionale, sviluppando una fotografia umanista attenta alla vita quotidiana e alle trasformazioni sociali.
Realizzato nell’ambito di un incarico per l’editore parigino Arthaud, il reportage attraversa paesaggi, rituali e scene di vita quotidiana della Sardegna di metà Novecento, trasformando il viaggio in un complesso affresco visivo dell’isola. Le fotografie confluirono l’anno successivo nel volume Sardaigne (1957), curato da Antonio Borio e introdotto da una prefazione di Antonio Segni, allora Presidente del Consiglio della Repubblica italiana.
A settant’anni da quel viaggio, le immagini scattate da Dieuzaide in Sardegna sono oggi visibili presso il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro, grazie alla mostra YAN, 1956 Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna.
Le fotografie vengono presentate al pubblico in una forma ampia e organica, restituendo non solo il valore documentario del lavoro del reporter, ma anche il processo attraverso cui la Sardegna è stata osservata, narrata e trasformata in immagine. L’esposizione ricorda al pubblico l’importanza della fotografia nella costruzione della memoria di un territorio e di una comunità.
Il pubblico potrà apprezzare per la prima volta parte delle centinaia di negativi, stampe, diapositive e provini originali del Fondo Jean Dieuzaide, conservato presso l’ISRE-Istituto Superiore Regionale Etnografico dal 2006.
Il percorso espositivo mette in relazione fotografie, provini, annotazioni e materiali d’archivio, permettendo di osservare la distanza tra il momento dello scatto e la costruzione editoriale del progetto fotografico, oltre a riflettere sul rapporto tra fotografia, territorio e memoria.
La mostra è realizzata in collaborazione con gli Archives Municipales de Toulouse (Fonds Jean Dieuzaide) ed è sostenuta dal Ministero della Cultura attraverso il bando Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea. Il progetto espositivo è promosso dall’ISRE-Istituto Superiore Regionale Etnografico e curato da Elisa Medde.
YAN, 1956. Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna
- A cura di Elisa Medde
- Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, via Antonio Mereu, 56 – Nuoro
- dall’11 giugno al 15 settembre 2026
- fino all’11 agosto mar-dom 10-13/15-20. Dal 12 agosto aperto tutti i giorni
- ingresso gratuito
- comune.nuoro.it
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