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Home GUIDA ALL'ACQUISTO

Oltre il binocolo: alla scoperta della superpotenza del cannocchiale

Dopo la corposissima guida ai binocoli, facciamo il passo successivo e spostiamoci nel campo dei cannocchiali: l’osservazione naturalistica estrema richiede metodo, compromessi e un solido treppiede.

Redazione Fotocult di Redazione Fotocult
1 Luglio 2026
in GUIDA ALL'ACQUISTO
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C’è un momento preciso nella vita di ogni fotografo naturalista e di ogni birdwatcher in cui il binocolo, per quanto eccellente, non basta più. È il momento in cui il falco pellegrino si posa sul crinale opposto della valle, o il limicolo che stiamo cercando di identificare passeggia sul fango di un’oasi a oltre cento metri di distanza. In quel preciso istante, la stereoscopia e la mobilità del binocolo devono cedere il passo allo strumento nato per un unico scopo: estremizzare l’ingrandimento.

1 FOTO BINOCOLO NELLA MANO SINISTRA E OCCHIO AL CANNOCCHIALE
Quando un pur eccellente binocolo mostra il limite dei suoi 8 o 10 ingrandimenti, cede il passo al cannocchiale. In casa Nikon, a seconda degli abbinamenti cannocchiale-oculare, si va da 13x a 60x: un mondo nuovo da conoscere a fondo.
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Abbiamo messo alla prova per mesi tre interpretazioni radicalmente diverse della gamma Nikon Sport Optics: il minuscolo e raffinatissimo Fieldscope ED50, il generoso ed economico Prostaff 5 82 e il sovrano della gamma, il Monarch 82 ED. Come per i binocoli, Nikon con la sua gamma Sport Optics dimostra di saper offrire un supporto completo e variegato a fotografi e videomaker impegnati nelle riprese e nelle osservazioni en plein air.  

Prima di addentrarci nell’analisi dei cannocchiali, però, dobbiamo “smontare” l’attrezzatura e fissare quattro regole d’ingaggio fondamentali.

Indice dei contenuti

1. La vertigine dei 3000 millimetri (e l'imperativo del treppiedi)

Per capire un cannocchiale, un fotografo deve fare un rapido calcolo mentale. Se un classico binocolo 8x equivale all’incirca a un teleobiettivo da 400mm, un cannocchiale spinto a 60 ingrandimenti equivale a una mostruosa focale di 3000mm.

Se il binocolo, con un po' di apprendistato, è semplice da usare a mano libera, il cannocchiale non può fare a meno del treppiedi. C'è chi riesce a portarlo appeso allo zaino durante i trasferimenti e chi preferisce la rapidità operativa di un trasporto a spalla, come quello illustrato qui sopra.

A 3000 millimetri, il battito cardiaco di chi osserva si trasforma in un terremoto; una bava di vento fa volare il soggetto fuori dal campo inquadrato. Questo porta alla “Regola Zero” del cannocchiale: il treppiedi non è un accessorio, è parte integrante dello schema ottico.

2B FOTO ED50 SU INNOREL E MONARCH SU EVUMO
Di certo va rispettata una proporzione tra ingrandimento e peso del cannocchiale e struttura del treppiedi. Se un massiccio Monarch 82 ED, che arriva a 60x, richiede un treppiedi dalla struttura rocciosa, un "etereo" Fieldscope ED50 si accompagna bene a un leggero treppiedi da viaggio.

C’è una proporzionalità diretta tra la fatica che siete disposti a fare e la magia dell’osservazione. Un Fieldscope ED50 montato su un treppiedi in carbonio da 1,5 kg con testina video compatta rappresenta il limite inferiore d’impiego; un Monarch 82 montato su un treppiedi da 3 kg con una testa video fluida professionale regala, dopo il giusto apprendistato nel panning, la sensazione mistica di assistere a un documentario della BBC in diretta.

3A FOTO TESTINA VIDEO INNOREL E TESTONA MANFROTTO
Adeguata deve essere anche la testa, preferibilmente di tipo fluido o video, per seguire al meglio i movimenti degli animali a terra o il volo degli uccelli.
3B FOTO TESTINA VIDEO INNOREL E TESTONA MANFROTTO
Adeguata deve essere anche la testa, preferibilmente di tipo fluido o video, per seguire al meglio i movimenti degli animali a terra o il volo degli uccelli.

