Il Mobile World Congress di Barcellona è una fiera che vive di due anime. Da un lato abbiamo tutte le novità dell’elettronica di consumo, smartphone e accessori in primis. Dall’altro le soluzioni B2B, dove spesso si nascondono le novità più interessanti. Ne abbiamo vista una allo stand Ericsson, con una dimostrazione tecnologica realizzata in collaborazione con Sony e Vodafone. In un contesto in cui le reti mobili vengono sempre più integrate nei flussi di lavoro di fotografi e operatori media, la partnership tra Ericsson, Sony Corporation e Vodafone Germany si propone di dimostrare come la connettività avanzata possa trasformare profondamente la produzione e la trasmissione di immagini e video professionali. Questo progetto, presentato all’MWC 2026, rappresenta un passo in avanti nella capacità di gestire flussi di dati critici in condizioni di rete congestionate tipiche di grandi eventi, dove decine di migliaia di utenti utilizzano simultaneamente le stesse risorse radio.
Il fulcro dell’iniziativa è una prova di trasmissione di grandi volumi di dati ad alta velocità — tipici degli impieghi fotografici professionali sul campo — resa possibile da un sistema di network slicing con API programmabili, in grado di garantire prestazioni di upload elevate e prevedibili per i professionisti impegnati sul campo. La soluzione, sviluppata a partire dalle tecnologie di rete programmabile di Ericsson e dall’integrazione con la piattaforma API di Vonage, consente a fotografi e media di attivare su richiesta una porzione dedicata di capacità di rete in una specifica area geografica e per un tempo definito, superando le limitazioni delle reti condivise in scenari ad alta densità di utenti. La dimostrazione è stata realizzata nel 5G Mobility Lab di Vodafone presso l’Aldenhoven Test Center in Germania, con l’utilizzo di fotocamere Sony collegate a trasmettitori portatili di dati.
Nella demo un fotografo può selezionare uno slot temporale in cui sfruttare un accesso prioritario alla rete 5G per trasferire le proprie foto.
Niente più problemi di invio a causa della rete congestionata
Il valore aggiunto di questo tipo di approccio si misura nella possibilità di inviare rapidamente gli scatti più rilevanti verso agenzie, redazioni o servizi editoriali, senza ritardi dovuti alla congestione della rete a cui si andrebbe incontro, ad esempio, utilizzando un cellulare per creare un hotspot sulla rete pubblica. Per il settore della fotografia professionale, strumenti e servizi di connettività dedicata rappresentano oggi un elemento distintivo per la competitività e l’efficienza operativa. A volte è la foto che arriva per prima quella che resta come più impressa nell’immaginario collettivo.
Sony Portable Data Transmitter PDT-FP1
Un ruolo specifico in questa evoluzione lo gioca l’accessorio Sony Portable Data Transmitter PDT-FP1, utilizzato come elemento di congiunzione tra la fotocamera e la rete 5G. Il PDT-FP1 non è un semplice modem o hotspot, ma un dispositivo pensato per i creatori di contenuti professionali.
Dal punto di vista hardware e funzionale, il Sony PDT-FP1 integra un’antenna ottimizzata per massimizzare la sensibilità e la velocità di trasmissione dati su una vasta gamma di bande, comprese quelle 4G e 5G (Sub6 e mmWave, quando disponibili), consentendo comunicazioni a bassa latenza e elevata efficienza anche in condizioni difficili. Il dispositivo è dotato di un sistema di dissipazione del calore con ventola e struttura di canalizzazione per mantenere performance stabili anche in ambienti con temperature elevate, fattore importante per lunghe sessioni di lavoro in esterni o durante eventi prolungati.
La connettività del PDT-FP1 è studiata per integrarsi con telecamere e fotocamere Sony attraverso diverse interfacce: oltre al terminale USB-C per dati, sono presenti connessioni LAN cablate e HDMI di tipo A, che permettono di gestire sia il trasferimento di immagini statiche sia flussi video ad alta definizione. Da sottolineare la presenza di 256 GB di memoria interna espandibile fino a 1 TB tramite microSD, che permette di immagazzinare temporaneamente grandi quantità di dati prima della trasmissione o del caricamento in cloud. Si tratta di un accessorio di fascia professionale, con un prezzo di listino di $1,299.99.
