Padova
Dal 28 febbraio al 5 aprile 2026
È un’artista milanese, si chiama Donatella Izzo e c’è chi la definisce “eretica della fotografia”. Il suo approccio al mezzo fotografico, in effetti è tutt’altro che convenzionale: Donatella scatta fotografie, le stampa in formato A4, le altera con tagli, abrasioni, collage, interventi di pittura, sovrapposizioni di gesso, farina, spezie, inchiostri. A volte cancella alcuni dettagli con l’applicazione localizzata di acqua e solventi, altre sovrappone oggetti di qualsiasi natura alla superficie della stampa originale. Alla fine, l’autrice scatta una nuova fotografia alla sua opera.
Gli anti-ritratti di Donatella Izzo compiono dieci anni
Se questo procedimento vi sembra familiare è perché ve ne avevamo già parlato in occasione dell’esposizione della serie No-Portraits nell’ambito della collettiva The Poetic Enigma, visitabile a Roma nel 2025.
Quella serie, firmata Donatella Izzo, compie dieci anni e la sua autrice la celebra con una mostra personale alla Black Light Gallery di Padova. L’esposizione si intitola Not here to be seen e si compone di immagini stratificate basate su un processo di distruzione e ricostruzione.
Nel nostro precedente articolo dedicato a questa serie di ritratti spiegavamo il perché della necessità di scattare un’ulteriore fotografia alla fotografia alterata: il più delle volte il risultato dell’intervento creativo di Donatella Izzo è tanto effimero da dover esser immortalato prima che cambi ulteriormente aspetto. Particolari e sfumature di una fotografia bagnata, ad esempio, svanirebbero osservando l’immagine asciutta.
Portando avanti una ricerca coerente e radicale sul tema del volto e dell’identità femminile nell’arte contemporanea, Izzo rifiuta l’associazione del ritratto al concetto di somiglianza e all’immagine levigata e standardizzata imposta dalla cultura visiva dei social. Nei suoi lavori il volto non serve a riconoscere, ma a far emergere tensioni interiori, imperfezioni, tracce di vissuto.
Al centro della serie c’è una riflessione sulla bellezza come esperienza soggettiva e sull’imperfezione che diventa valore identitario e atto di resistenza culturale contro l’omologazione estetica.
La mostra è anche un’occasione per l’artista di presentare al pubblico il suo nuovo progetto intitolato “PostEden”, le cui fotografie si muovono in un territorio di riconciliazione tra natura ed essere umano.
Donatella Izzo. Not here to be seen
- A cura di Fabio Cosentino
- Black Light Gallery, via Dante, 87/89 – Padova
- dal 28 febbraio al 5 aprile 2026
- mar-sab 10-13/15.30-19.30. Domenica e lunedì chiuso
- ingresso gratuito
- blacklightgallery.net
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