Roma
Dal 10 giugno al 13 settembre 2026
Una lista di colossi della street photography attivi nella Grande Mela tra gli anni ’30 e gli anni ’60 è stata successivamente etichettata come New York School. Ne facevano parte “cani sciolti”, che mai si sono identificati come parte di un gruppo, ma che di fatto condividevano un nuovo approccio alla fotografia di strada, fatto di bianconeri incentrati sulla vibrante umanità che caratterizzava la loro città. Si muovevano nel flusso, sempre pronti a scattare e registravano innumerevoli ritratti della società, della città e dell’interazione tra le due. Nessuna edulcorazione, uno spiccato interesse per le scene più misteriose o stravaganti.
Con un salto temporale ci spostiamo al 1999. Immaginiamo di poter osservare la fotografa bolognese Matilde Damele trasferitasi a New York mentre inizia a esplorare la città con la sua Leica M6, da Brooklyn al West Side fino al Bronx. Il suo metodo e l’impronta del suo sguardo fotografico azzerano il gap temporale che la separa dai fotografi della New York School: è una di loro.
Tra panchine, chioschi ambulanti, ragazzini che sanno il fatto loro e specchi in mezzo alla strada, le fotografie analogiche scattate da Damele tra il 1999 e il 2014 fanno pensare a Garry Winogrand, a Helen Levitt, a Walter Rosenblum, Lisette Model.
In quindici anni di sguardi da flâneuse contemporanea Matilde Damele ha scrutato i marciapiedi, le vetrine, i vagoni della metropolitana e le spiagge di Coney Island, producendo un corposo archivio di scatti che sembrano eludere il tempo storico e che costruiscono una narrazione fatta di solitudini, tanto dei soggetti quanto della fotografa stessa, segnata dall’esperienza dello sradicamento.
“Con gli anni – ci ha raccontato Damele – ho sentito New York come una città tanto dinamica e promettente quanto solitaria e deludente e fotografavo per le strade di diversi quartieri per riflettere il fascino che sentivo per la grande metropoli, che si alternava a un senso di incertezza e solitudine.
La strada rappresentava uno spazio creativo in cui un’umanità ricca e diversificata si muoveva davanti alla mia macchina fotografica e mentre premevo l’otturatore mi riflettevo nei soggetti fotografati e ciò mi faceva sentire parte della città e delle migliaia di storie di abitanti che come me lottavano per raggiungere i propri sogni”.
Le fotografie di strada di Matilde Damele in un libro e in una mostra
Una selezione degli scatti newyorchesi è inclusa del libro New York 1999-2014 e parte di quelle immagini (circa sessanta) è attualmente in mostra al Museo di Roma in Trastevere.
Il libro si apre con la serie dedicata alla frenesia dell’ambiente urbano, per poi lasciare spazio alle fotografie scattate a Coney Island, dove la tensione della città si allenta in una dimensione più lenta e sospesa. Qui, tra le spiagge e le strutture decadenti del Luna Park, emergono figure eccentriche e momenti di quotidianità che sfiorano il surreale.
Qualcosa in più su Matilde Damele
Nata a Bologna nel 1969, Matilde Damele si è laureata in Lingue, ha seguito un corso di fotografia e nel 1999 si è trasferita a New York, dove ha trascorso quindici anni. Ha frequentato l’ambiente stimolante dell’International Center of Photography dove è entrata in contatto con fotografi di fama internazionale, iniziando a esplorare i quartieri della città con la macchina fotografica.
Ha esposto in numerose mostre collettive e ha realizzato una personale all’Empire State Building. L’11 settembre 2001 ha fotografato il crollo delle Torri Gemelle e le sue immagini sono entrate a far parte del volume Here is New York: A Democracy of Photographs, testimonianza corale di un evento che segna profondamente anche il suo percorso.
Trasferitasi a Londra allo scadere del visto, ha proseguito la sua formazione con un master alla Central Saint Martins University, aprendo la sua ricerca a nuove sperimentazioni. Nel 2017 Esili, il suo progetto di fotografie serigrafate su sacchetti di plastica, ha vinto il Clifford Chance Printmaking Prize della Marlborough Gallery. Nel 2019 Esili è stato esposto a Photo London e menzionato dal Guardian tra le proposte più innovative in mostra.
Nel 2020 Damele ha scelto Roma come nuova città di vita e di lavoro. Nel 2025 il suo libro New York 1999–2014 è stato pubblicato dall’editore DCV di Berlino. Nello stesso anno ha partecipato al festival Narni Immaginaria con un progetto dedicato a Coney Island, luogo simbolo di una memoria personale e collettiva.
Le sue fotografie fanno parte di importanti collezioni internazionali, tra cui la New York Historical Society, Clifford Chance a Londra, il Centre Pompidou-Metz e la Bibliothèque Stanislas di Nancy.
La mostra è accompagnata da una serie di immagini realizzate a Roma, in zona Porta Maggiore e dintorni, che conservano la poetica dell’artista in uno sguardo unico e contemporaneo.
La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è a cura di Giovanni De Angelis. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Titolo New York 1999-2014
Fotografie di Matilde Damele
Design di Chiara Protani
Formato 20,3×24,5cm
Pagine 128
Illustrazioni 101 in bianco e nero
Prezzo 35 euro
Lingua inglese (una sola pagina di testo)
Editore DCV
Data di pubblicazione febbraio 2026
ISBN 978-3-96912-230-3
Matilde Damele. New York
- A cura di Giovanni De Angelis
- Museo di Roma in Trastevere, piazza S. Egidio 1/b – Roma
- dal 10 giugno al 13 settembre 2026
- mar-dom 10-20
- intero 13 euro, ridotto 8,50 euro
- www.museodiromaintrastevere.it
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