Seguire un airone in volo a 50x con un movimento burroso e privo di scatti ripaga di ogni grammo trasportato. Tuttavia, la fisica è una dura maestra: nessuno di noi consiglierebbe mai un’escursione di quattro ore in montagna con 4,5 kg di treppiedi e cannocchiale sulla schiena. Perciò, il raggio d’azione che avete in mente detta l’acquisto del cannocchiale tanto quanto il vostro budget.

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2. La matematica segreta degli oculari

Guardando i cataloghi dei cannocchiali modulari (tutti i Nikon in esame lo sono), molti vanno in confusione: “Perché lo stesso identico oculare, se montato su un corpo da 60mm viene venduto come 30x, mentre se lo innesto su un corpo da 82mm diventa un 38x?”.

Due oculari destinati ai cannocchiali serie Prostaff P5 (qui in foto nei diametri da 60mm e 82mm): l'effettivo ingrandimento dipende dalla focale e, indirettamente, dal diametro della lente frontale del cannocchiale di destinazione.

La risposta risiede nell’ottica geometrica più pura. Il cannocchiale si comporta esattamente come un telescopio astronomico, e l’ingrandimento finale è governato da una formula d’una semplicità disarmante:

Ingrandimento = Lunghezza Focale dell’Obiettivo / Lunghezza Focale dell’Oculare

Ma cosa c’entra il diametro con la focale? Apparentemente nulla, ma in realtà un nesso c’è. I progettisti cercano di mantenere costante la luminosità dell’obiettivo principale a circa f/6. Ne discende che se vogliono ottenere un ingrandimento maggiore mantenendo costante la luminosità, oltre alla focale dovranno aumentare anche il diametro dell’ottica. Solo che all’utente finale il marketing non fa arrivare il dato della focale, ma quello del diametro, per far comprendere facilmente il diametro della pupilla d’uscita che – come nei binocoli – è data dal rapporto tra diametro delle lenti e ingrandimento ed è un indice importante dell’ambito d’uso di uno strumento ottico di osservazione.

5 MEP 30-60W SU MONARCH 82A + 20-60 SU MONARCH 82S
A sinistra, l'oculare MEP 30-60W su Monarch 82 ED A; a destra il MEP 20-60 su Monarch 82 ED S.

Facciamo un esempio per chiarire come lo stesso oculare MEP-38W, che ha una focale di 13mm ed è destinato alla serie Monarch, generi effettivamente un ingrandimento 38x solo sulla versione da 82mm di diametro, mentre su quella da 60mm (da poco fuori produzione) ingrandisce “solo” 30 volte.

ModelloDiametro ObiettivoIngrandimentoFocale Obiettivo (stima)Pupilla d’uscita
Monarch 82 ED82mm38x~494mm (f/6)2,2mm
Monarch 60 ED60mm30x~390mm (f/6,5)2,0mm

Molto semplicemente: 494/13=38, mentre 390/13=30. E dal rapporto tra diametro della lente frontale e ingrandimento deriva la pupilla di uscita che, come vediamo, avvantaggia il più grosso e pesante Monarch 82 rispetto al più portatile 60.

6 FOTO OCULARE SMONTATO CON ED50
L'oculare zoom destinato al Fieldscope ED50 riporta gli ingrandimenti relativi anche ai fratelli da 60mm e 82mm non più in produzione: quindi il modello MC II (qui in foto) sul 50mm in prova ha un range di ingrandimento 13-40x.

Nikon ha recentemente semplificato il proprio listino: come abbiamo visto la versione da 60mm del Monarch non c’è più, e anche il Fieldscope ED50 è disponibile solo nella taglia da 50mm. Resta solo la famiglia entry-level Prostaff a offrire cannocchiali da 60mm e 82mm: quando si sceglie un oculare, quindi, va tenuto conto di quale modello è destinato a completare per comprendere il reale ingrandimento ottenibile.

Questo chiarimento, siamo sicuri, è stato gradito dai più attenti al dato tecnico. Per semplificare è sufficiente ricordare che l’oculare è solo una potente lente d’ingrandimento che “legge” l’immagine proiettata dal corpo principale: più l’immagine di partenza è grande (focale lunga da cui discende ampio diametro), maggiore sarà il risultato della moltiplicazione.

3. Diametro, buio e il "miracolo" degli zoom

Come nei binocoli, quando il sole scende sotto l’orizzonte i nodi vengono al pettine, e il parametro da guardare è la pupilla d’uscita (il diametro del fascio di luce che colpisce il nostro occhio, dato dal diametro dell’obiettivo diviso gli ingrandimenti).

