• Chi siamo
  • Contatti
Scopri fotocult.it Leggi tutto gratis per 30 giorni
domenica, 4 Ottobre, 2026
  • Login
  • Registrati
Abbonamenti
Fotocult.it
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
FOTO Cult
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
Home CULTURA INTERVISTE

Dentro la fotografia di famiglia con Colin Pantall

Colin Pantall rivolge il suo sguardo partecipe ed emozionale verso tematiche intimiste come la famiglia e l’ambiente domestico, in un momento storico in cui la fotografia, spesso, rappresenta l’incomunicabilità e la virtualità della società contemporanea.

Francesca Orsi di Francesca Orsi
28 Dicembre 2024
in INTERVISTE
Condividi su FacebookCondividi su Twitter
Pubblicità
Dalla serie "Sofa Portraits". © Colin Pantall
Dalla serie "Sofa Portraits". © Colin Pantall

Dal 2001 Colin Pantall ha focalizzato la sua produzione fotografica su una specifica area tematica: il racconto della sua famiglia, di sua figlia, dell’essere genitore, della sensibilità intima e privata che viene condivisa tra le pareti di casa. Del tema familiare il fotografo affronta anche l’evoluzione dal punto di vista narrativo e storico, indagando la modalità dell’album di famiglia, e comprendendo come la sua resa contemporanea sia l’evoluzione di formule che arrivano dal passato della storia della fotografia, ma anche dal suo stesso passato. Abbiamo intervistato Colin per sapere di più del suo lavoro.

banner sigma

Da tempo ti dedichi ad un tipo di fotografia che si focalizza sul concetto di “famiglia” e “casa”. Da dove nasce questa tua ricerca?

Questo tipo di ricerca nasce dalla necessità pragmatica di dover restare vicino a casa dopo la nascita di nostra figlia nel 2001. Prima di allora viaggiavamo molto e usavo la fotografia per storie di viaggio e per raccontare l’ambiente. Negli ultimi decenni, invece, mi sono dedicato alla rappresentazione dell’infanzia, della famiglia, della maternità. Mentre vivevo io stesso quella dimensione, le immagini che producevo riportavano a galla anche il mio essere stato bambino, cosa che mi ha permesso di rivivere le emozioni intense di quell’età, di fantasticare e di ricordare anche le sensazioni di assenza e isolamento infantile. Solo ora, però, sto iniziando a elaborare alcune delle immagini che ho realizzato.

Dalla serie "All Quiet on the Home Front". © Colin Pantall
Dalla serie "All Quiet on the Home Front". © Colin Pantall

Ronald Laing una volta disse: ‘La famiglia può essere immaginata come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione o un castello’. Uso spesso questa citazione nelle mie lezioni. Una volta uno studente mi ha detto che la sua famiglia era come un’ortica: nutriente, aveva dei bei fiori, ma pungeva. Questa sua analogia riassumeva, perfettamente, la stratificazione dell’identità familiare: l’amore, il conforto e la gioia, ma anche i rancori, le disfunzioni, l’abuso, oltre ai non detti e a ciò che viene nascosto.

Pubblicità

German Family Album si compone delle fotografie dell’album della famiglia di tua madre, immagini che ne scansionano capillarmente le attività, nella Germania degli anni ’20. Quella raccolta è stata una specie di matrice per il tuo lavoro?

Mi hanno regalato gli album di quello che sarebbe diventato German Family Album qualche anno fa e sono rimasto sbalordito dal modo in cui le storie personali si mescolano ai classici tropi degli album di famiglia e all’ascesa del partito nazista. Però penso che sia il mio altro corpus di immagini, quello iniziato dal 2001, la matrice di German Family Album, inserito successivamente. 

