Nella battaglia tra gli smartphone dotati di teleobiettivo reale, il Vivo X300 Pro è stato il primo a piantare la bandierina e punta a conquistare lo scettro di cameraphone del 2025. Sebbene in Italia il produttore cinese non sia riuscito in questi anni a conquistare la notorietà presso il grande pubblico, Vivo è il marchio di smartphone più venduto in Cina.
Il nuovo X300 Pro vuole rappresentare per Vivo la carta da giocare per farsi conoscere di più, soprattutto dal pubblico fotografico, dato che la collaborazione con Zeiss si è fatta ora ancora più tangibile, grazie alla presentazione di un obiettivo tele da montare di fronte alla fotocamera a più alta risoluzione del modulo posteriore, per raggiungere una focale equivalente di circa 200mm.
Al momento su questo fronte il Vivo X300 Pro vede, sul nostro mercato, solo l’Oppo Find X9 Pro come concorrente diretto in questo nuovo segmento degli smartphone che diventano “mirrorless”. Per altro i due smartphone si sfidano condividendo la stessa base tecnica, facendo uso del SoC MediaTek Dimensity 9500. A ben guardare i due produttori hanno una radice comune: Vivo, Oppo, OnePlus e Realme, sebbene operino come marchi indipendenti, fanno capo alla stessa compagnia, BBK Electronics.
Ognuno di essi, però, ha un suo DNA specifico e Vivo ha deciso di investire molto sul comparto fotografico, anche con importanti collaborazioni. Quella con Zeiss è ormai di lungo corso e aveva portato al debutto del marchio del produttore tedesco sul comparto fotocamere del Vivo X60 Pro.
Vivo X300 Pro: la collaborazione con Zeiss si "estende"
Negli anni si sono susseguiti diversi smartphone con fotocamere marchiate Zeiss, ma il Vivo X300 Pro è il primo a portare in dote un vero e proprio teleobiettivo Zeiss, montabile di fronte al modulo tele dello smartphone con un sistema a baionetta, esattamente come avviene con le fotocamere mirrorless e reflex.
Lo zampino di Zeiss è comunque molto evidente anche senza montare l’aggiuntivo ottico: all’interno dell’app fotocamera è possibile scattare con profili colore marchiati Zeiss e soprattutto con le simulazioni di alcuni dei più famosi obiettivi Zeiss, come i Biotar, i Sonnar e i Distagon. Queste simulazioni sono state sviluppate a partire dai gemelli digitali degli obiettivi Zeiss, estraendone il ‘carattere’ e applicandolo poi alle immagini scattate dagli smartphone.
La collaborazione con Zeiss ha fatto fare un netto passo in avanti agli smartphone Vivo dal punto di vista fotografico, con immagini caratterizzate da una resa migliore, molto più fotografica rispetto al passato.
Specifiche tecniche da top di gamma
Accanto al SoC MediaTek Dimensity 9500, sul Vivo X300 Pro troviamo una batteria da 5.440mAh, purtroppo meno capiente di quella da 6.510mAh adottata dal modello presentato in Cina. Lo smartphone permette la ricarica rapida cablata a 90W con tecnologia Vivo FlashCharge e arriva a 40W in modalità wireless.
Il display adotta un pannello LTPO 8T Amoled ad alta frequenza di aggiornamento (120Hz) e con un sensore di impronte digitali a ultrasuoni sotto lo schermo. Il display è calibrato sfruttando la tecnologia Zeiss Master Color, offre supporto Dolby Vision e HDR10+ e Vivo dichiara un picco di luminanza di 4.500nit.
Il Vivo X300 Pro offre un display da 6,78″, con risoluzione 1260×2800 pixel. Lo spessore dello smartphone è abbastanza ridotto, fermandosi a 7,99mm, ma questo vale solo per poco più di metà dello smartphone: tutto lo spazio occupato dall’isola che ospita i moduli fotografici ha uno spessore decisamente maggiore, aggiungendo diversi millimetri. Tutto sommato il peso non è eccessivo fermando l’ago della bilancia a 226 grammi. Tra le specifiche interessanti troviamo le certificazioni IP68/IP69 contro polvere e acqua, che garantiscono la resistenza all’immersione, ma anche ai getti d’acqua in pressione.
