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Home MOSTRE & CONCORSI MOSTRE FOTOGRAFICHE IN PROGRAMMA

Agnès Varda: la mente vivace al numero 86 di rue Daguerre

In mostra stampe originali, estratti di film e tanti documenti che raccontano la creatività della prolifica fotografa e regista tra Parigi e Roma.

Redazione Fotocult di Redazione Fotocult
2 Aprile 2026
in IN PROGRAMMA
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Agnès Varda, Autoportrait devant une peinture de Gentile Bellini, Venezia, 1959. © Succession Agnès Varda
Agnès Varda, Autoportrait devant une peinture de Gentile Bellini, Venezia, 1959. © Succession Agnès Varda

Roma

Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026

Appena nata si chiamava Arlette Varda. Diciotto anni dopo, maggiorenne, scelse di cambiare il suo nome in Agnès.
Nata in Belgio, nel 1928, Agnès Varda (1928-2019) si traferì con la sua famiglia a Sète e poi a Parigi, dove approdò per studiare storia dell’arte e fotografia e si ritrovò a trascorrere il resto della sua vita costruendo una brillante carriera da fotografa e regista.
Per quasi sette decenni si dedicò alla sperimentazione creativa nell’ormai leggendario studio con cortile di rue Daguerre.

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Le fotografie degli anni parigini si uniscono agli scatti realizzati da Varda durante due suoi soggiorni in Italia – tra Venezia e Roma nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici – nella mostra attualmente in corso all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, visitabile fino al 25 maggio.

Agnès Varda, Photographie de Robert Picard, Valérie Mairesse, Robert Dadiès et Agnès Varda sur le tournage du film d’Agnès Varda L’une Chante, l’autre pas, 1976, Robert Picard. © Ciné-Tamari
Agnès Varda, Photographie de Robert Picard, Valérie Mairesse, Robert Dadiès et Agnès Varda sur le tournage du film d’Agnès Varda L’une Chante, l’autre pas, 1976, Robert Picard. © Ciné-Tamari

Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma: la mostra

L’esposizione Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma mette in dialogo l’opera della fotografa con quella della cineasta attraverso un insieme di 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista. La mostra, già presentata a Parigi nel 2025, è il frutto di un lavoro di ricerca durato oltre due anni e si basa sul fondo fotografico di Agnès Varda, nonché sugli archivi di Ciné-Tamaris, la società di produzione da lei fondata, oggi diretta dai figli Rosalie Varda e Mathieu Demy.

Agnès Varda a Parigi

Giunta a Parigi nel 1943, Agnès Varda frequentò l’École du Louvre e scelse di dedicarsi alla fotografia, pratica che le consentì di coniugare dimensione manuale e riflessione intellettuale. Durante gli anni di apprendistato condivise un appartamento nei pressi di Pigalle con tre altre giovani donne. Le coinquiline divennero i primi soggetti dei suoi ritratti, mentre le rive della Senna si imponevano come i suoi primi paesaggi parigini. Già in questa fase iniziale emerse la sua identità artistica, con uno stile caratterizzato da una sottile qualità enigmatica di matrice surrealista.

Agnès Varda, Giulietta Masina à la station de métro Rome, Paris, 1956. © Succession Agnès Varda - Fonds Agnès Varda déposé à l'Institut pour la photographie
Agnès Varda, Giulietta Masina à la station de métro Rome, Paris, 1956. © Succession Agnès Varda - Fonds Agnès Varda déposé à l'Institut pour la photographie

Lo studio di Varda in rue Daguerre

Nel 1951 Agnès Varda si trasferì al numero 86 di rue Daguerre, uno spazio dal carattere singolare. Riconvertì due ex negozi, separati da una corte-vicolo, in atelier, studio e laboratorio. Questo luogo di lavoro e di creazione divenne anche uno spazio di vita condivisa con la scultrice Valentine Schlegel e con una famiglia di rifugiati spagnoli. Nella corte Varda organizzò la sua prima esposizione nel 1954 e nello stesso luogo realizzò i suoi primi film.

Negli anni Cinquanta Agnès Varda ricoprì il ruolo di fotografa ufficiale del Théâtre national populaire di Jean Vilar e del Festival di Avignone. Questa esperienza le aprì le porte del mondo artistico parigino: realizzò numerosi ritratti e servizi fotografici, immortalando figure quali Calder, Brassaï, Suzanne Flon, Giulietta Masina e Fellini. Unendo ironia e una sottile qualità enigmatica, fino a toccare talvolta una dimensione più cupa, si affermò progressivamente come una voce singolare della scena intellettuale del dopoguerra.

Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Agnès Varda, Autoportrait dans son studio rue Daguerre

Fino alla metà degli anni Sessanta, Agnès Varda fotografò nella sua corte giovani attrici e attori, tra cui Delphine Seyrig e Gérard Depardieu. Dopo aver reso celebri i commercianti del vicinato in Daguerréotypes (1975), si identificò sempre più con la sua strada, al punto da definirsi “daguerréotipista”. Varda condivise lo studio anche con il suo compagno, il regista Jacques Demy.

Agnès Varda in Italia

Nel periodo in cui era conosciuta come fotografa teatrale e lavorava su numerose commissioni di reportage per la stampa in Francia e in Europa, Varda fece due soggiorni in Italia, nel 1959 e nel 1963.
Nel primo viaggio, durante una ricognizione a Venezia e nei dintorni – alla ricerca di luoghi di ripresa per La Mélangite (ou Les Amours de Valentin), un film che non vide mai la luce – colse scene di vita quotidiana e motivi ricorrenti come il bucato alle finestre e i passaggi in ombra.

Agnès Varda, Fellini à la porte de Vanves, Paris 14e, mars 1956. © Succession Agnès Varda
Agnès Varda, Rue Mouffetard, Paris 5e, 1957

In occasione di questo viaggio realizzò l’immagine di apertura di questo articolo: uno dei suoi celebri autoritratti davanti a una tela di Gentile Bellini, in cui giocava con umorismo sulla sua acconciatura ormai divenuta iconica. Nel 1963, invece, fu inviata a Roma dalla rivista francese Réalités per fotografare Luchino Visconti, appena insignito della Palma d’oro per Il Gattopardo. Allora Varda approfittò per far visita a Jean-Luc Godard sul set de Il disprezzo e ritrasse Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli.

Lo sguardo di Agnès Varda

Fotografie ed estratti di film mettono in risalto lo sguardo anticonvenzionale, venato di umorismo e di singolarità, che l’artista rivolgeva alle strade della Ville Lumière e ai suoi abitanti, con una poetica in bilico tra documentario sociale e omaggio surrealista. Attraverso opere come Cléo de 5 à 7 (1962) o Daguerréotypes (1975), la mostra evidenzia in particolare la sua attenzione costante per le donne e per le vite marginali di coloro che definiva la “maggioranza silenziosa”.

Agnès Varda, Les Plages d’Agnès, photogramme, 2007. © Ciné-Tamaris
Agnès Varda, Les Plages d’Agnès, photogramme, 2007. © Ciné-Tamaris

Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma si avvale del sostegno e della collaborazione di Paris Musées, Musée Carnavalet – Histoire de Paris, L’Institut pour la photographie dell’Alta Francia, Ciné-Tamaris.
L’esposizione è organizzata nell’anno in cui Parigi e Roma celebrano il settantesimo anniversario di un gemellaggio unico, sancito nel 1956.

La mostra è accompagnata dal catalogo Le Paris d’Agnès Varda – de-ci, de-là, a cura di Anne de Mondenard e pubblicato da Paris Musées in occasione della mostra parigina.
Il volume – in lingua francese, con testi di Antoine de Baecque, Anne de Mondenard, Dominique Païni, Carole Sandrin e Rosalie Varda – affronta l’opera fotografica di Agnès Varda da una prospettiva inedita: il ruolo essenziale svolto dal cortile-atelier di rue Daguerre.

Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Allestimento della mostra "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma" presso Villa Medici, Roma. © Daniele Molajoli
Copertina libro Le Paris d’Agnès Varda – de-ci, de-là

Titolo Le Paris d’Agnès Varda – de-ci, de-là
Fotografie di Agnès Varda
Testi di Antoine de Baecque, Anne de Mondenard, Dominique Païni, Carole Sandrin e Rosalie Varda
Formato 24x32cm
Pagine 240
Illustrazioni 250
Prezzo 39 euro
Lingua francese
Editore Paris Musées
Data di pubblicazione aprile 2025
ISBN 978-2759606061

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Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma

  • A cura di Anne de Mondenard e Carole Sandrin
  • Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, viale della Trinità dei Monti, 1 – Roma
  • dal 25 febbraio al 25 maggio 2026
  • tutti i giorni 10-19. Martedì chiuso
  • intero 12 euro, ridotto 10 euro
  • villamedici.it

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