Bologna
Dal 1° ottobre 2026 al 28 febbraio 2027
Non si contano le esposizioni fotografiche dedicate a Elliott Erwitt, perché Elliott Erwitt è un’icona della fotografia del Novecento.
La mostra attualmente in corso al Museo Civico Archeologico di Bologna, però, punta a sorprendere il pubblico, raccontando il padre, il marito e l’amico oltre al fotografo riconosciuto a livello internazionale per la sua magistrale capacità di fotografare la condizione umana con ironia e sensibilità.
Elliott Erwitt. L’arte di osservare riunisce circa cento fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt, affiancando ai suoi lavori più celebri un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico.
Il progetto intende mostrare come anche le fotografie più conosciute dell’autore nascano da frammenti di biografia e come dal racconto intimo e personale di Erwitt emerga una fotografia capace di parlare a chiunque.
Il percorso espositivo di Elliott Erwitt. L’arte di osservare
La mostra è organizzata in cinque sezioni. Alle immagini che hanno reso celebre Elliott Erwitt nel mondo – fotografie entrate nell’immaginario collettivo sin dalla storica esposizione The Family of Man, curata da Edward Steichen al Museum of Modern Art di New York nel 1955 – si affianca un capitolo completamente dedicato alla sua produzione più personale. Qui la fotografia assume la forma del diario e le immagini raccontano la vita privata dell’autore: le quattro mogli, i figli, gli amici più cari, il maestro Edward Steichen, ritratto insieme alla sua prima figlia, e Sammy, il fedele cane che lo accompagnò per molti anni.
Anche fotografie ormai universalmente conosciute vengono restituite al loro contesto originario. Ad esempio, il celebre ritratto della figlia piccolissima di Erwitt sul letto, osservata dalla madre, non viene presentato soltanto come una delle immagini simbolo della fotografia del Novecento, ma come un momento della vita familiare capace di trasformarsi, quasi inconsapevolmente, in un’icona universale.
Ogni fotografia è accompagnata da un testo che ne ricostruisce il contesto umano, affettivo e biografico, offrendo una lettura che va oltre l’immagine.
Le fotografie private dialogano con i grandi reportage, con gli eventi che hanno segnato il Novecento e con i celebri ritratti delle personalità della politica, del cinema e della cultura internazionale.
Il funerale del Presidente John Fitzgerald Kennedy, gli incontri con le grandi star del cinema, le immagini di strada, la vita familiare e gli episodi del quotidiano vivere convivono nello stesso racconto, dimostrando come per Erwitt non sia mai esistita una separazione tra storia e vita.
L’Italia nella vita di Elliott Erwitt
Prima dell’emigrazione negli Stati Uniti, Erwitt trascorse a Milano un periodo fondamentale della propria formazione. A dieci anni, a causa delle leggi razziali fasciste, fu costretto a lasciare l’Italia con la famiglia, ma continuò ad amare il nostro Paese e a tornarvi per tutta la vita, mantenendo con esso un duraturo rapporto di affetto e appartenenza.
Gli anni milanesi erano stati decisivi per la costruzione del suo immaginario visivo e della sua sensibilità culturale.
L’Italia rappresentò per Erwitt una vera patria sentimentale, destinata a riaffiorare costantemente nella sua memoria e nel suo modo di guardare il mondo. Questo legame emerge lungo tutto il percorso espositivo.
I testi della mostra Elliott Erwitt. L’arte di osservare
Le fotografie sono accompagnate da testi inediti scritti dalla curatrice della mostra Biba Giacchetti, che ha condiviso con Elliott Erwitt oltre trent’anni di collaborazione professionale e amicizia. Questa lunga vicinanza personale e lavorativa ha consentito l’accesso a materiali, racconti e testimonianze inediti che costituiscono il nucleo più originale del progetto espositivo.
La mostra Elliott Erwitt. L’arte di osservare è curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna.
Accompagna la mostra un volume pubblicato da Orion 57.
Elliott Erwitt. L’arte di osservare
- A cura di Biba Giacchetti
- Museo Civico Archeologico, via dell’Archiginnasio, 2 – Bologna
- dal 1° ottobre 2026 al 28 febbraio 2027
- lun-ven 10-18, sab-dom 10-19. Martedì chiuso
- intero 16 euro, ridotto 14 euro
- www.civita.art
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