Roma
Dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
Il 24 giugno 2026 due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il nord del Venezuela – con epicentri localizzati nello Stato di Yaracuy – provocando nel Paese uno dei disastri più gravi degli ultimi decenni.
Si legge sul sito di Amnesty International Italia che “secondo i dati ufficiali, 6.509 persone sono morte e sono state valutate le condizioni di 60.785 abitazioni, 11.001 delle quali sono state classificate ad alto rischio”.
A seguito del doppio sisma la fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero – vincitrice del XVI Premio IILA-Fotografia – ha documentato le ricerche tra le macerie. Il suo progetto, Whispering Walls, restituisce la dimensione drammatica della catastrofe, ma evidenzia anche la straordinaria capacità di organizzazione e la risposta solidale della società civile.
Le immagini indagano ciò che resta dopo il crollo: edifici distrutti, oggetti sopravvissuti, tracce di vite improvvisamente interrotte. Le macerie non sono soltanto i resti di un’architettura, ma custodiscono frammenti di esistenze e di storie familiari.
Dalle crepe (grietas in spagnolo) che hanno segnato edifici e oggetti dopo i terremoti nasce il filo conduttore della mostra attualmente in corso al Museo di Roma in Trastevere: Las grietas. Sulle tracce di una fantasia.
L’esposizione è dedicata alla memoria delle migliaia di vittime e dei dispersi del terremoto.
Oltre alle fratture concrete e visibili causate dai sismi, però, Ferrero indaga le ferite collettive della storia, della memoria e dell’identità del Venezuela.
Ecco che la mostra allarga lo sguardo e abbraccia altri tre progetti della stessa autrice, l’ultimo dei quali getta un ponte tra Italia e America Latina, trovando a Roma una nuova dimensione espressiva.
L’emigrazione come crepa dell’identità venezuelana
Il percorso espositivo si apre con il sopracitato Whispering Walls. Segue I Can’t Hear the Birds – dalla dimensione più intima e autobiografica – nato dal ritorno nei luoghi dell’infanzia e della memoria familiare, in un Venezuela profondamente trasformato dalla crisi, dall’emigrazione di massa e dalla perdita della prosperità che aveva alimentato l’immaginario nazionale nel corso del Novecento.
La fotografa esplora gli spazi e le tracce di una nazione perduta, confrontandosi con una memoria inevitabilmente incompleta, nella quale ricordi personali, storia familiare e trasformazioni collettive si sovrappongono.
L’emigrazione rappresenta una delle grandi fratture del progetto: alla distanza geografica si accompagna quella temporale ed emotiva, mentre il ritorno rivela l’impossibilità di ritrovare intatto il mondo che si è lasciato.
Premiato nel 2023 con il World Press Photo nella categoria Long Term Projects per la regione Sud America, I Can’t Hear the Birds costituisce uno dei capitoli più significativi della ricerca di Ferrero sulle conseguenze culturali e umane delle trasformazioni del Venezuela contemporaneo.
La finzione collettiva del fenomeno delle reginette di bellezza
Il terzo lavoro in mostra, Reinas, affronta uno dei fenomeni più riconoscibili dell’immaginario venezuelano: il culto della bellezza e la centralità delle regine dei concorsi. Il progetto ne indaga le radici storiche e culturali, mettendole in relazione con la modernizzazione del Paese e con l’abbondanza economica generata dall’industria petrolifera.
Nel Venezuela del Novecento, il petrolio ha contribuito a plasmare un immaginario collettivo fondato sull’idea di progresso, prosperità e modernità. All’interno di questo universo simbolico, la figura della regina di bellezza ha assunto un ruolo che supera la dimensione estetica, diventando incarnazione di un ideale nazionale, promessa di riconoscimento, appartenenza e mobilità sociale.
Ferrero osserva questo immaginario nelle sue contraddizioni, interrogando il rapporto tra la rappresentazione della perfezione e la complessità della realtà sociale. La bellezza emerge come una costruzione culturale, una finzione collettiva nella quale si riflettono aspirazioni individuali, modelli di successo e desideri di trasformazione.
Nel dialogo con il resto della mostra, Reinas introduce una riflessione sul rapporto tra corpo e rappresentazione: la figura femminile, trasformata in simbolo di perfezione e prestigio, entra idealmente in relazione con le statue celebrative di Roma, anch’esse concepite per incarnare ideali di bellezza, potere e permanenza.
La fragilità delle statue romane
Il percorso si conclude quindi con Contramonumento, il progetto ideato e realizzato da Fabiola Ferrero durante la residenza artistica nella Capitale, prevista dal XVI Premio IILA-Fotografia.
A Roma, Ferrero si è confrontata con una città nella quale la memoria storica è inscritta nello spazio urbano attraverso monumenti, statue e architetture celebrative.
La fotografa ha messo in dialogo le superfici marmoree delle statue romane con la fragilità, il tempo, l’invecchiamento e la resistenza intima del corpo femminile. Le statue, apparentemente immutabili, portano anch’esse i segni del tempo: fratture, abrasioni, mutilazioni e trasformazioni.
Il titolo Contramonumento suggerisce un rovesciamento di prospettiva: l’attenzione si sposta dall’eroismo all’esistenza ordinaria, dalla celebrazione alla memoria, dall’ideale di perfezione alla presenza concreta dei corpi. La città viene spogliata della sua solennità retorica per rivelare una dimensione più fragile e umana.
Las grietas. Sulle tracce di una fantasia è accompagnata da un catalogo pubblicato da Gangemi Editore e si inserisce nell’ambito del Premio IILA-Fotografia, riconoscimento istituito nel 2008 dall’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana per valorizzare la fotografia contemporanea latino-americana e sostenere l’inserimento dei giovani talenti nel circuito artistico e culturale internazionale.
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata da IILA. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Titolo Las grietas. Sulle tracce di una fantasia
Fotografie di Fabiola Ferrero
Formato 17 x 24cm
Pagine 80
Prezzo 20 euro
Lingua italiano
Data pubblicazione 2026
ISBN 9788849256277
Fabiola Ferrero. Las grietas. Sulle tracce di una fantasia
- Museo di Roma in Trastevere, piazza di S. Egidio, 1/b – Roma
- dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
- mar-dom 10-20. Lunedì chiuso
- intero 9,50 euro, ridotto 5 euro
- museodiromaintrastevere.it
Le mostre di fotografia da non perdere in autunno in Italia e dintorni
La mappa delle mostre di fotografia su fotocult.it
Scopri la mappa interattiva delle mostre fotografiche
Luca Locatelli, traduttore visivo della ricerca climatica: a Milano la mostra Future Studies
Con Future Studies il fotografo di...
La fotografia che supporta la lotta alla povertà energetica
dal 24 settembre al 31 ottobre...
Luca Campigotto cerca tracce di memoria nei paesaggi d’Europa
Siviglia, Spagna, 2026. © Luca Campigotto...
Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo
dal 24 settembre al 16 ottobre...
Lee Friedlander e l’amore per Maria: tutto ebbe inizio da una giacca
dal 10 settembre al 24 ottobre...


























