Soliera (MO)
Dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027
In occasione del centenario della nascita di Arnaldo Pomodoro (1926-2025), il Castello Campori di Soliera (MO) ospita la mostra Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico. Come lascia intendere il titolo, si tratta di un’esposizione dalla prospettiva inedita, che affida alla fotografia il compito di raccontare l’opera e la ricerca di uno dei più grandi esponenti della scultura contemporanea italiana.
Il patrimonio fotografico dell’archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro
Al centro della mostra è il patrimonio fotografico dell’archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro, presentato per la prima volta attraverso una selezione di cento stampe originali, realizzate tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. In dialogo con tre significative opere scultoree – Disco solare (1989-1990), gli studi per Progetto per il nuovo cimitero di Urbino (1973) e The Pietrarubbia group (1975) – gli scatti di Ugo Mulas, Maria Mulas, Mario Dondero, Carlo Orsi, Gianfranco Gorgoni, Giuseppe Pino, Paolo Monti e Ted Drzyzga restituiscono non solo la trasformazione della materia nel processo creativo, ma anche il rapporto con lo spazio pubblico e con quello espositivo di gallerie e altre istituzioni che nel tempo hanno accolto il lavoro di Arnaldo Pomodoro.
Ne sono un esempio le fotografie di Ugo Mulas dedicate alla mostra Una scultura nella strada del 1970, nella piazzetta della Libreria Internazionale Einaudi a Milano, dove alcuni bambini, giocando con l’opera, sembrano riattivarla e trasformarla in uno spazio abitabile, restituendone pienamente il carattere antimonumentale. Un rapporto altrettanto diretto col pubblico emerge negli scatti di Giuseppe Pino realizzati in occasione della prima mostra antologica dell’artista alla Rotonda della Besana nel 1974: anche qui, sono soprattutto i più giovani a essere ritratti in un rapporto spontaneo con le sculture, che entrano così a far parte di un’esperienza quotidiana e familiare, affrancandosi dal severo rigore del monumento.
Fotografare tutte le fasi del processo creativo
Il racconto fotografico non si limita tuttavia alla relazione tra le opere e i luoghi che le accolgono, ma segue anche l’intero processo creativo, soffermandosi sulla metamorfosi della materia e sul suo progressivo divenire opera. Dall’archivio emerge infatti la volontà costante dell’artista di documentare per immagini il proprio lavoro di scultore in tutte le sue fasi: dalla modellazione alla lavorazione in fonderia, fino alla collocazione dell’opera nello spazio pubblico. Una sequenza di passaggi che la fotografia non si limita a registrare, ma contribuisce a restituire come parte integrante del processo creativo.
Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico costruisce un percorso per nuclei tematici, dedicati a opere specifiche, dando vita a micro-narrazioni che si intrecciano alla cronologia del lavoro. È il caso delle fotografie di Ugo Mulas del 1967-1968, che documentano lo sviluppo di Grande disco (1965-1968), o delle immagini di Carlo Orsi dei primi anni Novanta dedicate a Moto terreno solare (1989-1994) a Marsala, dove la scultura appare progressivamente depositarsi nel paesaggio.
Gli album fotografici di Arnaldo Pomodoro
Di particolare interesse sono inoltre alcuni grandi album fotografici mai esposti prima, con immagini selezionate e ordinate dallo stesso Pomodoro, che testimoniano la costruzione di una precisa identità e, al tempo stesso, una consapevole rilettura della propria ricerca: le fotografie ripercorrono gran parte del lavoro dello scultore, dal 1954 al 1970, componendo una sorta di autobiografia per immagini e restituendo una puntuale revisione della sua pratica artistica.
In mostra anche le opere di Arnaldo Pomodoro
A completare e ampliare il percorso sono tre opere di Arnaldo Pomodoro: Progetto per il nuovo cimitero di Urbino (1973), Disco solare (1989-1990) e lo studio per The Pietrarubbia group (1975). La scelta di presentare progetti e studi nasce dalla volontà di mettere in relazione la dimensione fotografica con quello stesso stato di trasformazione che caratterizza il processo scultoreo: il moto perpetuo delle idee, la continua metamorfosi della materia, quel divenire che la scultura sembra interrompere solo apparentemente.
Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico è curata da Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Campori e dal Comune di Soliera, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
La mostra sarà accompagnata da visite guidate e percorsi laboratoriali rivolti a famiglie, giovani, adulti e scuole.
Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico
- A cura di Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto
- Castello Campori, piazza Fratelli Sassi, 2 – Soliera (MO)
- dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027
- sab-dom 10-13/14.30-19.30
- ingresso gratuito
- solieracastelloarte.it
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