Milano
Dal 3 marzo al 3 maggio 2026
Sessanta fotografie in bianco e nero scattate da Berengo Gardin, Enrico Zuppi, Gianni e Marianna Sambiase sono dedicate al delicato tema della malattia dell’Alzheimer e alla storia di Sacra Famiglia, realtà sociosanitaria tra le più importanti in Italia nel settore della disabilità, fondata nel 1896. Gli scatti fanno parte della mostra fotografica NON DIMENTICARTI. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer, in programma al Museo Diocesano di Milano dal 3 marzo al 3 maggio 2026.
NON DIMENTICARTI. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer: le sezioni della mostra
Le sezioni della mostra sono tre, i temi sono i due appena citati, il leitmotiv è uno: persone che si prendono cura di altre persone, che ne condividono il complesso percorso di vita impegnandosi a renderlo mano impervio.
La mostra prende avvio da un gruppo di fotografie realizzate da Marianna Sambiase, educatrice nel Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro di Fondazione Sacra Famiglia.
Piuttosto che soffermarsi sulle strutture di cura o sulle terapie, la fotografa si concentra sulle persone, sui volti sofferenti, sui gesti, sulle mani e sulle piccole incongruenze, raccontando persone fragili che manifestano un incessante bisogno di riconoscimento. Sambiase fa della sua fotografia uno strumento di relazione, una sorta di estensione della cura e dell’identità dei pazienti.
Il percorso espositivo prosegue con un approfondimento sulla storia di Sacra Famiglia, raccontata attraverso una serie di fotografie realizzate nel 1946 da Enrico Zuppi (1909-1992). Le immagini del fotogiornalista testimoniano gli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando Sacra Famiglia ospitava, oltre ai cosiddetti “incurabili della campagna” e le persone con gravi disabilità, anche le vittime della guerra e gli orfani. Con un linguaggio diretto, Zuppi coglie momenti privati e comunitari in grado di trasmettere emozioni universali.
La terza sezione presenta un nucleo di scatti del grande maestro della fotografia italiana, Gianni Berengo Gardin (1930-2025), che nel 2011 venne chiamato a raccontare la vita in Sacra Famiglia. I sapienti scatti in bianco e nero di Berengo Gardin affrontano la narrazione della quotidianità della Casa, le terapie, la scuola, le relazioni, i giochi. Il suo racconto per immagini, oltre a ripercorrere ciò che accade in Fondazione, rivela la grande partecipazione che coinvolge ogni figura che vive e lavora al suo interno.
Qualcosa in più su Enrico Zuppi
Enrico Zuppi nasce a Roma nel 1909. Negli anni universitari conosce Giovan Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, e inizia a prestare opera di apostolato missionario nella periferia romana di Porta Metronia. Si stabilisce quindi a Milano dove si laurea in Filosofia e Pedagogia e dove lavora come capo redattore del quotidiano L’Italia. Successivamente collabora con il quotidiano bolognese L’Avvenire d’Italia. Nel 1946 sposa Carla Fumagalli con cui avrà sei figli, il quinto dei quali è il cardinale Matteo Maria Zuppi.
Nel gennaio 1947 viene chiamato da monsignor Montini a occuparsi del settimanale vaticano L’Osservatore della Domenica e rimane direttore del periodico fino a luglio 1979, quando cessa il suo servizio per raggiunti i limiti di età. Alla sua morte, nel 1992, circa 20.000 sue fotografie sono state donate dai familiari all’Istituto Luigi Sturzo di Roma e costituiscono una preziosa fonte di documentazione su decenni di vita italiana. Nel 2010 gli è stata dedicata la mostra “Riflessi dell’Aniene” presso il Monastero di Santa Scolastica in Subiaco.
Qualcosa in più su Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930 e muore a Genova nel 2025. È considerato uno dei maggiori fotografi italiani. I suoi lavori, quasi esclusivamente in bianco e nero, spaziano dal reportage di stampo umanista alla descrizione ambientale, dall’indagine sociale (i reportage sugli istituti psichiatrici e sui Rom) alla fotografia industriale (Olivetti, Alfa Romeo, IBM, Italsider), dal paesaggio all’architettura (le decennali collaborazioni con il Touring Club Italiano e con l’architetto Renzo Piano).
Ha pubblicato sulle principali testate della stampa italiana e internazionale, ma si è dedicato soprattutto ai libri, pubblicando oltre 300 volumi fotografici. Ha tenuto più di 380 mostre personali in Italia e all’estero. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di importanti musei e fondazioni internazionali, tra cui il MoMa di New York, la Bibliothèque nationale de France e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il MAXXI di Roma. Tra i numerosi riconoscimenti, il Leica Oskar Barnack Award nel 1995 e il Lucie Award alla carriera nel 2008.
Qualcosa in più su Marianna Sambiase
Marianna Sambiase, nata a Milano nel 1972, si laurea in Scienze dell’Educazione con una tesi dal titolo “L’Alzheimer come tema filosofico”. Questa ricerca iniziale ha segnato profondamente il suo percorso, trasformando l’attività di cura in una continua riflessione sull’essere umano. In oltre vent’anni di esperienza accanto a persone affette da patologie degenerative, ha maturato un approccio sempre più consapevole, basato sull’osservazione, l’ascolto e il riconoscimento dell’altro, all’interno di una relazione di cura intensa e di reciproca dipendenza.
In una prospettiva multidisciplinare, ha esplorato negli anni le possibilità offerte dalla filosofia, dalla danza, dal cinema e dalla musica. Ha approfondito il linguaggio fotografico, grazie a workshop con Eolo Perfido e Daniele Barraco e grazie alla collaborazione con il laboratorio milanese Yes We Scan. Vive a Milano, lavora come educatrice presso il Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro di Fondazione Sacra Famiglia e studia Musicoterapia presso il CMT.
NON DIMENTICARTI. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer è realizzata in collaborazione con Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (MI), con il sostegno di Intesa Sanpaolo. L’esposizione è curata da Giovanna Calvenzi e accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.
NON DIMENTICARTI. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer
- A cura di Giovanna Calvenzi
- Museo Diocesano Carlo Maria Martini, piazza Sant’Eustorgio, 3 – Milano
- dal 3 marzo al 3 maggio 2026
- mar-dom 10-18. Lunedì chiuso
- intero 9 euro, ridotto 7 euro
- www.chiostrisanteustorgio.it
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