Torino
Dal 14 febbraio al 6 aprile 2025
Nella vivace produzione di Riccardo Moncalvo (1915 – 2008) abbondano le linee diagonali, le inquadrature dall’alto o dal basso, le geometrie pulite ed essenziali. È raro che manchi la figura umana e altrettanto insolito è che se ne veda il volto.
Sessanta stampe vintage che ripercorrono la carriera del fotografo torinese sono in mostra a Torino nella Project Room di CAMERA fino al 6 aprile, nell’esposizione intitolata Riccardo Moncalvo. Fotografie 1932-1990.
Riccardo Moncalvo: una giovane promessa della fotografia italiana
Si tratta di fotografie in bianco e nero e a colori che ripercorrono quasi sessant’anni anni di storia, esplorando la produzione di un fotografo avvezzo alla fotografia sin dalla giovane età.
Ad appena tredici anni, infatti, Riccardo Moncalvo iniziò a seguire le orme del padre Carlo Emilio, titolare dal 1925 dell’atelier di Fotografia Artistica e Industriale. Nel 1930, quindicenne, divenne socio della “Società Fotografica Subalpina”.
Nel 1935, alla morte del padre, grande sostenitore della fotografia con lastra di vetro, decise di passare a una più pratica Leica, sulla quale fece montare un corpo girevole con tre obiettivi di diversa lunghezza focale da avere immediatamente a disposizione per qualsiasi necessità.
Un occhio "nuovo" per qualsiasi genere fotografico
Negli anni tra le due guerre, le fotografie del giovane Moncalvo furono pubblicate sugli annuari di Luci ed Ombre, rivista fotografica fondata a Torino nel 1923, punto di riferimento della più avanzata ricerca fotografica in Italia. Indipendente, formatosi al di fuori di qualsiasi scuola o influenza estetica, Riccardo Moncalvo maturò un approccio modernista alla fotografia, un occhio “nuovo” che prediligeva la rappresentazione della realtà oggettiva.
Il fotografo lavorò per ogni tipo di committenza, spaziando dai ritratti dedicati alla nobiltà e alla borghesia industriale torinesi ai servizi per i carrozzieri italiani – tra cui FIAT, Lancia e Alfa Romeo – per l’industria dolciaria e vinaria, per case editrici del calibro della Giulio Einaudi e per architetti e artisti come Riccardo Morandi, Nervi, Mastroianni, Casorati, Menzio e Mollino.
Moncalvo collaborò, inoltre, con testate come l’Illustrazione del Popolo, La Gazzetta del popolo e Panorama.
Nel secondo dopoguerra il suo laboratorio fu tra i primi a realizzare in Italia stampe fotografiche professionali a colori.
Nel 1956 fu il vincitore della photokina di Colonia e nel 1957 gli venne concessa l’onorificenza di EFIAP per essersi prodigato per la causa dell’arte fotografica e per aver partecipato con successo a circa cinquecento concorsi nazionali e internazionali. Nel 1988 fu nominato dalla FIAF Maestro della Fotografia Italiana.
Le fotografie della mostra Riccardo Moncalvo. Fotografie 1932-1990 provengono dall’Archivio Riccardo Moncalvo e da collezioni private.
L’esposizione e il relativo catalogo sono a cura di Barbara Bergaglio con testi della curatrice, di Walter Guadagnini e di Andrea Tinterri.
Riccardo Moncalvo. Fotografie 1932-1990
- A cura di Barbara Bergaglio
- CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine, 1 – Torino
- dal 14 febbraio al 6 aprile 2025
- lun-dom 11-19, gio 11-21
- intero 13 euro, ridotto 10 euro (incluso accesso alla mostra "Henri Cartier-Bresson e l’Italia")
- camera.to
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