Nel 2025 si sono moltiplicati i dispositivi che permettono di riprendere immagini mozzafiato al di là delle fotocamere. È stato un anno molto frizzante sul fronte di action camera e droni, con interessanti novità anche per chi vuole utilizzare lo smartphone come mezzo di ripresa principale.
Chi segue FOTO Cult sicuramente ricorda tutte le novità del 2025, ma oggi voglio provare a mettere i diversi prodotti in ordine ragionato, cercando anche di evidenziare quello (o quelli) che possono essere eretti a pietra miliare dell’anno.
Una piccola anticipazione: è stato proprio un “debuttante” a mettere sul piatto la novità più rivoluzionaria del 2025. Una piccola nota sul filo rosso che legherà le varie parti di questa lista ragionata: parlando di action camera e droni, spesso non è tanto la mera qualità delle immagini o il puro dato di risoluzione a essere la caratteristica più importante, le differenze si giocano soprattutto sulla facilità con cui permettono a tutti di riprendere immagini da angolazioni o in situazioni particolari e inusuali.
Stabilizzatori per smartphone e fotocamere
Nel corso del 2026 che è in procinto di iniziare il film Rocky compirà 50 anni. Se vi state chiedendo perché lo stia citando proprio qui, dovete sapere che è stata una pellicola che in diversi modi ha segnato la storia del cinema, anche dal punto di vista tecnico. Sicuramente avete presente quell’iconica sequenza di Rocky che corre per le strade di Philadelphia, sequenza che culmina con la salita dei gradini del Philadelphia Museum of Art. Ecco, questa sequenza è stato il primo utilizzo in un film di una grande produzione della steadycam, invenzione molto recente a quei tempi, che permetteva per la prima volta di ottenere immagini stabili da una cinepresa in movimento senza l’utilizzo di gru o carrelli, ma ‘montandola’ su un essere umano.
I moderni gimbal non sono che l’evoluzione della steadycam, con una miniaturizzazione tale da poter essere impugnati con una sola mano. In più essi portano in dote tutte le tecnologie del momento, comprese quelle che permettono agli autofocus di riconoscere i soggetti: nel caso degli stabilizzatori esse vengono applicate anche all’inseguimento dei soggetti, dando le corrette istruzioni ai sistemi di movimento cardanico.
Il giudizio su uno stabilizzatore per smartphone si basa proprio su – scusate il gioco di parole – questi cardini: leggerezza e facilità d’uso.
Nel settore troviamo molti marchi, ma sicuramente sul nostro mercato sono DJI e Insta360 a fare la parte del leone. DJI è l’azienda che di fatto ha creato il mercato degli stabilizzatori per fotocamere e videocamere consumer, prima abbassando la soglia d’ingresso per le produzioni professionali con i suoi Ronin, e poi portando alcune delle funzioni alla portata dei videomaker con la serie RS. Osmo Mobile ha poi miniaturizzato ancora di più i prodotti, con i gimbal per smartphone.
Si tratta di un mercato dalla veloce evoluzione, visto che si indirizza al segmento degli smartphone, prodotti i cui lanci spesso avvengono a raffica. DJI, addirittura, nel 2025 ha presentato due generazioni del suo gimbal DJI Osmo Mobile.
Nei primi mesi dell’anno il produttore ha presentato Osmo Mobile 7 e Osmo Mobile 7P, accomunati da diverse caratteristiche, ma con due importanti punti di differenziazione; a novembre, invece, DJI ha presentato Osmo Mobile 8, in una singola versione, che rappresenta un’evoluzione del modello 7P. Caratteristica dei due modelli top di gamma è il fatto di integrare un’asta telescopica per distanziare il punto di ripresa dello smartphone e riprendere in modalità selfie con maggiore ambientazione e di utilizzare un modulo aggiuntivo magnetico che, oltre a offrire una luce di riempimento, integra una fotocamera, in grado di riconoscere i soggetti e attivare l’inseguimento anche quando si registra tramite applicazioni sullo smartphone diverse da DJI Mimo. In questo modo è possibile sfruttare l’app proprietaria dello smartphone (ad esempio quella di iPhone), ma anche registrare tramite applicazioni particolari come Blackmagic Camera, utilizzando l’inseguimento automatico.