7A DIFFERENZA DIMENSIONALE ED50 + MONARCH 82A
Il Fieldscope ED50 è notevolmente più leggero e compatto del Monarch 82 ED A alle sue spalle, ma paga dazio in termini di pupilla d'uscita a parità di ingrandimento: un fattore di cui tenere conto se l'uso prevalente è in condizioni di scarsa luce ambientale.
7B DIFFERENZA DIMENSIONALE ED50 + MONARCH 82A
Il Fieldscope ED50 è notevolmente più leggero e compatto del Monarch 82 ED A alle sue spalle, ma paga dazio in termini di pupilla d'uscita a parità di ingrandimento: un fattore di cui tenere conto se l'uso prevalente è in condizioni di scarsa luce ambientale.

Pur lodando sperticatamente, come vedremo meglio in seguito, la qualità del piccolo Fieldscope ED50, a 30 ingrandimenti la sua pupilla d’uscita è di soli 1,6 millimetri. Il Prostaff 5 da 82mm, a pari ingrandimenti, offre un raggio di 2,7 millimetri. Significa che all’alba o al crepuscolo, i momenti d’oro della fauna, un obiettivo da 82mm, anche se dotato di vetri otticamente inferiori (non ci riferiamo quindi al Monarch qui sopra), vi permetterà di osservare con una maggior fedeltà cromatica, fattore che dipende dalla fisiologia dell’occhio, meno sensibile ai colori quando la luce cala.

8 FOTO OCULARI MC2 E 30-60W
A sinistra il MEP 30-60W per il Monarch, a destra l'oculare zoom MC II per il Fieldscope ED50: in entrambi i casi la resa ottica è eccellente su tutta l'escursione zoom.

C’è però una splendida notizia: a differenza dei binocoli zoom (che un occhio esigente tende a scartare per via di pesanti compromessi ottici e campi visivi asfissianti), nei cannocchiali gli oculari zoom hanno raggiunto doti di eccellenza assoluta. Un oculare come il Nikon MEP-30-60W del Monarch o l’MC2 del Fieldscope mantiene una nitidezza e un’incisività d’immagine straordinarie su tutta l’escursione.

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4. Niente diottrie, niente 3D, ma c’è sempre l'effetto "wow"

Essendo sistemi mono-obiettivo, i cannocchiali non possiedono la ghiera di correzione diottrica: si mette a fuoco con l’occhio che osserva, e l’altro riposa chiuso o coperto.
Perdiamo la tridimensionalità e la percezione dei piani di un binocolo top di gamma?

Assolutamente sì, la visione è piatta. Eppure, il cannocchiale ripaga con una moneta diversa: lo shock da ingrandimento. Chiunque abbia un binocolo d’altissima gamma al collo, quando un compagno di uscite lo invita a mettere l’occhio all’oculare di un cannocchiale stabile e ben messo a fuoco, si lascia andare a esclamazioni molto variegate, tra cui “wow” è la più educata.

Ecco cosa ci si può aspettare osservando la natura con un cannocchiale: un allocco, che frequenta con la sua famiglia la foresta in cui è immersa la nostra redazione, riposa addossato al tronco di un castagno a circa 50 metri di distanza. Invisibile a occhio nudo, “tangibile” nell’oculare del Monarch.
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Dritto o angolato? L'eterno dilemma

Al momento dell’acquisto vi troverete davanti a un altro bivio: se quello del diametro è limitato alla famiglia Prostaff, il dubbio sulla corretta scelta del corpo – dritto (S: straight) o angolato (A: angled) – è amletico.

10A FOTO MONARCH 82 S E A
La scelta tra "dritto" e "angolato" va fatta con criterio. Il cannocchiale dritto è più istintivo, quello angolato più democratico...
10B FOTO MONARCH 82 S E A
La scelta tra "dritto" e "angolato" va fatta con criterio. Il cannocchiale dritto è più istintivo, quello angolato più democratico...
  • Il Cannocchiale Dritto: funziona a puntamento, come il mirino di un fucile. Trovare un soggetto al volo è istintivo ed è imbattibile se osservate sdraiati a terra. Di contro, costringe ad alzare il treppiedi ad altezza occhi (riducendo la stabilità) ed è un incubo di regolazioni se a guardare dentro lo strumento siete in due con venti centimetri di differenza d’altezza.
  • Il Cannocchiale Angolato: Richiede due giorni di pratica per capire dove si sta guardando, ma una volta fatto il click mentale non si torna indietro. La postura del collo è rilassata; il treppiedi resta più basso e stabile e, soprattutto, se il cannocchiale è dotato di collare rotante (come il Monarch), basta ruotare il corpo sul proprio asse per far guardare comodamente un cestista di due metri e un ragazzino di un metro e cinquanta, senza toccare una singola leva del treppiedi.

