Quella tra Realme e Ricoh è la più recente tra le collaborazioni nate tra moderni produttori di smartphone e storici marchi della fotografia. Questa partnership punta a elevare anche Realme nell’olimpo dei cameraphone di razza, a partire dal nuovo top di gamma Realme GT 8 Pro.
L’appellativo che ha accompagnato in questi anni molti degli smartphone Realme è stato “Flagship Killer“, con l’idea di mettere a disposizione degli utenti alcune delle caratteristiche dei telefonini di alta gamma, ma a un prezzo più “democratico”. Questa strategia ha visto fortune alterne, in quanto è sempre difficile trovare il giusto compromesso – ossia le specifiche tecniche su cui limare qualche euro per mantenere il prezzo basso -, ma ha portato sicuramente Realme a guadagnarsi un’interessante fama, soprattutto tra i più giovani. Com’è andata con questa ottava generazione della serie GT Pro e con la collaborazione con Ricoh? Ve lo raccontiamo in questa nostra prova.
Qui sotto, se volete, trovate invece i nostri test dello smartphone Oppo Find X9 Pro targato Hasselblad e del Vivo X300 Pro targato Zeiss.
Vivo X300 Pro: alla prova con il “cannone” Zeiss da 200mm per smartphone
Oppo Find X9 Pro: alla prova lo smartphone con un teleobiettivo da 230mm
Realme GT 8 Pro: specifiche da top di gamma
Il Realme GT 8 Pro si presenta come un top di gamma senza compromessi, equipaggiato con il processore Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5, realizzato con il processo a 3nm di seconda generazione di TSMC. Questa piattaforma, supportata da RAM LPDDR5X e storage UFS 4.1, promette un incremento delle prestazioni della CPU del 20% e della GPU del 23%, raggiungendo punteggi benchmark AnTuTu superiori ai 4 milioni. Noi abbiamo registrato ben 4.107.240.
Uno dei dati tecnici più interessanti di questo smartphone riguarda sicuramente l’autonomia. Seguendo la tendenza di integrare batterie sempre più capienti, Realme ha deciso di puntare in alto e di inserire un accumulatore da ben 7.000mAh in configurazione a doppia cella. Nonostante la capacità massiccia, lo smartphone mantiene un profilo ergonomico con un peso di 218 grammi (per la versione bianca che abbiamo avuto in prova, quella blu è più magra di 4 grammi). Il sistema di ricarica è ai vertici della categoria: la ricarica cablata SuperVOOC a 120W permette di raggiungere il 50% in soli 15 minuti (100% in 43 minuti), mentre la ricarica wireless da 50W completa un ciclo in 79 minuti.
Il caricatore superveloce non è incluso in confezione, come spesso ultimamente accade non c’è proprio, per cui per poter beneficiare della massima velocità di ricarica è necessario acquistarne uno: spesso i produttori offrono dei bundle appositi.
Gli ingegneri Realme non hanno lesinato per quanto riguarda lo schermo. Si tratta, infatti, di un display AMOLED da 6,79 pollici con risoluzione QHD+ (3136×1440 pixel) e una densità di 508 PPI. Di default lo schermo lavora a 2352×1080 pixel, ma dalle opzioni è possibile forzare il funzionamento alla risoluzione massima nativa. Attivando la selezione automatica il dispositivo sceglie l’opzione migliore in base al contesto, per offrire definizione laddove serve e risparmiare batteria dove tutti quei pixel non sono necessari. Denominato HyperGlow, questo schermo dichiara un picco di luminosità davvero elevato pari a 7.000 nit, con la possibilità di sfruttare 4.000 nit per una visione ottimale anche sotto la luce solare diretta. Questo smartphone non nasconde la sua anima “gaming“, supportata dal refresh rate che arriva a 144Hz, mentre la risposta al tocco raggiunge i 360Hz. La protezione è affidata al vetro Gorilla Glass 7i, con un sensore di impronte digitale a ultrasuoni integrato sotto lo schermo, mentre in generale troviamo le certificazioni IP69/IP68/IP66 contro acqua e polvere a garantire l’incolumità dello smartphone anche a contatto coi liquidi.
Il Realme GT 8 Pro supporta 5G dual SIM, WiFi 7, Bluetooth 6.0, USB-C, NFC e GPS. La connettività è ottimizzata dal SignalCatcher Chip, che lavora con cinque antenne per migliorare la potenza del segnale.