Il prodotto più interessante dell’anno è però probabilmente il gimbal Insta360 Flow 2 Pro. Anch’esso integra un’asta telescopica, un treppiedi a scomparsa e offre un modulo opzionale con fotocamera per il tracking e luce di riempimento, ma ha dei comandi più semplici e alcune chicche, come il LED di stato che illumina uno dei giunti cardanici.
Action camera: parola d'ordine "indossabilità"
Il 2025 ha riservato interessanti novità sul fronte delle action camera. I più tecnici avranno sicuramente gradito il lancio di DJI Osmo Action 6, la prima a offrire un diaframma regolabile, utile per avere maggiore libertà sui tempi di otturazione anche in condizioni di forte illuminazione ambientale.
Le novità più interessanti, a mio modo di vedere, sono però quelle caratterizzate dall’appellativo Nano e Mini, che – rispettivamente – in casa Insta360 e DJI indicano i prodotti dagli ingombri più contenuti.
La miniaturizzazione ha portato anche a scelte tecniche differenti, con interessanti risvolti in entrambi i casi. La DJI Osmo Nano riprende il concetto già abbracciato dal modello Mini, ma lo estremizza, seguendo la strada tracciata da Insta360 con la sua serie GO. Troviamo quindi un’action camera con un corpo davvero molto piccolo, agganciabile per via magnetica a diversi accessori, tra cui un display con batteria integrata. Il Dock Vision ha la caratteristica di poter essere agganciato in entrambe le direzioni, potendo così fungere da display posteriore o da schermo per riprese selfie.
La Insta360 GO Ultra fa un’operazione leggermente diversa e si presenta in una “doppia veste”. Quando inserita nell’Action Pod ha le sembianze di un’action camera tradizionale, con sviluppo orizzontale e schermo posteriore (per altro orientabile), mentre da sola si trasforma in una piccola videocamera quadrata indossabile con aggancio magnetico.
Difficile designare un vincitore tra i due prodotti: viste le differenti caratteristiche si adattano in modo diverso alle esigenze di ripresa, ma sicuramente o l’uno o l’altro permettono di effettuare riprese POV in modo modo semplice.
È meno indossabile, ma nel segmento delle action camera di ridotte dimensioni merita una menzione anche la GoPro Lit Hero, che comprime le dimensioni delle normali Hero e aggiunge una luce di riempimento frontale al posto dello schermo secondario, rappresentando così un’alternativa molto interessante per chi ha bisogno di un prodotto super portatile per riprese selfie in condizioni di scarsa illuminazione ambientale , oppure cerca immagini bilanciate anche in contro sole.
C'è tutto un mondo intorno
Il 2025 ha visto il crearsi di una maggiore competizione anche nel mondo delle action camera a 360°. A Insta360, che di fatto ha inventato il segmento, e GoPro si è unita infatti anche DJI, con il lancio della sua DJI Osmo 360.
Il prodotto targato DJI fa dell’ecosistema un punto di forza, grazie alla compatibilità con accessori quali i microfoni DJI Mic, regalando la possibilità registrare audio di qualità (anche una doppia traccia da due microfoni in caso di interviste) direttamente in camera.
Dalla sua la GoPro Max 2 si indirizza al pubblico degli sportivi, spiccando nel gruppo per la presenza del GPS integrato, che permette di registrare non solo le immagini, ma anche i dati della prestazione sportiva, come la traccia di un’escursione o la velocità di percorrenza di un tratto in bicicletta.