Dalla serie "German Family Album". © Colin Pantall
Dalla serie "German Family Album". © Colin Pantall

Fin dalle origini, infatti, il mio pensiero fotografico ha indagato la fragilità emotiva della vita familiare, la claustrofobia, la perdita di sé, la lotta per l’identità. Tutto ciò è evidente anche in German Family Album, nel matrimonio disfunzionale dei miei nonni, nell’amore segreto di mia nonna per lo zio Bund, nel suo suicidio. L’album porta alla luce narrazioni familiari inattendibili e, in parallelo, l’ascesa del nazismo e la funzionalità stessa dell’album di famiglia.

banner sigma
banner nikon binocoli

Se dovessi definire l’inizio della tua ricerca con un’immagine, quale sarebbe? Sia temporalmente, sia concettualmente…

L’immagine di Katherine che mi mostra il test di gravidanza. Lo ricordo bene. Abbiamo deciso molto presto di provare ad avere un figlio. Avevamo 38 anni, eravamo “al verde” e credo che entrambi avessimo pensato che ci sarebbe voluto un po’. Ma non è stato così. Nel suo viso si può leggere eccitazione, ma anche timore, in un certo senso. Quello è stato il punto di partenza, in assoluto, temporale e concettuale, emotivo e fisico. È stata una grande esplosione di realtà.

Dalla serie "Mental load of motherhood". © Colin Pantall
Dalla serie "Mental load of motherhood". © Colin Pantall

Nel 1991 al MoMA di New York Peter Galassi curava la mostra Pleasures and terrors of domestic comfort, una collettiva che segnò un punto di svolta per la ricerca fotografica che da qualche anno osservava la vita domestica dall’interno, mentre si iniziava a conferire il valore di “opera d’arte” anche alle fotografie di famiglia. Quanto ti ha influenzato la ricerca dei fotografi che parteciparono a quella mostra?

Mi piacerebbe rivedere quella mostra, ripensata e riadattata ai giorni nostri. Sarebbe interessante vedere cosa ne sarebbe escluso e cosa vi sarebbe aggiunto. Tra gli autori di quell’esposizione ci sono fotografi fenomenali e tanti di loro mi hanno influenzato, in modi diversi: Larry Sultan per le sue dinamiche familiari, Mary Frey per le sue didascalie, la rappresentazione della diversità di classe sociale evidente soprattutto nel lavoro di Tina Barney, il tema ripetuto delle famiglie che guardano le fotografie di famiglia e l’uso di tavoli, divani e tappeti nelle composizioni.
Il racconto fotografico da una prospettiva interna alla casa, effettivamente, viene usato più spesso ultimamente, ma penso che il suo valore artistico venga ancora messo in discussione, soprattutto rispetto ai lavori che rappresentano il mondo esterno.

banner nikon binocoli

Spesso nei tuoi lavori ti avvali della rappresentazione di un concetto di tempo che racconta il cambiamento, la crescita, l’evoluzione, come in Sofa Portraits. Ci racconti quel progetto?

In Sofa Portraits ho fotografato un divano, o meglio, ho fotografato quello che succedeva su quel divano, dal giorno in cui ci siamo trasferiti nell’appartamento di Grosvenor Place 12, a Bath, in Inghilterra. Lo trovammo già lì, ad aspettarci. Per noi era affascinante, ma stava cadendo a pezzi: c’erano fili che pendevano, era macchiato, le molle erano rotte, non c’erano cuscini adatti. Su quel divano, Isabel, mia figlia, guardava la TV e io mi sedevo con lei. La osservavo mentre scivolava nel mondo dei sogni a occhi aperti e mi ci identificavo perché anch’io sognavo a occhi aperti da bambino. 

Dalla serie "Sofa Portraits". © Colin Pantall
Dalla serie "Sofa Portraits". © Colin Pantall

Così ho iniziato a fotografarla. Guardava la TV quando era stanca, quando tornava da scuola, o da una gita nei boschi o al parco, o quando era malata. Abitava quello spazio fisicamente ed emotivamente. Su quel divano la si vede crescere, passare le stagioni, attraverso i cambiamenti della luce, dell’abbigliamento, del suo umore. Quando siamo andati via l’impronta del suo corpo è rimasta impressa su quel divano. Nella progressione delle immagini di Sofa Portraits Isabel diventa una persona nuova, ma dentro di lei permane la fragilità dell’infanzia.

