• Chi siamo
  • Contatti
Scopri fotocult.it Leggi tutto gratis per 30 giorni
martedì, 31 Marzo, 2026
  • Login
  • Registrati
Abbonamenti
Fotocult.it
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
FOTO Cult
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
Home CULTURA INTERVISTE

Le ambiguità fotografiche di Helena Georgiou

Helena Georgiou medita sul mondo con le sue immagini metafisiche, trascendenti ed enigmatiche.

Francesca Orsi di Francesca Orsi
31 Marzo 2026
in INTERVISTE
Condividi su FacebookCondividi su Twitter
Serenity at the edge. © Helena Georgiou
Serenity at the edge. © Helena Georgiou

Più che “fotografa” Helena Georgiou dovrebbe essere chiamata “artista visiva”, dato che lavora sulla visione e non tanto sulla fotografia come strumento di oggettività. Le sue immagini risuonano di un potere evocativo che ricordano quello di Mimmo Jodice e della sua fotografia metafisica in bianco e nero.

banner laowa contest

Le opere di Helena hanno la loro completezza nell’immagine singola, in un racconto unico e condensato di un qualcosa che va oltre i confini del fotogramma, che interpreta e suggerisce un’interiorità invisibile, una sfera emotiva che si riunisce poeticamente al visivo. Abbiamo intervistato Helena per capire meglio il suo processo creativo e il suo pensiero artistico.

Man and the flight of though. © Helena Georgiou
Man and the flight of though. © Helena Georgiou

Se ti chiedessi un aggettivo per definire il tuo lavoro quale sarebbe?

Direi ‘contemplativo’. Le mie immagini non intendono fornire spiegazioni immediate, sono inviti a fermarsi e ad assaporare un momento di ambiguità. Mi interessa lo spazio tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo, tra il mondo visibile e il paesaggio interiore della memoria, della solitudine e dell’immaginazione. In un certo senso, mi sento vicina all’idea di Jean-Paul Sartre secondo cui l’esistenza ci si presenta prima che il significato si formi. Spesso nelle mie immagini si percepisce una sottile tensione, dove la figura si erge nel paesaggio quasi come testimone della propria esistenza. Le mie fotografie cercano di creare una soglia silenziosa in cui lo spettatore possa fermarsi e proiettare la propria narrazione, le proprie domande, nell’immagine.

banner vetrina libri fotocult.it
banner laowa contest

Come hai iniziato a fotografare e come la tua idea di fotografia è evoluta nel tempo?

Ho iniziato a fotografare spinta dal desiderio di immortalare momenti che mi sembravano fragili e fugaci. La vita spesso scorre silenziosamente e la fotografia è diventata per me un modo per fermare il tempo, anche solo per un breve istante. A questo si aggiunge un punto di svolta più personale, ossia la perdita di una persona cara, che mi ha resa più consapevole dell’impermanenza di tutto ciò che ci circonda. Da quel momento, la fotografia è diventata non solo un modo di osservare il mondo, ma anche uno strumento per elaborare l’assenza, la memoria e lo scorrere del tempo. Nel corso degli anni, il mio rapporto con questo mezzo si è evoluto. Non mi limito più a fotografare, creo anche immagini attraverso processi fotografici e manipolazioni digitali.

Against the wind. © Helena Georgiou
Against the wind. © Helena Georgiou

Quanto il senso di costruzione dell’immagine è importante per la tua visione?

La costruzione dell’immagine è fondamentale per la mia visione. Non considero la fotografia un atto puramente documentaristico, ma un processo di costruzione del significato. L’immagine non è solo qualcosa che viene catturato, è qualcosa che si costruisce gradualmente. Spesso la fotografia inizia con un momento reale o un paesaggio, ma continua a evolversi attraverso la composizione, l’atmosfera e talvolta attraverso processi fotografici o digitali. 

banner laowa contest

Questo mi permette di andare oltre la semplice rappresentazione e di avvicinarmi a qualcosa di più interpretativo e riflessivo. Attraverso di essa cerco di esplorare temi come la solitudine, l’identità, il silenzio e il sottile dialogo tra l’uomo e la natura. Per me, la costruzione dell’immagine è un modo per tradurre stati d’animo interiori e idee esistenziali in forma visiva. Crea uno spazio in cui realtà e immaginazione possono coesistere, permettendo alla fotografia di funzionare non solo come una testimonianza del mondo, ma come una meditazione visiva su di esso.

Roots of wisdom. © Helena Georgiou
Roots of wisdom. © Helena Georgiou

Come la spontaneità della natura entra in dialogo con il tuo concetto di messa in scena?

