“Salve, è la sua auto? La possiede da molto tempo? Ha una vecchia foto con l’auto? Posso scattarle una nuova foto?”.
Dal 2000, per circa venticinque anni, Matteo Ferrari ha posto queste quattro domande a tutti gli autisti che gli capitava di incontrare al volante di vecchie auto in Italia, in Argentina o nel Regno Unito. Quando gli saltava all’occhio una vecchia auto parcheggiata senza che il proprietario fosse nei paraggi non si perdeva d’animo: lasciava un bigliettino in cui spiegava il suo progetto fotografico, sperando di essere contattato.
Automotive Monogamy: uomini che amano le loro automobili
Il libro Automotive Monogamy nasce così, da una lunga e paziente ricerca che ha prodotto 35 dittici capaci di raccontare un fenomeno dagli interessanti risvolti antropologici: il legame simbiotico che alcuni possessori portano avanti per decenni con la loro automobile, in una sorta di ‘monogamia’ che quasi attribuisce un’anima al mezzo meccanico.
Sulle 96 pagine del libro edito da Lazy Dog compaiono 70 fotografie distribuite in coppie. Ogni doppia pagina mostra due ritratti di una persona – quasi sempre un uomo – fotografata accanto alla propria auto a distanza di almeno quattordici anni (talvolta più di quaranta), nella stessa posa.
La struttura del libro è rigorosa: il ritratto sulla destra, quello scattato da Ferrari, si ispira sempre a quello di sinistra, una vecchia foto messa a disposizione dal soggetto.
Ogni dittico è accompagnato dal nome di chi compare nello scatto e dal modello del veicolo, ma a farcire il libro di umanità, tenerezza e nostalgia sono i testi: brevi storie che raccontano l’essenza della relazione tra soggetto e vettura, tra vividi ricordi di vicende spesso “epiche” e stravaganti.
Tra le persone fotografate c’è un solo collezionista e c’è un solo proprietario intenzionato a vendere l’auto; c’è chi ha fieramente annunciato di possedere il veicolo ritratto dal lontano giorno del conseguimento della patente e chi associa l’automobile a un’avventurosa luna di miele, o a un folle acquisto post-divorzio. C’è il Sig. Rescia, di Saronno, che per timore di rovinare la vernice, non usava detergenti per lavare la sua Primula comprata nel 1965 e aspettava che piovesse per poi passare una pelle di daino sulla carrozzeria.
“Ogni incontro”, scrive Ferrari nel libro, “mi ha dato la possibilità di scoprire queste storie, di conoscere i motivi per i quali – in una società dei consumi in cui l’auto è uno status symbol e la pressione per cambiarla di frequente è molto alta – alcune persone fanno una scelta diversa, di fedeltà, di conservazione e forse anche un po’ di ribellione”.
Automotive Monogamy è una piacevole lettura rivolta agli appassionati di fotografia, di automobili, di storia e società, che invita a riflettere su un curioso fenomeno umano e sul suo incerto destino.
Qualcosa in più su Matteo Ferrari
Matteo Ferrari ha iniziato a fotografare all’età di dieci anni e da allora la fotografia è stata parte della sua vita, prima come passione e poi come professione. Ha lavorato come fotografo di moda per quindici anni tra Milano e Parigi, prima di trasferirsi in Costa Rica, dove vive e lavora attualmente.
Nella sua carriera ha lavorato per riviste importanti come Rolling Stone, Vanity Fair, Amica, Marie Claire, Grazia, Bolero, i-D, Condé Nast Traveller, Playboy e molte altre.
Parallelamente ai lavori commissionati, non ha mai smesso di occuparsi dei propri progetti personali e ha preso parte a numerose mostre in tutto il mondo. Nel 2014, con un gruppo di amici, ha fondato Gigantic, una galleria indipendente a Milano. È anche uno dei due fondatori, con Luca Merli, di Onde Nostre, un progetto video sul surf che ha vinto numerosi premi in diversi festival internazionali del settore.
Titolo Automotive Monogamy
Fotografie di Matteo Ferrari e autori vari
Testi di Matteo Ferrari, Michele Lupi, Yorgo Tloupas
Formato 21x28cm
Pagine 96
Lingua italiano/inglese
Prezzo 35 euro
Editore Lazy Dog
Data di pubblicazione novembre 2025
Copertina rigida
ISBN 978-88-98030-92-7
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