Design: sono intercambiabili le 'mascherine' della fotocamera
Se la concorrenza marchiata Zeiss e Hasselblad ha puntato su design con custodie e piastre per sfruttare le ottiche intercambiabili (al momento un solo obiettivo teleconverter, però), i tecnici Realme hanno applicato il concetto all’estetica dello smartphone, con una mossa che di per sé è anche interessante. In un mondo che si divide tra chi preferisce l’isola che ospita i moduli fotografici rotonda e chi invece predilige forme più squadrate, Realme permette di personalizzare quell’area con delle maschere, installabili tramite un paio di piccole viti con testa torx.
È possibile scegliere tra una maschera rotonda, una più squadrata e una dall’aspetto “robotico”. Esistono poi altre maschere proposte da fornitori di terze parti e in rete è possibile trovare i disegni per fare la propria personalizzata tramite stampa 3D.
Un sistema fotografico "Ricoh GR"
Il comparto fotografico è il vero cuore pulsante del GT 8 Pro. La configurazione Quad Camera è così composta:
- Fotocamera Principale Ricoh GR (50MP): modulo con sensore Sony IMX906 in formato 1/1,56’’ dotato di un obiettivo con apertura f/1,8, caratterizzato da rivestimento antiriflesso a 5 strati e stabilizzazione OIS.
- Teleobiettivo Ultra Clarity (200MP): modulo periscopico con sensore Samsung ISOCELL HP5 da 1/1,56’’, ottica con apertura f/2,6 e stabilizzazione OIS+EIS. Offre uno zoom ottico 3x e si spinge fino a 120x in digitale.
- Ultra-grandangolare (50MP): modulo con sensore da 1/2,88’’ e ottica con apertura f/2 e campo visivo di 116° per scatti panoramici. Stando ai dati dovrebbe trattarsi di un sensore OmniVision OV50D.
- Fotocamera anteriore (32MP): apertura f/2,4 per i selfie.
La collaborazione con Ricoh è molto evidente nell’interfaccia della fotocamera, dove gli utenti trovano una modalità di scatto Ricoh GR, caratterizzata dalla possibilità di applicare i Film Tone (Positive Film, Negative Film, Hi-Contrast B&W) ispirati alla resa fotografica delle fotocamere GR del produttore nipponico. Sul fronte video, il dispositivo supporta la registrazione in 8K a 30fps e il Dolby Vision 4K a 120fps.
In generale l’interfaccia di scatto è simile a quella dei fratelli di casa BBK Electronics (azienda a cui fanno capo i marchi Realme, Oppo, OnePlus e Vivo), ma i tecnici Realme hanno deciso di mettere in cima ai pannelli di scatto quello denominato AI Landscape, che offre, tra le opzioni attivabili tramite icone, direttamente la correzione prospettica e il miglioramento delle immagini per rimuovere la foschia e dare maggiore contrasto alle nubi. In questo pannello tra le icone troviamo anche quella per lo scatto ad alta risoluzione.
Il pannello di scatto standard “Foto”, permette di accedere in modo rapido alle modalità di scatto palco, silhouette e fuochi artificiali. Inoltre, in questo pannello è possibile attivare l’aiuto allo scatto AI Framing Master: esso è basato sull’intelligenza artificiale e in tempo reale analizza l’inquadratura per suggerire la migliore ed effettuare un ritaglio pensato per enfatizzare il soggetto. La modalità ritratto offre opzioni per gestire l’effetto di diffusione della luce e per applicare filtri per mimare l’effetto dello scatto in pellicola.
Nel pannello “Altro” è possibile avere accesso alla modalità Pro (foto e video), a quella Notte, Cielo Stellato e a quella ad alta risoluzione. In più abbiamo le funzioni come slow motion, time-lapse e lunghe esposizioni, oltre allo scanner di testi e documenti.
A livello software il sistema operativo è Android 16, con interfaccia utente Realme UI 7, molto pulita e reattiva, con la possibilità di gestire l’Home Screen in modo flessibile ridimensionando le cartelle. L’OS mette a disposizione diversi strumenti basati sull’intelligenza artificiale: ce n’è uno che crea un breve riassunto delle varie notifiche, quello dedicato alla traduzione scaricando i pacchetti delle lingue che ci interessano, la trascrizione vocale (con possibilità di riassunto e traduzione), ma anche quello denominato Copywriting AI, che a partire da semplici notazioni è in grado di creare didascalie accattivanti per i nostri post sui social media.