Per me, la natura funziona sia come collaboratrice sia come forza che sfugge al controllo totale. Posso partire da un’idea specifica, ma l’ultima parola spetta sempre al paesaggio. Elementi come il vento, la luce mutevole, le nuvole in movimento o persino la presenza inaspettata di un uccello introducono una dimensione che non può essere pianificata completamente. Piuttosto che cercare di limitare quella dimensione, la accolgo come parte organica del processo. 

banner vetrina libri fotocult.it
banner laowa contest

In un certo senso, le mie fotografie nascono dalla tensione tra intenzione e caso, tra controllo e incertezza. La messa in scena definisce la struttura e l’inquadratura dell’immagine, mentre la natura introduce l’elemento imprevedibile che le dà vita, movimento e un senso di autenticità. In questo incontro, l’immagine cessa di essere semplicemente costruita e diventa uno spazio di dialogo tra la presenza umana e il paesaggio.

Where art meets skyline. © Helena Georgiou
Where art meets skyline. © Helena Georgiou

Quanto lavori in post produzione per le tue immagini?

Dipende molto dalla fotografia. Ci sono immagini in cui non c’è bisogno di fare assolutamente nulla, la luce e l’atmosfera vanno già bene quando si preme il pulsante di scatto. In questi casi, preferisco lasciare l’immagine esattamente com’è. In altre situazioni, la fotografia diventa il punto di partenza di un processo più strutturato. Lascio che la mia immaginazione continui l’immagine oltre il momento dello scatto, a volte creando o modellando ulteriormente la scena attraverso la manipolazione digitale. 

banner laowa contest

Per me, questo non è semplicemente un fotoritocco tecnico, ma un altro modo di pensare, quindi l’approccio varia da immagine a immagine. A volte seguo la realtà che si dispiega davanti a me, altre volte lascio che l’immagine si muova in uno spazio più fantasioso, dove la fotografia diventa qualcosa di creato tanto quanto di catturato.

Between Sky and Silence. © Helena Georgiou
Between Sky and Silence. © Helena Georgiou

In molte tue immagini compare un uomo di schiena, con il cappello, su cui, a volte, è posato un uccello. Cosa simboleggia quella iconografia e da dove nasce?

Sì, hai assolutamente ragione, e sono contenta che tu l’abbia notato e me l’abbia chiesto. La figura è volutamente anonima. In un senso più profondo, l’anonimato fa parte della condizione umana: quando ci confrontiamo con certe domande esistenziali sull’identità, la solitudine o il significato della vita, alla fine le affrontiamo da soli, al di là dei nostri ruoli sociali e dei nostri nomi. Voltando le spalle allo spettatore, la figura si ritira dall’individualità e diventa quasi archetipica. Non è più il ritratto di una persona specifica, ma una presenza universale, un osservatore, un viandante, forse persino un silenzioso testimone del mondo.

banner vetrina libri fotocult.it
banner laowa contest

In questo modo, lo spettatore può entrare nell’immagine e proiettare sulla figura la propria narrazione interiore. Il cappello fa pensare a un personaggio di una favola o di un’allegoria. Quando compare un uccello, entra in scena un’altra dimensione: il dialogo tra la mente umana e il mondo naturale. Gli uccelli spesso evocano il pensiero, la libertà o la possibilità di trascendenza. Insieme, la figura immobile e l’uccello creano una quieta tensione tra gravità e leggerezza, tra il peso dell’esistenza e il desiderio umano di elevarsi al di sopra di esso.

The huge decision. © Helena Georgiou
The huge decision. © Helena Georgiou

A essere soggetto delle tue immagini è più spesso questa figura maschile enigmatica; cosa rappresenta, invece, la figura femminile quando compare?

Se la figura maschile tende a incarnare la solitudine, l’introspezione o un silenzioso confronto con il paesaggio, la figura femminile può suggerire un’altra dimensione, a volte più fragile, poetica o simbolica. Non considero la figura femminile semplicemente come un personaggio, ma piuttosto come una presenza che modifica l’atmosfera emotiva dell’immagine. Può evocare idee di memoria, vulnerabilità o il rapporto intuitivo tra il corpo umano e il mondo naturale.

banner offerte fotocult
banner laowa contest

In alcune immagini, la figura femminile funziona quasi come uno specchio del paesaggio stesso, qualcosa che ne riflette il silenzio, la delicatezza e il mistero. Invece di fornire una spiegazione narrativa, apre un ulteriore livello di interpretazione, permettendo allo spettatore di proiettare i propri significati e associazioni sull’immagine.

Refugees. © Helena Georgiou
Refugees. © Helena Georgiou

Da dove nascono le tue idee per creare fotografie?