A livello software il sistema operativo OriginOS 6, basato su Android 16, offre un’interfaccia molto pulita e reattiva, con la possibilità di gestire l’Home Screen in modo flessibile ridimensionando le cartelle.
Vivo X300 Pro con fotocamere Zeiss
Il comparto fotografico è certamente il tratto distintivo di questo smartphone, che mette all’opera l’esperienza di Zeiss su sensori di prim’ordine, di cui uno sviluppato in modo speciale per Vivo. Per mettere ben in evidenza la vocazione fotografica di questo smartphone, l’isola che ospita i moduli posteriori è ampia, caratterizzata dal logo Zeiss e da una corona circolare che ricorda la zigrinatura delle storiche ottiche in metallo del produttore tedesco, con tanto di scritte Vario Apo Sonnar e 1.57-2.67/15-85 ASPH.
Le scritte raccontano – in modo non del tutto preciso – i dati complessivi dei moduli fotografici, come se si trattasse di un unico obiettivo. Se le leggesse un fotografo si aspetterebbe di trovarsi di fronte un’ottica zoom (dall’appellativo “Vario”) con escursione focale 15-85mm e apertura f/1,57-2,67. In realtà siamo di fronte a tre focali fisse, legate da zoom digitale, e l’apertura massima indicata è quella del modulo principale con focale equivalente di 24mm.
Ecco nel dettaglio le caratteristiche dei diversi moduli:
Modulo principale: la fotocamera principale adotta un sensore Sony LYT-828 da 50MP (1/1,28″), con obiettivo da 24mm f/1,57 e stabilizzazione ottica OIS. Offre supporto video fino a 8K/30p e 4K/120fps con stabilizzazione elettronica e possibilità di registrazione a 120fps in Log a 10-bit.
Teleobiettivo: il modulo tele sfrutta un sensore Samsung HPB da 200MP, ottica 3,7x 85mm f/2,67 marchiata Zeiss APO. Il sensore in formato 1/1,4″ dovrebbe essere un’evoluzione del modello HP3 di pari dimensioni, ma su specifiche personalizzate per Vivo. In modalità video può registrare fino a 4K/120fps.
Ultra-grandangolare: il modulo ultragrandangolare sfrutta un sensore Samsung JN1 da 50MP e monta un’ottica da 15mm f/2,0. In questo caso il supporto video arriva a 4K/60p.
Fotocamera frontale: la fotocamera frontale adotta uno schema equivalente al modulo posteriore con sensore Samsung JN1 da 50MP, ottica f/2.0 e video 4K/60p.
Al posteriore, parlando del comparto fotografico, merita una menzione il flash a LED definito “Adaptive Zoom Flash“: dotato di tre LED con differenti lenti di diffusione, copre le principali focali del modulo fotografico (24mm, 50mm e 85mm) in modo da risultare efficace anche nei ritratti con le focali più lunghe.
Accanto all’ISP integrato nel SoC MediaTek Dimensity 9500, Vivo ha sviluppato e integrato due chip proprietari: VS1 è un pre-processore che ottimizza l’acquisizione dei dati, mentre V3+ si occupa di ottimizzare il rendering.
Rispetto a quanto visto con l’Oppo Find X9 Pro, il Vivo X300 Pro adotta un’interfaccia più lineare e facile da utilizzare. Ad esempio, sia nella modalità di scatto normale, in quella per paesaggi e scene notturne e in quella ritratto, tra le opzioni selezionabili direttamente dal pannello di scatto c’è quella per attivare lo scatto ad alta risoluzione, che permette di scattare a 50 megapixel alle focali di 15mm, 24mm e 85mm, con quest’ultima utilizzabile anche alla piena risoluzione del sensore a 200 megapixel.
