Bard (AO)
Dal 24 luglio al 18 ottobre 2026
Due anni fa il gallerista e curatore Claudio Composti visitava l’archivio del fotoreporter Mario Dondero (Genova 1928 – Fermo 2015), conservato in larga parte dalla Fototeca Provinciale di Fermo ad Altidona. Da quella visita sono saltati fuori scatti mai pubblicati prima, da oggi in mostra nelle sale delle Cantine del Forte di Bard (AO).
Le fotografie dell’esposizione Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano offrono al visitatore una nuova occasione per esplorare lo sguardo antiretorico, sensibile ed empatico di un eccezionale testimone del Novecento.
Mario Dondero: fotografo dell’uomo
Partigiano giovanissimo in Val d’Ossola, Dondero è stato cronista militante nella stampa politica italiana del dopoguerra e fotografo del mondo. Amava profondamente l’essere umano, specialmente le persone che vivono ai margini e che attraversano la Storia senza scriverla. “Mi interesso a tutto quello che interviene nella nostra vita”, diceva. Il ritratto di un operaio sudamericano aveva per lui lo stesso peso di uno scatto a un intellettuale o a un artista del calibro di Sartre, Beckett, Giacometti o Pasolini, peraltro tutti amici che ebbe spesso modo di fotografare con fare spontaneo e autentico.
Fotografie e appunti per raccontare il mondo
Patrimonio vastissimo e ancora in parte inesplorato, l’archivio di Mario Dondero include centinaia di migliaia di immagini tra negativi in bianco e nero, diapositive e stampe professionali, accompagnate da oltre duecento quaderni di appunti.
Le stesse stampe vintage selezionate per la mostra recano spesso sul retro annotazioni a penna o a matita – descrizioni dell’evento fotografato, titoli, date, firme – che ci ricordano quanto Dondero ritenesse inscindibili immagini e scrittura. Fotografie e testi rappresentavano per lui due forme complementari di testimonianza.
“I fotografi di solito non scrivono e neppure parlano. Sono come i pesci, muti anch’essi nel vasto mare silente” annotava in uno dei suoi numerosi quaderni. Lui era l’eccezione: un fotografo che non smetteva mai di pensare per iscritto e riempiva pagine e pagine di appunti, frasi interrotte, osservazioni sul presente e brevi racconti di ciò che leggeva o osservava.
Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano: le sezioni della mostra
Il curatore della mostra, Claudio Composti, ha selezionato e organizzato il materiale inedito in tre macro-sezioni tematiche: Memorie del presente, Sguardi politici e Verso il mondo. La prima sezione è dedicata a manifestazioni e movimenti sociali collettivi, la seconda ai protagonisti della storia politica del Novecento. La terza, infine, è un omaggio al quotidiano, ai gesti e alle vite degli ultimi, della gente semplice, incontrata in ogni angolo del pianeta.
Dondero ha fotografato la Grecia dei Colonnelli, la Spagna franchista, i movimenti di liberazione africana, il muro di Berlino e la Russia post-sovietica. Non ha mai ceduto al sensazionalismo, e ha sempre considerato la fotografia “un’arma formidabile nella ricerca della verità”.
Il suo archivio rivisitato diventa spazio critico, un luogo in cui le sue fotografie riaprono il dialogo tra immagine, memoria e storia.
In un tempo che tende a trasformare tutto in icona e consumo visivo, i suoi inediti riaffermano la fotografia come tempo lento e come responsabilità: non semplice memoria visiva, ma esercizio critico. L’archivio Dondero è un archivio politico di un partigiano dell’umano, che continua a parlare di uomini agli uomini.
Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano
- A cura di Claudio Composti
- Forte di Bard, Via Vittorio Emanuele II – Bard (AO)
- dal 24 luglio al 18 ottobre 2026
- mar-ven 10-18, sab-dom 10-19. Lunedì chiuso
- intero 15 euro, ridotto 12 euro
- www.fortedibard.it
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