Le mie idee nascono solitamente dall’osservazione e dall’atmosfera dei luoghi che frequento. Presto attenzione alla luce, ai piccoli dettagli e ai momenti inaspettati che possono suggerire un’immagine. In alcune fotografie, le persone che compaiono nell’inquadratura sono semplicemente individui che incontro per strada, catturati spontaneamente. In altri casi, le immagini richiedono un approccio più strutturato o artisticamente elaborato. Il più delle volte lavoro in modo indipendente, sviluppando il progetto da sola, dall’idea iniziale all’immagine finale. Di solito scopro i luoghi andando in giro a piedi, osservando e lasciando che un dato contesto riveli le sue potenzialità visive.

banner laowa contest

Utilizzi prevalentemente il bianco e nero, ma a volte anche il colore. Perché?

La fotografia in bianco e nero mi permette di ridurre l’immagine alla sua essenza. Enfatizza la luce, l’ombra, la texture e il silenzio, elementi che spesso veicolano l’atmosfera metafisica che cerco. Senza la distrazione del colore, lo spettatore può immergersi più profondamente nello spazio emotivo e simbolico dell’immagine. Tuttavia, anche il colore gioca un ruolo importante nella mia estetica. 

A Breath Between Moments. © Helena Georgiou
A Breath Between Moments. © Helena Georgiou

Quando scelgo di usarlo, diventa un altro linguaggio espressivo. Certe tonalità, soprattutto quelle tenui o naturali, possono evocare ricordi, il tempo e la sottile presenza di un luogo. Il colore può suggerire calore, decadenza, distanza o immobilità, e talvolta contribuisce a rivelare strati di realtà che il bianco e nero non può esprimere allo stesso modo. Per me, la scelta tra bianco e nero e colore è intuitiva. Ogni fotografia richiede un proprio linguaggio visivo, a seconda del sentimento o dell’idea che voglio comunicare.

Ulteriori fotografie e informazioni sul lavoro di Helena Georgiou sono disponibili sul sito della fotografa www.helenageorgiou.com.

Between Here and There. © Helena Georgiou
Between Here and There. © Helena Georgiou
banner home page fotocult
Potrebbero interessarti anche
Nicole Tung Overfishing in Southeast Asia
INTERVISTE

Una fotografa nei gironi infernali dell’overfishing

Nicole Tung denuncia le numerose attività...

di Francesca Orsi
27 Marzo 2026
Guido Gazzilli Cara Foresta
IN PROGRAMMA

Guido Gazzilli. Voci dal profondo… di una foresta

dal 7 marzo al 4 aprile...

di Francesca Orsi
13 Marzo 2026
Maurizio Gjivovich A chioce for nature
INTERVISTE

Uno di famiglia, in un’eroica famiglia di allevatori della Valchiusella

Maurizio Gjivovich vive sulla propria pelle...

di Francesca Orsi
9 Marzo 2026
Mostra fotografica Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972
INTERVISTE

I migliori “occhi” di LIFE sulle piste innevate

Con Simone Azzoni dentro la mostra...

di Jessica Barresi
6 Marzo 2026
"Daughters of the Sea". © Forough Alaei
INTERVISTE

In Iran, sull’isola dove le “Figlie del mare” sono libere di pescare

La serie “Daughters of the Sea”...

di Francesca Orsi
1 Marzo 2026
Phillip Toledano. Another England
INTERVISTE

L’intelligenza artificiale di Phillip Toledano ci porta in un’Inghilterra immaginifica e senza tempo

“Another England” è il terzo libro...

di Francesca Orsi
23 Febbraio 2026
banner instagra fotocult.it
Tags: Fotografia concettuale
Articolo precedente

Photojournalism Prize 2026: il concorso internazionale che premia chi racconta il mondo con onestà

Login login per unirti alla discussione
banner instagram fotocult.it

Newsletter

*campo obbligatorio

Articoli recenti

Le ambiguità fotografiche di Helena Georgiou

31 Marzo 2026
Photojournalism Prize 2026: il concorso internazionale che premia chi racconta il mondo con onestà

Photojournalism Prize 2026: il concorso internazionale che premia chi racconta il mondo con onestà

30 Marzo 2026
À Rome la nuit. Fotografie di Hervé Gloaguen mostra fotografica Museo di Roma in Trastevere

Le notti romane di un fotografo umanista… a colori

29 Marzo 2026
Francesco Conversano mostra Museo di Roma in Trastevere

Fotografie di un regista lungo le strade blu

28 Marzo 2026
Nuovo Samyang AF 35mm F1.8 P FE: ecco l’alternativa autofocus accessibile per le full frame di Sony

Nuovo Samyang AF 35mm F1.8 P FE: ecco l’alternativa autofocus accessibile per le full frame di Sony

28 Marzo 2026
Anche Antigravity celebra l’arrivo della primavera: pacchetti esclusivi con sconti fino a 260 euro per il drone A1

Antigravity A1: in arrivo il rilevamento degli ostacoli omnidirezionale e nuove funzioni creative

27 Marzo 2026
Rispetto alla tradizionale struttura con un prisma a 'L' e sensore perpendicolare all'ottica, il nuovo modulo sfrutterà cinque riflessioni, con sensore parallelo all'ottica.