I tre protagonisti sul banco di prova

(Tutti i modelli provati godono di costruzione impermeabile e riempimento in azoto contro l’appannamento).

Nikon Prostaff 5 82 (Angled): 449 euro
Oculare SEP-38W | 30x/38x: 119 euro
Oculare SEP-20-60 | 16-48x/20-60x: 169 euro

  • L’identikit: il gigante democratico.
  • Sul campo: è un impressionante collettore di luce offerto a un prezzo da saldo (quello da 60mm è ancora più economico). L’immagine al centro è croccante, incisiva e molto contrastata. Messo alla frusta in controluce o sui bordi ad alto contrasto (il classico rapace controluce sul ramo secco), sia con lo zoom 20-60x che con il fisso grandangolare da 38x, mostra una fisiologica aberrazione cromatica. Ma pretendere lenti a bassissima dispersione a queste cifre, con 82mm di diametro, vorrebbe dire riscrivere le leggi dell’economia.
  • Note d’uso: arriva corredato da una bellissima stay-on case in neoprene con spallaccio (dettaglio che su marchi europei si paga profumatamente a parte).
  • I limiti: il collare del treppiede è fisso (non ruota) e la ghiera di messa a fuoco è a singola velocità.
  • Per chi è: per l’appassionato che muove i primi passi nel birdwatching o cerca un alleato leggero per la fotografia naturalistica seria, ha un budget saggio e non deve fare troppi chilometri a piedi.

Nikon Fieldscope ED 50 (Angled): 499 euro
Oculare 13-30x MC zoom: 279 euro
Oculare 13-40x MC II zoom: 429 euro

  • L’identikit: il super-cannocchiale da zaino.
  • Sul campo: un piccolo miracolo di ingegneria ottica. I vetri ED (Extra-low Dispersion) fanno esattamente ciò per cui sono nati: l’aberrazione cromatica è di fatto inesistente, la resa cromatica è neutra, cristallina. Convince istantaneamente anche i birdwatcher più scafati. Pesa meno di mezzo chilo, sta nella tasca laterale di uno zaino fotografico e con i suoi 3 metri di minima messa a fuoco è imbattibile anche per l’osservazione di insetti o uccelli confidenti.
  • Note d’uso: per tenerlo sotto i 480 grammi, Nikon ha dovuto sacrificare il collare rotante (è fisso). Il limite vero è il diametro: i 50mm, superati i 25 ingrandimenti, chiedono luce diurna. Capitolo oculari: il 13-30x è minuscolo ed economico ma ha la conchiglia in gomma fissa; l’oculare zoom di fascia superiore (13-40x Zoom MC2) costa quasi quanto il cannocchiale stesso, ma oltre a dieci ingrandimenti in più offre un’estrazione pupillare e una conchiglia rotante d’altissimo livello.
  • Per chi è: per il trekker d’alta quota e il fotografo naturalista “errante”. Con la sua Handholding Case dedicata (opzionale, circa 25€) e dotata di cinghia ad armapolso, lo si può usare persino senza treppiedi, magari appoggiandosi allo zaino o ad altro supporto di fortuna. Questa opzione è maggiormente consigliabile con la versione Straight (dritta, come in foto).

Nikon Monarch 82 ED (S / A): 1.599 euro
Oculare MEP-30-60W: 549 euro
Oculare MEP-20-60: 389 euro
Oculare MEP-38W: 399 euro

  • L’identikit: il Sovrano.
  • Sul campo: un pezzo di artiglieria pesante. Rispetto al Prostaff sembra scolpito dal pieno. L’ottica ED accoppiata all’oculare MEP-20-60 o al grandangolare MEP-30-60W restituisce un’immagine tridimensionale, pastosa, con una tenuta al controluce davvero apprezzabile. A 30x l’immagine è talmente chiara da sembrare retroilluminata; spingendolo ai 60x estremi il contrasto flette leggermente e l’immagine si scurisce, ma il dettaglio fine resta perfettamente leggibile.
  • Note d’uso: ergonomia da primo della classe. Il paraluce è incorporato ed estraibile, possiede un solido collare rotante e un anello di messa a fuoco centrale d’impronta fotografica. La sua azione non è lineare: è più “grossolana” alle brevi distanze, è più fine a quelle lunghe. Ciò assicura il giusto compromesso tra rapidità e precisione senza la complicazione di meccanismi doppi di messa a fuoco.
  • Per chi è: per chi cerca lo strumento definitivo e non accetta compromessi ottici, rivaleggiando a testa altissima con i mostri sacri del birdwatching nordeuropeo che costano il doppio.
13A MONARCH CAPANNO
Il Monarch è perfetto per gli appostamenti "stabili" in capanno, dove esprime tutta la sua qualità sostenuto da un adeguato treppiedi.

