Roma
Dal 22 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027
Raffaela Mariniello ha seguito l’intero corso del Volturno, esplorando i territori attraversati dal fiume. Il viaggio è iniziato dalla sorgente, in Molise – in un paesaggio incontaminato – per poi seguire il succedersi di mondi naturali e umani ricchi di contraddizioni, attraverso i centri della piana casertana. Passando da Santa Maria Capua Vetere, Capua, poi Casal di Principe, Aversa, Caivano, Giugliano, la fotografa è giunta a Castel Volturno (CE), luogo ormai dominato dall’abusivismo edilizio e dal degrado.
Tra contadini e operai, pescatori e musicisti di strada, prostitute e suore, cavalli e bufale, Mariniello ha osservato e fotografato le diverse vocazioni di un territorio in cui convivono fertilità, operosità e devastazione ambientale.
Il progetto, commissionato dall’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma, è attualmente esposto nella mostra Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi, curata da Francesca Fabiani e allestita nell’ex Chiesa delle Zitelle dell’ICCD, nel quartiere Trastevere a Roma.
Committenza fotografica dall’ICCD di Roma
La committenza a Raffaela Mariniello, che porta avanti la tradizione di documentazione del paesaggio dell’Istituto, nasce in continuità con il lungometraggio “ZioRiz”, realizzato dalla fotografa nel 2022 e presentato in diversi festival in Italia e all’estero.
“Oltre ad essere una delle aree agricole più fertili del Mediterraneo, grazie alla presenza dell’acqua e alla natura vulcanica dei terreni, questa terra è storicamente caratterizzata da una notevole produttività, soprattutto intorno alla Reggia di Caserta, con gli opifici borbonici e la seta di San Leucio”, ha spiegato Francesca Fabiani.
“Ma per queste aree – ha proseguito la curatrice – si parla anche di Terra dei Fuochi per indicare quell’ampia area tra Napoli e Caserta segnata dai roghi di rifiuti tossici e dalle conseguenti emergenze ambientali.”
In questa indagine del territorio campano particolarmente caro alla fotografa, il fiume diventa così il filo conduttore che unisce realtà diverse.
Il lavoro è presentato in mostra attraverso stampe fotografiche a colori di grande formato, in dialogo con il documentario ZioRiz e con alcuni still tratti da questo.
Accompagna la mostra il libro edito da Artem con testi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale, Angela Tecce, e con la grafica dello studio CH RO MO. Il volume è stato concepito non come un semplice catalogo di mostra, ma come un racconto di viaggio, in parole e immagini, lungo il fiume Volturno.
Qualcosa in più su Raffaela Mariniello
Raffaela Mariniello è nata nel 1961 a Napoli, dove vive e lavora.
Si è avvicinata alla fotografia all’inizio degli anni ’80, realizzando reportage per un’agenzia di fotogiornalismo, servizi commerciali e committenze rilevanti come quella assegnatale per documentare la costruzione del Centro Direzionale del Gruppo IRI a Napoli.
Si interessa principalmente di paesaggio urbano e antropizzato e delle dinamiche sociali che lo attraversano.
È del 1991 il progetto Bagnoli, una fabbrica, unica esaustiva testimonianza sull’acciaieria di Napoli prima della dismissione, in cui emerge la dimensione di irreale sospensione del contesto industriale.
Nel 2001 la fotografa ha realizzato la serie Napoli veduta immaginaria, dove gli elementi urbani convivono con le tracce resilienti della natura capaci di riaffiorare anche nel ventre della città. Ha esteso i confini della ricerca in Souvenirs d’Italie (2006-2011) immortalando alcuni fra i luoghi più iconici del Bel Paese inquinati dalla presenza di elementi artificiali e kitsch come giostre, venditori ambulanti e insegne al neon, per creare un cortocircuito visivo straniante e onirico sempre in bilico tra ironia e approccio critico che si conferma come uno dei tratti distintivi della sua poetica.
Negli stessi anni Mariniello ha ricevuto alcuni incarichi istituzionali che attestano la sua presenza sulla scena del contemporaneo.
Risale al 2022 la realizzazione del suo primo lungometraggio, ZioRiz, da cui trae origine la committenza fotografica dell’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma nel 2024.
Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi
- A cura di Francesca Fabiani
- ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, via di San Michele, 18 – Roma
- dal 22 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027
- lun-ven 10-18
- ingresso gratuito
- iccd.cultura.gov.it
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