Se non si attiva l’opzione, le foto vengono scattate sfruttando il pixel binning a 12,5 megapixel. Stranamente l’opzione da 50 megapixel è attivabile anche a 50mm e in modalità ritratto a 35mm e 50mm, con lo smartphone che probabilmente effettua dopo lo scatto una procedura di upscaling. Quando si seleziona la modalità ad alta risoluzione è possibile scattare solo a focali fisse (15, 24, 50 e 85 millimetri), mentre utilizzando il pixel binning lo zoom digitale opera senza soluzione di continuità, coprendo da 15mm a 250mm equivalenti spremendo al massimo l’ampio numero di pixel a disposizione. Da quel valore in poi si passa al ritaglio digitale, arrivando fino a 2.500mm equivalenti. Come detto anche nell’interfaccia dell’app fotocamera è possibile vedere lo zampino di Zeiss, con un approccio molto più fotografico. Un piccolo esempio: è possibile scegliere se visualizzare lo zoom in “x” o in “mm“, avendo, nel secondo caso, un’idea chiara della focale equivalente in uso. Una curiosità, le due modalità non offrono passi del tutto speculari, ad esempio nel primo caso lo zoom massimo è posto a 10x (242mm equivalenti), mentre selezionando la modalità di visualizzazione in millimetri arriva a 250mm.
Fotocamera ultragrandangolare 15mm f/2.0
Il sensore Samsung JN1 da 50 megapixel è il più piccolo del gruppo, adottando il formato 1/2,76″. Si tratta in ogni caso di un sensore molto evoluto, che permette di ottenere buoni scatti sia in piena luce, sia in condizioni di scarsa illuminazione. Nel primo caso è possibile anche ottenere immagini a piena risoluzione da 50 megapixel, nel secondo, invece, sfruttando il pixel binning è come se scattassimo con un sensore con pixel più grandi: la tecnologia infatti accorpa pixel adiacenti per creare un 12,5 milioni di super pixel da 1,28μm.
Pur non arrivando alla qualità del sensore principale e del modulo tele, anche la fotocamera grandangolare offre buoni risultati ed è perfettamente utilizzabile in ogni condizione, senza troppe differenze – a prima vista – con le altre focali. Anche questo modulo permette di scattare in RAW e in SuperRAW a bassa e alta risoluzione.
Fotocamera principale 24mm f/1,57
Come abbiamo già visto su Oppo Find X9 Pro, il sensore Sony LYT-828 da 50MP in formato 1/1,28″ offre un ottimo supporto in tutte le situazioni. Prodotto da Sony con struttura stacked, è un sensore che incorpora la tecnologia Hybrid Frame-HDR (HF-HDR). HF-HDR è una nuova tecnologia HDR che combina i dati compositi ottenuti con l’HDR a fotogramma singolo – basato sulla lettura a differenti livelli di guadagno tramite DCG (Dual Conversion Gain) – con i fotogrammi acquisiti tramite brevi multi esposizioni e li sfrutta per l’elaborazione finale del file. In generale da vita a file con rumore molto contenuto, anche al salire della sensibilità. Il modulo principale è stabilizzato otticamente, con prestazioni dichiarate di 5,5 stop secondo gli standard CIPA.
Come abbiamo già detto, sebbene questo sensore non superi la soglia psicologica del “formato da 1 pollice”, esso rappresenta uno dei migliori in circolazione al momento, proprio per le caratteristiche enunciate nello scorso paragrafo. Alla bontà del sensore, si aggiunge l’ottimo lavoro fatto congiuntamente da Vivo e Zeiss nell’elaborazione delle immagini: scattando con i tre profili Zeiss, otteniamo immagini con un’ottima resa, dai colori e contrasti naturali. Ogni profilo ha il suo carattere, ma in nessun caso questo è portato all’eccesso.
Fotocamera tele 85mm f/2,67
Vivo ha scelto una focale della tradizione per la fotocamera tele, spingendosi fino a 85mm e raggiungendo quindi l’inquadratura di alcune delle più famose ottiche da ritratto. In molte situazioni quei circa 10mm di focale equivalente in più rispetto a gran parte della concorrenza fanno comodo. L’unica pecca, ma diversi altri cameraphone soffrono del medesimo problema, è che è la fotocamera più buia del lotto: c’è da dire che grazie alla possibilità di salire senza problemi con la sensibilità ISO e alla potente stabilizzazione, l’apertura non rappresenta quasi mai un problema.