Pubblicità

In che modo i lavori come Brexit Pictures o TV Personalities si ricollegano all’intimismo di progetti come All Quiet on the Home Front o Bath?

Penso che soprattutto TV Personalities sia ricollegabile al mio immaginario più intimista. Il filo rosso che congiunge tutte le immagini di questo progetto è la tragedia dell’11 settembre e le sue conseguenze. Avvenne quando Isabel era una bambina. Vedeva tutti questi volti al telegiornale: Saddam Hussein, Osama Bin Laden, George Bush, Tony Blair, terroristi a caso, le foto di Abu Ghraib, Guantanamo Bay.

Dalla serie "TV Personalities". © Colin Pantall
Dalla serie "TV Personalities". © Colin Pantall

Facevano parte del momento storico, ma, attraverso la televisione, facevano parte anche della casa e del nostro contesto di vita. Per questo motivo li ho ritratti attraverso lo schermo televisivo. Quell’immaginario ci fece da sfondo durante la crescita di nostra figlia e, di conseguenza, durante il mio lavoro. In German Family Album, ad esempio, c’era un silente scenario di svastiche e militarizzazione; l’attacco alle Torri Gemelle ebbe, per la mia produzione di immagini iniziata nel 2001, la stessa funzione.

banner nikon binocoli

In Broken Camera Pictures inserisci nella tua estetica familiare gli errori prodotti dalle tue macchine fotografiche rotte. Come il manifestarsi di quegli errori è entrato a far parte della tua ricerca sul concetto di “famiglia” e “casa”?

Non compravo mai macchine fotografiche nuove, non avevo i soldi necessari, quindi arrangiavo o aggiustavo artigianalmente quelle che avevo. Una di queste macchine aveva il dorso allentato, che tenevo fermo con un pezzo di spago, in modo che la pellicola scorresse. Però, se il filo non era abbastanza teso, la pellicola scivolava e si ottenevano delle doppie esposizioni, quelle di Broken Camera Pictures, per l’appunto. La loro particolarità non era un’aggiunta artificiale, era legata al mondo di cui facevano parte, alla nostra storia familiare. Il risultato fu casuale, ma si inserì perfettamente nella mia estetica.

Dalla serie "Broken Camera Pictures". © Colin Pantall
Dalla serie "Mental load of motherhood". © Colin Pantall

Come la rappresentazione dei concetti di “casa” e “famiglia” è evoluta nella nostra contemporaneità?

La cosa grandiosa della fotografia di oggi è che, in tutti gli ambiti, i generi si stanno sgretolando, le voci si stanno diversificando e nuove narrazioni stanno emergendo. Ci sono persone che raccontano storie sulla famiglia in modi diversi, incorporando espressioni diverse, stati d’animo diversi, materiali diversi. Questa eterogeneità ci aiuta a capire chi siamo, da dove veniamo, le famiglie di cui facciamo parte, i bambini di cui ci prendiamo cura. Per darti dei riferimenti concreti in merito all’eclettismo di questo periodo storico, c’è la fisicità dei corpi di Lisa Sorgini, l’uso del paesaggio e del dolore personale di Dawn Rodgers in Sorrow, il trauma de L’Amoureuse di Anne de Gelas e molti altri ancora.

Ulteriori informazioni sul lavoro di Colin Pantall sono disponibili sul sito colinpantall.com.

