Milano
Dal 18 novembre 2026 al 20 febbraio 2027
Tra il 1957 e il 1959 Mario Carrieri trasformò Milano in un’opera visiva di straordinaria intensità e drammatico realismo: Milano, Italia.
Dal 18 novembre 2026 quel progetto sarà mostrato al pubblico per la prima volta nella sua interezza presso il Centro Culturale di Milano, con cento stampe vintage, provini, negativi e due edizioni originali del volume del 1959.
Scomparso lo scorso 12 aprile, all’età di 93 anni, Carrieri è stato un fotografo di fama internazionale, che ha lavorato in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Africa al Messico, realizzando centinaia di progetti e libri per Musei, Fondazioni, per le firme del design italiano e internazionale e scattando per alcuni tra i maggiori protagonisti dell’architettura contemporanea, da Aldo Rossi a Renzo Piano, da Richard Meier a Norman Foster e Rem Koolhaas.
Figlio del critico d’arte Raffaele Carrieri, Mario crebbe in un ambiente profondamente segnato dall’arte e a stretto contatto con il lavoro di protagonisti come Amedeo Modigliani, Pablo Picasso, Marino Marini, Campigli, Ungaretti, Guttuso.
Dopo gli esordi alla Mondadori in forza all’archivio fotografico del settimanale Epoca e l’esperienza nei cortometraggi di Carosello, Carrieri guardava a Bacon, alla luce di Rembrandt e Caravaggio quando si occupava di cinematografia, e ad Arnold Abner Newman, Weston, Avedon in ambito fotografico.
Poi, una svolta improvvisa lo indusse a iniziare a lavorare al progetto Milano, Italia, abbandonando ogni linguaggio già sperimentato per costruire una fotografia nuova, capace di andare oltre il documento e il reportage.
Milano, Italia 1959: cento fotografie vintage in mostra a Milano
L’esposizione in programma a Milano riunisce cento fotografie originali selezionate da Roberto Mutti, in collaborazione con Pietro Carrieri, fotografo e figlio dell’artista.
Tra il 1957 e il 1959 Carrieri percorse instancabilmente la città realizzando oltre 3.500 fotografie per poi sceglierne 134, creando un racconto profondamente umano di una Milano sospesa tra la memoria del dopoguerra e l’imminente trasformazione del boom economico.
Pubblicato nel 1959 da C.M. Lerici, con la straordinaria qualità di stampa di Amilcare Pizzi, il volume venne accolto con sostanziale indifferenza dalla critica del tempo. A coglierne invece immediatamente la portata innovativa fu Ugo Mulas, che nel tempo instaurò con Carrieri un profondo sodalizio umano e artistico. Nello stesso periodo, numerose fotografie del progetto entrarono nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, segnando il primo importante riconoscimento internazionale dell’opera.
Nelle grazie di Martin Parr e Gerry Badger
Ancora oggi Milano, Italia rappresenta uno dei momenti più innovativi della fotografia italiana del secondo Novecento e dialoga idealmente con grandi esperienze internazionali di quegli anni, come Rome di William Klein (1959) e The Americans di Robert Frank (1958), accomunate dal rifiuto di ogni visione retorica della realtà. Martin Parr e Gerry Badger selezionarono Milano, Italia tra le pochissime pubblicazioni italiane per la loro storia della fotografia raccontata attraverso i libri fotografici (The Photobook. A History, ed. Phaidon).
La città fotografata da Carrieri è una scena in cui ogni presenza, anche la più marginale, acquista un peso importante. Le fotografie dell’autore non descrivono soltanto il cambiamento di Milano, ma anche il suo ventre, le sue ombre, le sue attese e tutti i contrasti profondi di una città moderna e insieme barbarica.
Il suo linguaggio fotografico si emancipa dal semplice reportage e dalla documentazione per costruire una propria grammatica dell’immagine, caratterizzata da una luce che “esplode”. Attraverso i forti contrasti del bianco e nero, le profonde gradazioni del nero, le sgranature e le superfici volutamente imperfette, Carrieri modella lo spazio come uno scenografo.
I cittadini sono attori inconsapevoli di una rappresentazione collettiva, protagonisti di una vicenda che appartiene insieme alla storia di Milano e alla condizione umana.
È lo stesso Carrieri a indicare la chiave del suo lavoro: “Milano io la consideravo un grande palcoscenico dove recitavo una tragedia. Io non volevo riprodurre una città, ma produrla. Niente immagini, niente bagaglio professionale, ma tutto alla ricerca della mia piccola verità”.
Milano, Italia non rappresenta soltanto l’inizio del percorso artistico di Mario Carrieri, ma la matrice di tutta la sua opera, attraverso la quale leggere una vita dedicata a trasformare la fotografia in un’esperienza della luce in cui tutte le cose abitano. Un romanzo per immagini che mostra come Carrieri abbia fotografato la luce ancor prima degli oggetti, dei fiori, dei volti o degli edifici.
La mostra “Mario Carrieri. Il teatro della fotografia. Milano, Italia 1959” è ideata da Camillo Fornasieri e curata da Roberto Mutti con il Patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia.
L’esposizione segue le mostre dedicate dal CMC ad altri due grandi protagonisti della fotografia internazionale, Ferdinando Scianna e Walter Rosenblum ed è accompagnata dal catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, con la direzione artistica di Andrea Lancellotti.
Mario Carrieri. Il teatro della fotografia. “Milano, Italia 1959”
- A cura di Roberto Mutti
- Centro Culturale di Milano, largo Corsia dei Servi, 4 – Milano
- dal 18 novembre 2026 al 20 febbraio 2027
- mar-ven 10-13/14.30-18.30, sab-dom 15-19
- intero 10 euro, ridotto 7 euro
- www.centroculturaledimilano.it
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