Verona
Dal 30 luglio al 1° novembre 2026
La mostra Dorothea Lange prodotta da CAMERA di Torino arriva a Verona, stavolta con duecento scatti.
La sede espositiva è il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e il periodo di cui si occupa la mostra corrisponde alla fase più intensa della carriera di Lange: dagli anni della Grande Depressione all’internamento dei cittadini statunitensi di origine giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale.
Lo sguardo della grande fotografa statunitense ha saputo osservare i grandi mutamenti della Storia a partire dalle vite delle persone, coniugando il rigore della documentazione con una profonda partecipazione umana. Concentrata su migrazioni, disuguaglianze sociali, discriminazioni e crisi ambientali, Dorothea Lange (Hoboken, New Jersey, 1895 – San Francisco, 1965) è stata “per scelta un’osservatrice sociale e per istinto un’artista”, per dirla con le parole del celebre fotografo e curatore John Szarkowski.
Dorothea Lange: il percorso espositivo
L’allestimento accompagna il visitatore attraverso gli Stati Uniti degli anni Trenta e Quaranta, seguendo Lange nei luoghi attraversati dalla crisi economica, dalle migrazioni interne e da profonde trasformazioni sociali. Le prime immagini osservano gli effetti della Grande Depressione nelle città, tra uffici di collocamento, scioperi e manifestazioni, per poi spostarsi lungo le strade percorse da migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie terre a causa della siccità, delle tempeste di sabbia e della crisi agricola.
Farm Security Administration
A partire dal 1935, Lange entra a far parte del gruppo di fotografi incaricati dalla Farm Security Administration, l’agenzia governativa nata nell’ambito delle politiche del New Deal, di documentare le condizioni di vita dei lavoratori agricoli migranti. Insieme all’economista Paul S. Taylor, percorre migliaia di chilometri attraverso il Paese, raccogliendo immagini e testimonianze che danno un volto alla povertà e alle grandi migrazioni interne che segnarono quegli anni.
Uno dei nuclei centrali della mostra è dedicato agli accampamenti improvvisati sorti lungo le rotte dei migranti, le cosiddette “jungles”, dove migliaia di persone vivevano in tende e ripari di fortuna, prive dei servizi essenziali e in attesa di trovare un lavoro stagionale.
In questo contesto nasce Migrant Mother, il ritratto di Florence Owens Thompson destinato a diventare un’icona del XX secolo. Accanto a questa immagine, il percorso presenta altri scatti emblematici, tra cui Toward Los Angeles, California (1937), nei quali Lange racconta la durezza delle condizioni di vita senza mai sottrarre dignità alle persone ritratte.
Dal 1937 Lange e Paul S. Taylor proseguono il loro lavoro nel Sud degli Stati Uniti, documentando le condizioni dei braccianti impiegati nelle grandi piantagioni di cotone, tabacco e mais. Qui il divario sociale e la segregazione razziale rendono ancora più evidente lo sfruttamento della manodopera agricola. Le fotografie mostrano uomini e donne costretti a lavorare per salari minimi e restituiscono una testimonianza diretta delle profonde disuguaglianze che attraversano il Paese.
Accanto alle immagini della crisi, la mostra racconta anche gli effetti concreti dell’intervento della Farm Security Administration. La documentazione raccolta contribuisce infatti a rendere visibili condizioni di vita fino ad allora largamente ignorate, mentre il governo avviava la costruzione di nuovi insediamenti per i lavoratori migranti, dotati di servizi essenziali e organizzati anche attraverso cooperative agricole. Lange registra il graduale cambiamento: i volti iniziano a farsi più distesi, i bambini tornavano a giocare e nella quotidianità comincia ad affiorare la possibilità di un futuro diverso.
Il percorso si conclude con uno dei capitoli più intensi e meno conosciuti della carriera di Dorothea Lange. Dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor e l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, la fotografa venne incaricata dalla War Relocation Authority di documentare il trasferimento forzato di oltre 110.000 persone di origine giapponese nei campi di internamento istituiti dal governo americano.
Pur avendo espresso, insieme al marito, il proprio dissenso nei confronti di questa misura, Lange accettò l’incarico e realizzò una delle testimonianze più potenti di quella vicenda. Sottoposte a un rigoroso controllo da parte delle autorità militari e rimaste per molti anni quasi sconosciute, queste fotografie raccontano la perdita improvvisa della libertà e della normalità.
Organizzata dal Comune di Verona e prodotta da CAMERA Torino, la mostra Dorothea Lange è curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi.

Titolo Dorothea Lange
Fotografie di Dorothea Lange
Formato 24x30cm
Pagine 176
Prezzo 30 euro
Lingua italiano
Editore Dario Cimorelli Editore
Data pubblicazione 22 agosto 2023
ISBN 979-1255610236
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Dorothea Lange
- A cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi
- Centro Internazionale di Fotografia-Scavi Scaligeri, Cortile Mercato Vecchio, 8 – Verona
- dal 30 luglio al 1° novembre 2026
- mar-dom 10-19
- intero 10 euro, ridotto 7 euro
- scaviscaligeri.comune.verona.it
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