Presidiando il segmento da più tempo, Insta360 è il marchio che si può permettere la maggiore differenziazione e in questo 2025 ha messo sul piatto sia la nuova top di gamma Insta360 X5, sia la più recente Insta360 X4 Air che “ruba” diverse caratteristiche dalla sorella maggiore, ma – con poche reali rinunce – le mette alla portata di un pubblico più ampio, grazie al prezzo particolarmente aggressivo. Avendo abbassato la barriera economica d’ingresso all’8K a 360°, è proprio quest’ultimo il prodotto più interessante dell’anno.
Antigravity debutta "col botto"
Venendo al mercato dei droni, DJI mantiene solida la sua leadership (messa in discussione solo dal presidente Donald Trump) e in questo 2025 ha scoccato degli interessanti colpi, ma non merita lo scettro di prodotto dell’anno.
Se non ci fosse stato il colpo a tutto tondo della nuova concorrenza, DJI avrebbe meritato tutto il podio anche quest’anno, in particolare con due prodotti: DJI Mini 5 Pro e DJI Neo 2.
Il primo alza in modo netto l’asticella delle prestazioni dei droni di categoria Open A1 con marcatura C0, portando il sensore da 1 pollice su un drone che resta al di sotto della soglia critica dei 250 grammi: in sintesi permette riprese di grande qualità anche senza dover avere il patentino.
Il DJI Neo 2 aggiorna il modello precedente mantenendone intatte tutte le caratteristiche, ma aggiungendo i sensori per l’evitamento ostacoli, rendendo le riprese più facili e sicure in tutte le condizioni e permettendo l’utilizzo anche ai neofiti.
Riprese da punti di vista inusuali: per il 2025 c'è un vincitore
È proprio nella categoria dei droni che troviamo quello che, secondo me, è il prodotto dell’anno.
Parlo di Antigravity A1, il primo drone con riprese a 360° consumer. Antigravity è un’azienda che di fatto è una costola di Insta360, creata per concentrarsi sul mercato dei droni e nata “indipendente” per poter agire con maggiore flessibilità e rispondere in modo molto veloce alle mutazioni del mercato. L’idea è quella di mettere a frutto tutta l’esperienza delle riprese a 360° di Insta360, ma con una struttura molto leggera inizialmente: a mezza voce, l’intenzione è anche quella di evitare l’errore fatto da GoPro con il suo drone Karma, il cui fallimento ha quasi portato sull’orlo del baratro tutta l’azienda.
Il quadricottero Antigravity A1 rappresenta una vera rivoluzione perché separa per la prima volta in ambito consumer la visuale del pilota da quella della videocamera. In ambito professionale capita spesso che la fotocamera montata sul gimbal riprenda immagini diverse da quella che permette al pilota di manovrare il drone. In ambito consumer, invece, quello che vede il pilota è esattamente quello che viene registrato come filmato sulla scheda.
Con Antigravity A1, invece, il drone registra sempre le immagini a 360° e, come avviene con le videocamere sferiche Insta360, è possibile selezionare l’inquadratura voluta in post produzione e in montaggio. In pratica si può volare concentrandosi solo sulle manovre e pensare successivamente a selezionare il punto di vista delle riprese.
I piloti meno esperti trovano molto complesso il connubio tra il pilotaggio del drone e la giusta selezione dell’inquadratura: Antigravity A1 rende tutto più semplice. L’unica questione a cui prestare attenzione (oltre a tutte le norme che regolano il volo dei droni) è che per sfruttare appieno il volo immersivo in POV, usando il visore, è necessario avere con sé un osservatore per volare rispettando la normativa vigente.
Action camera, gimbal e droni: a voi la parola
Questa è la lista ragionata dei prodotti dell’anno, in base alla mia esperienza personale. Voi avete delle integrazioni da fare? Avete provato qualche prodotto che non è incluso in quelli descritti qui sopra e volete segnalarcelo? Avete adocchiato qualche marchio e volete che FOTO Cult lo provi per voi nel 2026? Qui sotto trovate lo spazio dei commenti e potete dirci la vostra.
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