Il sensore Samsung HPB da 200 megapixel è sicuramente il pezzo forte di questo smartphone. Sviluppato con specifiche personalizzate sulla base del HP3, ne mantiene il formato 1/1,4″ permettendo così a Vivo di dotarsi di un sensore più grande della diretta concorrenza: ad esempio il recente HP5 adotta il formato 1/1,56″.
A grandi sensori (si fa per dire, naturalmente), corrispondono grandi ottiche, per cui l’obiettivo di tipo periscopico del modulo tele rappresenta forse uno dei compromessi più grandi per questo smartphone, che infatti vede la propria isola fotografica essere una delle più sporgenti.
Le prestazioni del modulo tele sono decisamente interessanti, anche grazie alla possibilità di scattare, mantenendo una risoluzione di 50 megapixel, fino a 250mm di focale equivalente.
Photography Kit Zeiss
Vivo ha sviluppato in collaborazione con Zeiss un kit fotografico che permette di agganciare un’ottica davanti al sensore tele, ottenendo un tele ottico da 200mm equivalenti. Rispetto a quanto visto su Oppo Find X9 Pro, tutto il sistema è maggiormente ispirato al mondo delle fotocamere, con un doppio innesto a baionetta. Se Oppo ha scelto una di avere un sistema a slitta per installare la placca su cui va innestata l’ottica, Vivo ha invece optato per una baionetta anche per la placca.
Il vantaggio rispetto alla soluzione di Oppo è che la placca con l’innesto non copre le altre due fotocamere e semplicemente togliendo il teleconverter tramite innesto a rotazione è possibile tornare a fotografare con esse. Purtroppo sull’esemplare in prova la precisione dell’innesto della placca non è ottima e c’è un leggero gioco che, pur non inficiando utilizzo sul fronte della qualità d’immagine, restituisce una sensazione di leggera precarietà quando si impugna il sistema con teleconverter installato.
Non accecando gli altri due moduli, il sistema rende meno evidente il fatto che ci sia installato il teleconverter e ai meno attenti potrebbe capitare di scattare con focale normale e ultra grandangolare con il grosso barilotto nero dell’ottica aggiuntiva all’interno dell’inquadratura. La scelta però ci pare molto sensata, in quanto è davvero difficile non notare il profilo del teleconverter se per sbaglio si passa a uno degli altri due moduli ed è molto più veloce togliere solo l’ottica aggiuntiva, rispetto a dover rimuovere tutta la slitta come sulla controparte Oppo.
Il kit fotografico Vivo, inoltre, mette a disposizione anche un’impugnatura aggiuntiva, che si somma al profilo già maggiormente pronunciato della custodia. Di base il Vivo X300 Pro si impugna meglio in modalità foto e con il grip aggiuntivo diventa molto simile a una fotocamera. L’impugnatura aggiuntiva integra una batteria, che aiuta ad aumentare l’autonomia dello smartphone anche quando lo si usa molto a schermo acceso per foto e video. Inoltre il grip offre – a portata di indice – il comando di scatto a due stadi (AF e scatto), un commutatore per l’azionamento dello zoom, un tasto di avvio rapido della registrazione video e una rotella per la regolazione veloce della compensazione dell’esposizione.
Nel kit troviamo poi una tracolla da agganciare alla custodia. In più la confezione contiene due anelli estetici (uno in livrea argento e l’altra metallo brunito) che possono essere installati utilizzando la baionetta che sulla custodia circonda l’isola con i moduli fotografici e un anello che permette di installare filtri con diametri di 62mm, per l’utilizzo di filtri ND, polarizzatori e filtri colore.
La confezione è certamente uno dei punti di unicità di questo kit; viene infatti venduto in una scatola di grandi dimensioni, con un’apertura in alto dove gli utenti trovano lo smartphone e con un cassetto inferiore con tutti gli accessori fotografici.
Photography Kit Zeiss: come scatta il teleconverter da 200mm
Oggigiorno, grazie all’elevata qualità di vari moduli, è spesso possibile, quando si vuole uscire molto leggeri, portare con sé solo lo smartphone come mezzo fotografico e riuscire a coprire buona parte delle proprie esigenze. Ci sono volte in cui però si vorrebbe qualcosa di più, soprattutto verso le focali tele, ma senza appesantire il proprio bagaglio.
