Bassano del Grappa (VI)
Dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027
Sebastião Salgado (1944-2025) ha scritto uno dei più indimenticabili capitoli della storia della fotografia, immortalando il dolore e la bellezza del mondo per almeno mezzo secolo.
A quasi un anno e mezzo dalla sua scomparsa, la magistrale opera del fotografo brasiliano viene omaggiata con la mostra in corso al Museo Civico di Bassano del Grappa.
Il percorso espositivo include 160 scatti suddivisi in due grandi sezioni. La prima parte della mostra presenta una panoramica delle serie “Other Americas”, “Sahel”, “Serra Pelada Gold Mine – Brazil”, “Workers”, “Kuwait”, “Exodus” e “Children of the Exodus” e documenta i primi 25 anni di attività del fotografo che ha affrontato la furia e i tormenti dell’umanità in tutto il mondo, mentre la seconda è dedicata a Genesis, il suo più grande progetto – durato oltre sette anni – destinato a celebrare la bellezza e la fragilità di un pianeta minacciato dalla follia degli uomini.
In mostra tutta la carriera di Sebastião Salgado
L’esposizione segue in ordine cronologico la carriera del fotografo e permette di restituire il senso complessivo della sua opera, sempre in equilibrio tra etica ed estetica. È la prima mostra italiana ad abbracciare l’intera parabola artistica del fotografo piuttosto che un solo capitolo del suo lavoro, consentendo al pubblico di comprendere l’evoluzione stilistica e concettuale di un maestro dalla straordinaria sensibilità, unendo il Salgado fotoreporter sociale delle origini a quello della conversione ecologica.
La mostra di Bassano, una sintesi del lavoro e della vita di Salgado, prende forma in un percorso di rara intensità ed emozione, in cui la bellezza incontaminata del pianeta si intreccia con le sfide ambientali e l’emergenza sociale, trasformandosi in un profondo messaggio di rinascita e in un invito urgente a riconnettersi con la natura e con il destino condiviso dell’umanità: un messaggio che ha reso – e rende tuttora – necessaria la sua arte.
Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto, ha dichiarato: “Ci sono artisti che non fotografano il mondo: lo cambiano. Sebastião Salgado era uno di loro, capace di restituire dignità all’umanità sofferente e bellezza alla natura minacciata. I suoi scatti — dalla Serra Pelada alle foreste dell’Amazzonia, dagli esodi africani alla Genesi del pianeta — ci hanno costretti a guardare ciò che preferivamo non vedere, e lo hanno fatto con una bellezza che non si dimentica”.
Salgado e la MEP - Maison Européenne de la Photographie
La mostra è curata da Pascal Hoël, Responsabile delle Collezioni della MEP – Maison Européenne de la Photographie, la principale istituzione francese dedicata alla fotografia.
La MEP ha sostenuto il lavoro di Salgado fin dagli anni ’80, affiancandolo in alcuni dei suoi progetti più significativi e costruendo nel tempo una collezione di raro valore.
A coronamento di quarant’anni di collaborazione, nel 2018 Sebastião e Lélia Wanick Salgado hanno effettuato una donazione straordinaria di 105 fotografie alla MEP.
L’esposizione, promossa e organizzata da Comune e Musei Civici di Bassano del Grappa con MEP, è accompagnata da un catalogo in lingua italiana e inglese, edito da Silvana Editoriale.
Sebastião Salgado. Fotografie della collezione Maison Européenne de la Photographie, Parigi
- A cura di Pascal Hoël
- Museo Civico di Bassano del Grappa, piazza Garibaldi, 34 – Bassano del Grappa (VI)
- dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027
- tutti i giorni 10-19. Martedì chiuso
- intero 11 euro
- museibassano.it
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