Un altro elemento di rilievo è lo schermo OLED da 6,1 pollici ad alta risoluzione (2520×1080 pixel), che funge da display di controllo per visualizzare lo stato della rete, la qualità della trasmissione e, in alcune implementazioni, anche anteprime video durante il flusso live. La possibilità di monitorare lo stato della connessione in tempo reale rappresenta un supporto concreto per chi opera in condizioni dinamiche e non sempre prevedibili.
Nel workflow professionale, il PDT-FP1 facilita l’automazione del trasferimento dei file. Una volta configurato il collegamento con la fotocamera tramite l’impostazione dedicata (Camera Wired Connection), i contenuti possono essere trasferiti automaticamente a un server FTP o a piattaforme cloud compatibili senza dover reimpostare ogni volta i parametri di connessione.
Una soluzione che sfrutta al massimo il 5G
La collaborazione tra Ericsson, Sony e Vodafone, quindi, non è solo un esercizio dimostrativo di tecnologia di rete avanzata, ma un indice di come le infrastrutture di telecomunicazione e l’hardware professionale stiano convergendo per rispondere alle esigenze di una nuova generazione di fotografi ed editori. La fotografia professionale, una disciplina storicamente ancorata alla qualità dell’immagine e alla creatività, integra sempre di più la dimensione digitale e connessa, dove la capacità di trasferire rapidamente i contenuti diventa parte integrante del valore del servizio offerto.
In conclusione, la presenza di soluzioni come network slicing on demand e dispositivi dedicati come il Sony PDT-FP1 suggerisce che il futuro prossimo della fotografia professionale non risiederà solo nella risoluzione dei sensori, nella qualità ottica e nelle prestazioni dell’autofocus, ma anche nella capacità di gestire con efficienza, affidabilità e velocità i dati generati sul campo e di integrarsi in modo fluido con le reti mobili di nuova generazione.
Cosa è lo slicing di rete?
Abbiamo parlato di slicing di rete ed esso è il motivo per cui la demo era ospitata allo stand Ericsson. Proviamo a spiegare questo concetto. Il network slicing è una caratteristica peculiare del 5G, che distingue questa evoluzione dalle tecnologie precedenti. In termini molto semplici, la rete viene “divisa” (affettata) in più reti virtuali, tutte sopra la stessa infrastruttura fisica. Con il network slicing è come se, sulla stessa autostrada, venissero create corsie riservate a usi diversi: una corsia per le ambulanze, una per i camion, una per il traffico normale. Ognuna può avere le sue regole e le sue priorità, ad esempio la corsia di emergenza deve rimanere sempre libera per l’azione dei mezzi e non può essere occupata da nessun altro veicolo. Nell’esempio della demo è come se i fotografi che sfruttano il servizio della slice della rete 5G dedicata, avessero a disposizione una corsia preferenziale su cui far viaggiare i propri dati, anche se le altre sono congestionate. Naturalmente si tratta di uno di quei casi d’uso in cui gli operatori monetizzano maggiormente il traffico, applicando una tariffa aggiuntiva per poter usufruire del servizio. Al momento non ci sono indicazioni dei possibili prezzi (dipenderanno dai diversi operatori), ma il fatto che gli slot della prova fossero divisi in porzioni da 30 minuti potrebbe essere l’indice di un posizionamento decisamente premium del servizio.
Un altro piccolo dettaglio tecnico: per funzionare la tecnologia richiede che sia implementato il cosiddetto 5G Standalone, che opera fisicamente in modo staccato dal 4G. In Italia siamo ancora indietro sull’implementazione di questa porzione della tecnologia 5G, ma in diversi altri Paesi al mondo un servizio come quello mostrato nella demo potrebbe già essere messo in opera.
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