Ecco, il teleconverter Zeiss del kit fotografico di Vivo X300 Pro permette di coprire con successo anche quelle esigenze in cui lo zoom digitale non basta e serve una vera focale tele.
Non solo per “avvicinare” il soggetto, ma anche per ottenere una diversa resa fotografica in termini di stacco dei piani e morbidezza dello sfocato, effetti che le compattissime ottiche dei moduli tele da sole non possono ottenere.
Una gita con la famiglia può essere ripresa con risultati molto buoni senza che il/la partner si lamenti che ci siamo portati in giro il solito zainone con tutta l’attrezzatura, così come è possibile coprire un evento sul fronte video anche portando a casa interessanti riprese, diverse da quelle ottenibili con uno smartphone standard.
Come si comporta il teleconverter rispetto allo zoom ottenibile senza perdita sfruttando tutti i 200 megapixel del sensore del modulo tele? L’analisi delle immagini qui sopra è chiara: se si scatta con il teleconverter a 12,5 megapixel le differenze sono minime. Se invece si utilizza la modalità ad alta risoluzione a 50 megapixel il teleconverter ottico dimostra tutti i suoi vantaggi.
Ha senso spingersi a 200 megapixel? Nella realtà dei fatti, in molte situazioni, poco. L’elevatissima risoluzione mette in crisi il potere risolvente dell’ottica (o meglio del sistema a doppia ottica, in cui il teleconverter viene aggiunto davanti all’obiettivo del modulo tele) e si perdono i vantaggi del pixel binning in termini di gamma dinamica.
Un piccolo telescopio tascabile?
Sfruttando lo zoom digitale messo a disposizione dal sensore da 200 megapixel è possibile scattare con il teleconverter fino alla focale equivalente di 1.600mm senza ritaglio.
L’elevata efficacia della stabilizzazione non richiede per forza un treppiedi anche per scatti complicati, come quelli che vedono la Luna come protagonista.
Riprendere il nostro satellite è un gioco da ragazzi: attivando la modalità “Notte” lo smartphone riconosce automaticamente che stiamo inquadrando la Luna e ottimizza i parametri di scatto, evitando quelle immagini sovraesposte tipiche dei sistemi a lettura esposimetrica su tutta l’inquadratura, spesso utilizzate come unica modalità di misura sugli smartphone.
Per chi vuole c'è anche il RAW
Il Vivo X300 Pro mette a disposizione anche il salvataggio dei file in formato RAW. Anche in questo caso la collaborazione con Zeiss ha portato a un’interfaccia più fotografica, rispetto a quanto abbiamo registrato – ad esempio – sull’Oppo Find X9 Pro.
Anche sul Vivo X300 Pro la registrazione dei RAW è disponibile solo nella modalità Pro, ma permette di salvare in formato RAW+JPEG, avendo così a disposizione sia la foto elaborata dallo smartphone, sia quella da sviluppare con gli appositi programmi di post produzione. È possibile salvare i file sia a bassa risoluzione, sia ad alta risoluzione. Nel caso del modulo da 200 megapixel i RAW vengono salvati al massimo nel formato a 50 megapixel.
Lo smartphone vuole fare la fotocamera ma, costa più di una mirrorless full frame
Come dicevamo nelle conclusioni della recensione di Oppo Find X9 Pro: “Tutto bellissimo, finché non si passa in cassa“.
Di listino il Vivo X300 Pro costa, in versione 16+512GB, 1.399 euro, mentre il kit fotografico con teleconverter ha un prezzo di 349 euro. Il bundle viene proposto al prezzo scontato di 1.699 euro.
Il listino di 1.399 euro del solo smartphone è lo stesso della Nikon Z50II con doppio obiettivo (16-50mm e 50-250mm), kit che spesso è proposto a meno di 1.300 euro.
Le capacità fotografiche del Vivo X300 Pro, soprattutto in abbinata con il kit con teleconverter Zeiss, sono indubbie e davvero permettono in alcune situazioni di non portare con sé una “vera” fotocamera. Il prezzo di acquisto però lo rende un prodotto davvero di nicchia, soprattutto sul nostro mercato. Peccato, perché con esso ci siamo davvero divertiti.

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