Filosofia d’impiego: convivenza o esclusiva?

In chiusura, una riflessione sul corredo. Nella nostra precedente guida abbiamo definito il binocolo come un compagno discreto: sta al collo, non disturba la fotocamera, lo afferri con una mano, guardi, lo lasci ricadere sul petto e scatti.

A sinistra, il binocolo Monarch M7+ 8x30: qualità eccezionale in un corpo compatto che non ha senso lasciare a casa neanche se ci si porta dietro un corredo fotografico di tutto rispetto. A destra, il Monarch 82 ED A: con lui come attore principale, l'osservazione diventa prioritaria.

Il cannocchiale è l’esatto opposto: è un partner geloso che pretende l’esclusiva. Se uscite a fare caccia fotografica itinerante, non riuscirete a gestire un 600mm e un Monarch 82 su treppiedi; finirete per impazzire. Il cannocchiale richiede l’uscita dedicata: si va sul posto, si piazza il treppiedi, si monta il cannocchiale e si studia la natura. Ovviamente, se l’insieme treppiedi-cannocchiale non è un macigno, nessuno vieta di affrontare lunghe escursioni attaccando il tutto allo zaino o portandolo in spalla (parliamo per esperienza diretta).

Alcuni birdwatchers in veste di "tester" volontari durante una delle tante escursioni in cui i cannocchiali Nikon sono stati messi alla prova.

Fa eccezione, ancora una volta, l’anomalia del sistema: il Fieldscope ED50. Lui è l’alternativa genetica: si accontenta di un minitreppiedi da tavolo appoggiato sulla mensola di un capanno fisso, oppure accetta di essere innestato al volo sul treppiedi che state usando per la vostra mirrorless. Va oltre il cannocchiale: è un occhio di falco che avete deciso di infilare nella tasca dello zaino.

Le tabelle comparative di riferimento

16A PROSTAFF P5 82 JESS
Sebbene di notevoli dimensioni e qualitativamente inferiore a Monarch e Fieldscope, il Prostaff è molto leggero e si difende molto bene in scarsa luce ambiente; ha un rapporto prezzo/prestazioni convincente per chi si avvicina alla fotografia e all'osservazione naturalistica di alto livello.
Sebbene di notevoli dimensioni e qualitativamente inferiore a Monarch e Fieldscope, il Prostaff è molto leggero e si difende molto bene in scarsa luce ambiente; ha un rapporto prezzo/prestazioni convincente per chi si avvicina alla fotografia e all'osservazione naturalistica  di alto livello.
Sebbene di notevoli dimensioni e qualitativamente inferiore a Monarch e Fieldscope, il Prostaff è molto leggero e si difende molto bene in scarsa luce ambiente; ha un rapporto prezzo/prestazioni convincente per chi si avvicina alla fotografia e all'osservazione naturalistica di alto livello.

 Tabella 1: i cannocchiali solo corpo

ModelloøVisioneDist. Min.PesoLungh.CollarePrezzo
Fieldscope ED5050mmAngolata (A)3,0m470g209mmNo499€
Prostaff 5 8282mmAngolata (A)6,1m955g392mmNo449€
Monarch 82 ED-S82mmDiritta (S)5,0m1.650g364mmSì1.599€
Monarch 82 ED-A82mmAngolata (A)5,0m1.640g334mmSì1.599€

 Tabella 2: Le combinazioni Corpo + Oculari 

CannocchialeOculare applicatoIngrandimentoPupilla d’uscitaCampo a 1000m
Fieldscope ED 5013-30x MC zoom13x–30x3,8 –1,7mm52–26m
Fieldscope ED 5013-40x MC II zoom13x–40x3,8–1,3mm52–23m
Prostaff 5 82SEP-38W38x2,2mm31m
Prostaff 5 82SEP-20-6020x–60x4,1–1,4mm36–15m
Monarch 82 EDMEP-38W38x2,2mm35m
Monarch 82 EDMEP-20-6020x–60x4,1–1,4mm37–17m
Monarch 82 EDMEP-30-60W30x–60x2,7–1,4mm35–21m

I prezzi sono tratti dal listino ufficiale Nikon presente su nikonstore.it e aggiornati al 1° luglio 2026.

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