Souchez (Francia)
Dal 26 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
Le fotografie della Prima Guerra Mondiale hanno plasmato profondamente la nostra percezione del conflitto, fissando nella memoria collettiva i combattimenti, i volti dei soldati, i paesaggi devastati.
Tra le pieghe di questo filone fotografico, insieme alle persone e ai luoghi, va annoverata la significativa presenza di animali.
La mostra Poilus: Histoire des chats et chiens de la Grande Guerre – presso il Centre d’histoire du Mémorial 14-18 (Souchez, Francia) – racconta questo capitolo meno esplorato della fotografia di guerra, incrociando archivi fotografici, testimonianze e analisi storiche.
L’esposizione mette in luce il ruolo concreto degli animali nel conflitto, le relazioni che essi intrattenevano con i soldati e il modo in cui la loro presenza è stata rappresentata e tradotta in immagini.
Chi erano i poilus?
Vale la pena soffermarsi un momento sul titolo della mostra e in particolare sul doppio senso del termine francese poilus – letteralmente pelosi – che rimanda ai nostri amici a quattro zampe ma che corrisponde anche al soprannome storico con cui venivano chiamati i soldati francesi al fronte durante la Prima Guerra Mondiale.
I ruoli dei cani durante la guerra
Veri e propri ausiliari militari, i cani venivano addestrati per imparare a trasmettere messaggi, individuare nemici o soldati feriti, fare da sentinelle, trasportare materiale e rifornimenti, aiutare nelle operazioni di soccorso.
Al di là della loro funzionalità pratica, però, i cani condividevano la quotidianità delle trincee, affrontavano fango e freddo stringendo legami con le persone in un universo profondamente disumanizzante. Offrendo momenti di tregua, contatto e normalità in un contesto segnato dalla violenza, i cani divenivano presenze di sostegno e punto di riferimento affettivo, contribuendo in qualche modo ad attenuare la brutalità del conflitto.
Gatti nel contesto bellico
Diversa, naturalmente, la relazione tra i gatti e il contesto bellico. I gatti che compaiono nelle fotografie di guerra si muovevano spesso tra le macerie dopo essere sopravvissuti alle distruzioni provocate dal confitto.
A seguito delle evacuazioni delle popolazioni civili, molti gatti venivano abbandonati e cercavano rifugio tra le rovine, nelle trincee, nei ricoveri.
Se qualche esemplare tornava poi allo stato selvatico, altri imparavano ad adattarsi alla presenza dei soldati, avvicinandosi progressivamente alle zone da essi occupate.
La mostra racconta con le immagini la vicinanza tra animali ed esseri umani, attraverso la rappresentazione di gesti di cura, momenti di tregua e scene di affetto che contrastano la violenza del fronte e rivelano una dimensione più intima e delicata della guerra.
Tenerezza o edulcorazione della guerra?
Le fotografie che ritraggono attimi di complicità o tenerezza tra soldati e animali occupano un posto particolare nelle rappresentazioni della guerra. Durante il primo conflitto mondiale, queste immagini si diffusero ampiamente, soprattutto sotto forma di cartoline, partecipando alla costruzione di un racconto di guerra più sfumato. Questi scatti contribuivano a rendere i soldati più vicini ai civili, a mostrare la loro capacità di affetto e sensibilità e ad attenuare la percezione della brutalità del conflitto.
Questo meccanismo persiste, tanto da ritrovarsi anche nelle immagini dei conflitti contemporanei.
Ancora oggi, le fotografie di combattenti circondati da animali circolano ampiamente, in particolare sui social network. Scatti di questo tipo suscitano emozioni, creano immedesimazione e rientrano in precise strategie di comunicazione per ottenere consensi.
La mostra Poilus: Histoire des chats et chiens de la Grande Guerre, dunque, invita a osservare queste immagini con approccio critico, riflettendo su come la fotografia possa essere sfruttata per manipolare scelte e visioni di chi la osserva.
Percorso per bambini
La mostra propone anche un percorso narrativo adatto ai bambini ed è accompagnata da una programmazione originale, con visite narrate pensate per la fascia 6-12 anni, una conferenza sull’evoluzione delle missioni dei cani militari dalla Prima Guerra Mondiale e l’allestimento, per una giornata, di un villaggio tematico che offrirà una passeggiata cinofila, i consigli di un educatore, i servizi di un fotografo e la possibilità di visitare l’esposizione insieme al proprio compagno a quattro zampe.
L’esposizione è ideata e prodotta dal Centre d’histoire du Mémorial 14-18 Notre-Dame-de-Lorette, in collaborazione con l’ECPAD e ARTE France. Il consulente scientifico è Éric Baratay, membro dell’Institut universitaire de France e professore di storia contemporanea all’Università Lyon 3.
Poilus: Histoire des chats et chiens de la Grande Guerre
- Centre d’histoire du Mémorial 14-18, 102 Rue Pasteur – Souchez (Francia)
- dal 26 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
- fino all’11/11 mer-ven 10-13/14-18, sab-dom 11-13/14-18. Dal 12/11 mer-dom 13-17
- ingresso gratuito
- memorial1418.com
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