Oppo Find X9 Ultra: 230mm di focale in un corpo ultrasottile grazie al nuovo schema ottico a 5 prismi

27 Marzo 2026
Nicole Tung Overfishing in Southeast Asia

Una fotografa nei gironi infernali dell’overfishing

27 Marzo 2026

Action camera e droni a prezzi scontati, pronti per una primavera di riprese particolari

26 Marzo 2026
Il nuovo DJI Avata 360 è il primo drone per riprese immersive del produttore asiatico.

DJI sfida Antigravity con il nuovo drone per riprese immersive a 360°: ecco l’Avata 360

26 Marzo 2026
Mario Dondero mostra fotografica La vie en Dondero Jesi

Mario Dondero: una vita di fotogiornalismo

26 Marzo 2026
Wildlife Photographer of the Year Nuveen People’s Choice Award 2026

Wildlife Photographer of the Year: per il pubblico vince la lince iberica che gioca col suo “spuntino”

25 Marzo 2026
Panasonic Lumix TZ300: la compatta superzoom con sensore da 1″ torna, ma quasi per obbligo

Panasonic Lumix TZ300: la compatta superzoom con sensore da 1″ torna, ma quasi per obbligo

24 Marzo 2026
DJI porta Insta360 in tribunale: è scontro sui brevetti nel mercato dei droni 360°

DJI porta Insta360 in tribunale: è scontro sui brevetti nel mercato dei droni 360°

24 Marzo 2026
L’edizione 2026 di “camerAmore” premia l’affiatamento tra uomo e strumento, tra denunce sociali e ricordi personali

L’edizione 2026 di “camerAmore” premia l’affiatamento tra uomo e strumento, tra denunce sociali e ricordi personali

24 Marzo 2026

Naviga per tag

Amazon Archivio Canon Canon EOS Canon RF Concorsi fotografia Concorsi fotografici DJI Fotogiornalismo Fotografia analogica Fotografia di moda Fotografia di paesaggio Fotografia documentaria Fotografia naturalistica Fotoreportage Fujifilm Fujifilm GFX Fujifilm X Fujinon Full frame Grandi autori Insta360 L-Mount Laowa Leica Libri Fotografici Lumix Macrofotografia Maestri della fotografia Mirrorless Mostre fotografia Nikkor Z Nikon Nikon Z Obiettivi Offerte Panasonic Reportage Ritratto Sigma Smartphone Sony Sony E Street photography Tamron
fotocult logo

Dal 2004 FOTO Cult offre un'informazione professionale e appassionata su tecnica e cultura della fotografia. Sostienici e alimenta la tua passione.

Tipa World Award logo

fotocult.it è membro TIPA dal 2017. Clicca qui per conoscere la storia e la filosofia dell’associazione.

Content Authenticity logo

fotocult.it è membro della Content Authenticity Initiative

Amazon logo

In qualità di Affiliato Amazon, FOTO Cult potrebbe ricevere una commissione sugli acquisti idonei.

Categorie

  • TECHNEWS
  • TEST
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
  • MOSTRE
  • CONCORSI
  • LIBRI
  • GALLERIA
  • GREENPICS
  • LA RIVISTA

Recenti

Le ambiguità fotografiche di Helena Georgiou

31 Marzo 2026
Photojournalism Prize 2026: il concorso internazionale che premia chi racconta il mondo con onestà

Photojournalism Prize 2026: il concorso internazionale che premia chi racconta il mondo con onestà

30 Marzo 2026
  • Cookie e Privacy Policy
  • Termini e Condizioni
  • Contatti
  • Abbonamenti e FOTO Credit
  • Acquista Crediti
  • Cart
  • Checkout
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie e Privacy Policy
  • Home
  • La rivista
  • Login Customizer
  • Mappa Mostre
  • My account
  • PALCO
  • Promozione Gold
  • Prova comparazione
  • Prova gratuita
  • Termini e Condizioni
  • test map
  • VETRINA

© 2024 copyright Fotocult s.r.l. C.F. e P. IVA n. 11984891009, Capitale sociale € 20.000,00 i.v. | Web design by Arkomedia Web Agency.

Bentornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata? Registrati

Crea il tuo nuovo account!

Registrati e inizia il tuo periodo di 30 giorni di prova gratuita!

Registrandoti autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del DL 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679). Privacy Policy.
Tutti i campi sono obblligatori Log In

Recupera password

Inserisci la tua username o la tua email per reimpostare la password

Log In
  • Login
  • Registrati
  • Carrello
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Abbonamenti
  • Chi siamo
  • Contatti
Importante! Sei sicuro di voler usare 1 credito per leggere questo articolo?
Articoli rimanenti da sbloccare : 0
Importante! Sei sicuro di voler eliminare questa sottoscrizione?