"My mother in 2014 and 1938". © Colin Pantall
"My mother in 2014 and 1938". © Colin Pantall
banner home page fotocult
Pubblicità
Potrebbero interessarti anche
Fabiola Ferrero. Las grietas. Sulle tracce di una fantasia
IN PROGRAMMA

Tutte le crepe dell’identità venezuelana

dal 1° ottobre al 22 novembre...

di Redazione Fotocult
4 Ottobre 2026
Dalle centrali dismesse ai parchi eolici, fino al delta della Zelanda: alla Leica Galerie Milano la mostra di Luca Locatelli, a ingresso libero fino al 16 gennaio 2027.
IN PROGRAMMA

Luca Locatelli, traduttore visivo della ricerca climatica: a Milano la mostra Future Studies

Con Future Studies il fotografo di...

di Roberto Colombo
3 Ottobre 2026
Ritratti di energia mostra fotografica Marco Garofalo
IN PROGRAMMA

La fotografia che supporta la lotta alla povertà energetica

dal 24 settembre al 31 ottobre...

di Redazione Fotocult
1 Ottobre 2026
Luca Campigotto mostra fotografia Gallerie d'Italia Torino
IN PROGRAMMA

Luca Campigotto cerca tracce di memoria nei paesaggi d’Europa

Siviglia, Spagna, 2026. © Luca Campigotto...

di Francesca Orsi
1 Ottobre 2026
Il ritmo della vita. Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo
IN PROGRAMMA

Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo

dal 24 settembre al 16 ottobre...

di Redazione Fotocult
30 Settembre 2026
Lee Friedlander. Maria mostra fotografica Fraenkel Gallery San Francisco
IN PROGRAMMA

Lee Friedlander e l’amore per Maria: tutto ebbe inizio da una giacca

dal 10 settembre al 24 ottobre...

di Francesca Orsi
29 Settembre 2026
banner whatsapp fotocult.it
Tags: Fotografia di famiglia
Articolo precedente

Test Z50 II: la mirrorless più economica per “gustare” il meglio della tecnologia Nikon

Articolo successivo

Il 2024 di Panasonic tra novità in cui credere anche nel 2025 e conferme di grandi “classici”

Articolo successivo
Annunci fotocamere e obiettivi Lumix nel 2024.

Il 2024 di Panasonic tra novità in cui credere anche nel 2025 e conferme di grandi "classici"

Login login per unirti alla discussione
banner nikon binocoli
banner fotocult google

Newsletter

*campo obbligatorio
banner google fotocult
Pubblicità

Articoli recenti

om system intervista aprevid

Il futuro di OM System: l’intervista a Lars Huijzer sul Micro QuattroTerzi e l’uso etico dell’IA

4 Ottobre 2026
Fabiola Ferrero. Las grietas. Sulle tracce di una fantasia

Tutte le crepe dell’identità venezuelana

4 Ottobre 2026
Joseph Petzval Métamorphose 35 f/1.8: il grandangolo a “geometria variabile” che fa girare la testa

Joseph Petzval Métamorphose 35 f/1.8: il grandangolo a “geometria variabile” che fa girare la testa

3 Ottobre 2026
Dalle centrali dismesse ai parchi eolici, fino al delta della Zelanda: alla Leica Galerie Milano la mostra di Luca Locatelli, a ingresso libero fino al 16 gennaio 2027.

Luca Locatelli, traduttore visivo della ricerca climatica: a Milano la mostra Future Studies

3 Ottobre 2026

DJI anticipa le offerte: action camera, droni e gimbal sono già scontati su Amazon

2 Ottobre 2026
Promozione Sigma 65° Anniversario: sconto in cassa immediato sulle migliori ottiche

Promozione Sigma 65° Anniversario: sconto in cassa immediato sulle migliori ottiche

2 Ottobre 2026
Carlo Riccardi conferenza commemorativa Roma

Dolce vita, baracche e papi: cent’anni dalla nascita di un grande fotoreporter

2 Ottobre 2026
Brightin Star torna a proporre un'ottica a messa a fuoco manuale e lo fa provando a stuzzicare la creatività con tre rese ottiche diverse, selezionabili direttamente dal barilotto del nuovo Tri-Sight 50mm f/2