C’è poi Mind Space, un raccoglitore di idee in cui è possibile salvare diversi tipi di contenuti archiviati nel nostro smartphone (registrazioni, screenshot, note, eventi), aiutando poi a catalogare e organizzare in modo intelligente i vari ricordi. Per semplificare, invece di salvare i contenuti in delle cartelle specifiche (lavoro, calcetto, ristoranti, idee regalo), basta scorrere con tre dita sul display per salvare il media, lasciando che sia lo smartphone a effettuarne l’organizzazione. Sulle prime può sembrare poco utile, ma può aiutare in tutte quelle situazioni in cui “prendere nota” richiederebbe troppo tempo.
Realme GT 8 Pro è davvero una Ricoh GR sempre in tasca?
Addirittura Realme si spinge a dire che il suo nuovo smartphone non è solo una Ricoh GR da portare sempre in tasca, ma… sono ben due! Aprendo l’interfaccia di scatto Ricoh GR sullo smartphone, infatti, si trovano le ‘focali’ di 28mm e 40mm, che sulle fotocamere del produttore nipponico sono presenti su due modelli distinti. Anche il pulstante di scatto visualizzato a monitor assume la forma a “pillola” caratteristica delle compatte Ricoh.
L’occhio più attento avrà notato il primo dei piccoli compromessi a cui sono scesi i tecnici Realme per contenere i costi e portare questo smartphone su una fascia di prezzo più allettante rispetto ai costosi top di gamma della concorrenza. Il sensore principale è di formato 1/1,56″, più piccolo rispetto al 1/1,28″ che troviamo sull’Oppo Find X9 Pro e sul Vivo X300 Pro. C’è poi una parte della concorrenza che fa affidamento su sensori anche più grandi, come il Sony LYT-900 da 1 pollice di diagonale.
Sappiamo bene però che le dimensioni del sensore non sono tutto e il Sony IMX906 è un ottimo dispositivo, utilizzato da molti smartphone per le sue caratteristiche e il rapporto qualità/prezzo. Come di consueto le nostre analisi ci aiutano a capire meglio le reali prestazioni di questo sensore.
Effettivamente questo sensore sembra un gradino sotto quello utilizzato dai concorrenti più costosi già citati. Il RAW (con estensione .DNG) è un po’ meno malleabile, facendo emergere maggiore rumore e uno spostamento di tinta quando “stirato” al massimo. Questo è dovuto anche a una gamma dinamica nativa leggermente inferiore.
A proposito di RAW, abbiamo notato una piccola incongruenza: nel pannello Ricoh GR è possibile scattare – sia in modalità Auto, sia Pro – nei formati JPG, RAW e RAWmax, mentre abilitando la modalità Pro dal pannello “Altro” gli utenti hanno a disposizione solo JPG e RAW. Non è possibile in nessun caso avere a disposizione il file RAW a 50 megapixel, ma solo quello del file ottenuto a 12,5 megapixel con il pixel binning. Nel caso della modalità Ricoh GR la cosa ha in qualche modo senso (in quanto entrambe le “focali” sono ottenute da un ritaglio), ma nel caso della modalità Pro i più tecnici forse si aspetterebbero di poter “giocare” in post produzione anche con i file alla massima risoluzione. Come abbiamo già avuto modo di far notare nella recensione dell’Oppo Find X9 Pro, selezionare il formato RAW porta il telefono a salvare solo il file .DNG non mettendo a disposizione anche il JPEG sviluppato dal telefono.
Anche passando alla modalità ad alta risoluzione è possibile vedere come questo modulo abbia meno potere risolvente dei concorrenti, risultando i titoli dei libri sulle mensole meno leggibili a parità di ingrandimento.
Per quanto detto qui sopra, dire che il Realme GT 8 Pro possa sostituire una Ricoh GR è un’iperbole, non potendo raggiungere la qualità di un sensore APS-C accoppiato a un’ottica f/2,8. Rispetto ad altri smartphone caratterizzati da meno cura nel comparto fotografico, permette però di scattare in modo molto piacevole con risultati apprezzabili sotto il profilo cromatico e dello stile, semplicemente scegliendo il profilo giusto o creando il proprio personalizzato.
Tra le opzioni messe a disposizione dal pannello di scatto Ricoh GR su Realme GT 8 Pro c’è anche la modalità “Snap“, che vuole introdurre il concetto di messa a fuoco a zone, con passi fissati su 1m, 2,5m, 5m e infinito. Non avendo controllo reale della profondità di campo (l’ottica non ha il diaframma), questa modalità è decisamente meno utile che su una fotocamera e sono poche le situazioni in cui risulta veramente utilizzabile.