Brightin Star Tri-Sight 50mm f/2: tre rese ottiche in un solo obiettivo manuale

2 Ottobre 2026
Finalisti Nikon Comedy Wildlife Awards 2026

A un passo dalla fotografia naturalistica più divertente dell’anno

2 Ottobre 2026
canon trade in eos r6 mark iii

Canon Eos R6 Mark III: 200 € di sconto immediato con il nuovo Trade-In

1 Ottobre 2026
Ritratti di energia mostra fotografica Marco Garofalo

La fotografia che supporta la lotta alla povertà energetica

1 Ottobre 2026
Saal Digital European Photo Awards 2026: sei categorie e 2.000 euro in premi per i vincitori

Saal Digital European Photo Awards 2026: sei categorie e 2.000 euro in premi per i vincitori

1 Ottobre 2026
Luca Campigotto mostra fotografia Gallerie d'Italia Torino

Luca Campigotto cerca tracce di memoria nei paesaggi d’Europa

1 Ottobre 2026

10TB di spazio in più sempre a portata di mano sulla scrivania grazie alle offerte Amazon

30 Settembre 2026
Vincitori Dog Photography Awards 2026

Chi dice che i Bully sono cattivi?

30 Settembre 2026

Naviga per tag

Accessori Accessori fotografici Action Cam Amazon Archivio Canon Canon EOS Canon RF Concorsi fotografia Concorsi fotografici DJI Fotogiornalismo Fotografia di moda Fotografia di paesaggio Fotografia documentaria Fotografia naturalistica Fotoreportage Fujifilm Fujifilm X Full frame Grandi autori Insta360 Laowa Leica Libri fotografia Libri Fotografici Lumix Macrofotografia Maestri della fotografia Mirrorless Mostre fotografia Nikkor Z Nikon Nikon Z Obiettivi Offerte Panasonic Reportage Ritratto Sigma Smartphone Sony Sony E Street photography Tamron
Pubblicità
fotocult logo

Dal 2004 FOTO Cult offre un'informazione professionale e appassionata su tecnica e cultura della fotografia. Sostienici e alimenta la tua passione.

Tipa World Award logo

fotocult.it è membro TIPA dal 2017. Clicca qui per conoscere la storia e la filosofia dell’associazione.

Content Authenticity logo

fotocult.it è membro della Content Authenticity Initiative

Amazon logo

In qualità di Affiliato Amazon, FOTO Cult potrebbe ricevere una commissione sugli acquisti idonei.

Categorie

  • TECHNEWS
  • TEST
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
  • MOSTRE
  • CONCORSI
  • LIBRI
  • GALLERIA
  • GREENPICS
  • LA RIVISTA

Recenti

om system intervista aprevid

Il futuro di OM System: l’intervista a Lars Huijzer sul Micro QuattroTerzi e l’uso etico dell’IA

4 Ottobre 2026
Fabiola Ferrero. Las grietas. Sulle tracce di una fantasia

Tutte le crepe dell’identità venezuelana

4 Ottobre 2026
  • Cookie e Privacy Policy
  • Termini e Condizioni
  • Contatti
  • Abbonamenti e FOTO Credit
  • Acquista Crediti
  • Cart
  • Checkout
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie e Privacy Policy
  • Home
  • La rivista
  • Login Customizer
  • Mappa Mostre
  • My account
  • PALCO
  • Promozione Gold
  • Prova comparazione
  • Prova gratuita
  • Termini e Condizioni
  • test map
  • VETRINA

© 2024 copyright Fotocult s.r.l. C.F. e P. IVA n. 11984891009, Capitale sociale € 20.000,00 i.v. | Web design by Arkomedia Web Agency.

Bentornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata? Registrati

Crea il tuo nuovo account!

Registrati e inizia il tuo periodo di 30 giorni di prova gratuita!

Registrandoti autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del DL 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679). Privacy Policy.
Tutti i campi sono obblligatori Log In

Recupera password

Inserisci la tua username o la tua email per reimpostare la password

Log In
  • Login
  • Registrati
  • Carrello
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Abbonamenti
  • Chi siamo
  • Contatti
Importante! Sei sicuro di voler usare 1 credito per leggere questo articolo?
Articoli rimanenti da sbloccare : 0
Importante! Sei sicuro di voler eliminare questa sottoscrizione?