Fotocamera ultragrandangolare 15mm f/2.0
Anche sul fronte della fotocamera ultra grandangolare troviamo un sensore leggermente più piccolo, in formato 1/2,88″, ma sempre accreditato di 50 megapixel.
Anche in questo caso siamo leggermente sotto i top di gamma precedentemente citati sul fronte della resa fotografica. In particolare lo scatto in RAW sviluppato senza applicare la riduzione del rumore rende evidente come esso si presenta sotto forma di grana e di falsi colori già alla sensibilità di 100 ISO.
Come ci è già capitato di dire in passato, anche in questo caso scattare a 50 megapixel con la fotocamera ultra grandangolare porta a pochi benefici sul fronte del reale potere risolvente. In ogni caso, sfruttando il modulo con il pixel binning a 12,5 megapixel si possono ottenere buone immagini, migliori rispetto a quelle ottenibili in passato con le più ampie focali sugli smartphone.
Le due immagini qui sopra, scattate nelle stesse condizioni prima in JPG e poi in RAW, rendono evidente come lo smartphone applichi un profondo profilo di correzione alle foto scattate con il modulo ultra grandangolare. Viene in parte corretta la distorsione, ma quello che è più evidente è l’intervento sulla vignettatura, che senza correzioni è davvero importante. Senza le correzioni l’effetto è quasi da toy camera, ma in questo caso quasi più piacevole della foto “corretta” dallo smartphone.
Fotocamera tele 72mm f/2,6 200 megapixel
Qui possiamo davvero dire che non si sono accettati compromessi. Il sensore Samsung ISOCELL HP5 da 1/1.56’’ è uno dei pezzi più pregiati del mercato.
I 200 megapixel del sensore possono essere utilizzati in diversi modi. Con un doppio pixel binning permettono di scattare a 12,5 megapixel, oppure facendo l’operazione una volta sola di ottenere scatti da 50 megapixel. Grazie all’ampia risoluzione è possibile scattare con zoom 2x (6x totale rispetto alla focale della fotocamera principale) a 144mm di focale equivalente mantenendo 50 megapixel di risoluzione. L’interfaccia offre anche la possibilità di scattare a 200 megapixel. Il massimo zoom raggiungibile senza interpolazione è quello a 12x (che nell’interfaccia viene indicato con focale equivalente 289mm).
Il modulo tele di questo Realme GT 8 Pro è molto piacevole da utilizzare ed è sicuramente quello con la resa migliore del gruppo. Anche “tirando” lo zoom fino al valore 6x (144mm di focale equivalente) i risultati sono molto buoni, anche grazie a una stabilizzazione decisamente efficace.
Realme GT 8 Pro: le nostre considerazioni finali
Se alla domanda “Questo Realme GT 8 Pro può essere considerato una Ricoh GR da portare sempre in tasca” abbiamo già risposto, resta da valutare se lo smartphone possa ancora fregiarsi del titolo di “Flagship Killer“. Partiamo dal prezzo: i cugini top di gamma con lo stesso sensore (o simile) da 200 megapixel sul modulo tele costano 1.299 e 1.399 euro, mentre il Realme GT 8 Pro, pur essendo stato predentato a 999 euro di listino, viaggia stabilmente sugli 879 euro su Amazon in versione 12+265GB (il taglio da 16+512GB c’è solo nella versione Aston Martin da 1.051 euro al momento in cui scriviamo).
Effettivamente la differenza in termini economici è molta, pur portando in dote caratteristiche molto importanti, come la piattaforma Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 (rispetto a Mediatek Dimensity 9500) e la batteria da ben 7.000 mAh. Le differenze a livello di resa fotografica sono nella realtà quotidiana abbastanza contenute e avvertibili solo all’occhio attento. Fa da contraltare l’interfaccia di scatto Ricoh GR, che risulterà particolarmente apprezzata da chi (anche nel pubblico giovanile) ricerca un’estetica più “vintage”, da ottenere direttamente alla pressione del pulsante di scatto della fotocamera.
Non c’è la possibilità di installare obiettivi aggiuntivi, ma come abbiamo visto nelle recensioni dei due cugini, i kit con il teleconverter hanno un prezzo che potrebbe scoraggiare i più. Qualcuno potrebbe apprezzare molto la possibilità di personalizzare l’estetica del modulo che ospita le fotocamere al posteriore: in effetti oggi il mondo si divide tra chi preferisce un’isola squadrata e chi invece la predilige tondeggiante. Il Realme GT 8 Pro ha una soluzione per entrambi i gusti.
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