DxO Labs ha una strategia chiara: in mezzo a molti software fotografici che passano alla sola formula in abbonamento, la casa francese continua a puntare sulle licenze a vita e sulla possibilità per gli utenti di costruire un pacchetto di programmi in linea con le proprie esigenze. La compagnia, infatti, offre diversi moduli, permettendo di scegliere solo quelli di interesse. PureRaw è dedicato allo sviluppo dei file RAW, PhotoLab al fotoritocco, la Nik Collection a chi vuole operare in modo semplice e ripetibile sul colore delle proprie immagini.
Tra gli strumenti messi a disposizione da DxO troviamo anche ViewPoint che oggi si aggiorna alla versione 6. Parliamo di un software specializzato nel controllo di geometria, prospettiva e distorsione. Come già avvenuto nelle ultime versioni degli altri programmi, anche in questo caso la nuova edizione porta in dote strumenti che fanno leva sull’intelligenza artificiale per rendere più semplici alcune operazioni complesse.
Le maschere AI in ReShape Fusion
ReShape Fusion è lo strumento che consente di intervenire sui componenti della scena dall’interno dell’inquadratura. La novità è che ora può isolare un singolo elemento e correggerlo senza alterare il resto dell’immagine: un edificio che pende quando nel resto del frame tutto è dritto, un volto stirato ai margini di una foto di gruppo, un soggetto leggermente fuori posto nella composizione. Si traccia un rettangolo attorno al soggetto, il programma individua l’elemento e costruisce una maschera che ne segue il contorno, generando di conseguenza una nuvola di punti di controllo. Rispetto a quanto accadeva in passato, i punti di controllo si dispongono dove serve invece che su una griglia uniforme, con densità bassa nelle zone da non toccare e alta in quelle dove si lavora.
Una volta selezionato il soggetto, il fotografo può procedere con l’applicazione delle correzioni volute, con un buon livello di controllo sulla selezione. Non manca, ad esempio, la possibilità di unire diverse selezioni per modifiche coerenti. È possibile controllare anche quanto la modifica si propaga al resto dell’immagine, aspetto tutt’altro che secondario, perché rimodellare un elemento tira sempre ciò che gli sta intorno.
Nei piani di DxO, l’intelligenza artificiale serve quindi solo a rendere precisa la selezione, mentre la correzione resta nelle mani del fotografo. Non viene generato né inventato alcun pixel e i bordi non vengono riempiti: si riorganizza ciò che è stato scattato. Gli utilizzi più tipici che vengono suggeriti da DxO comprendono un volto vicino al bordo di un ritratto di gruppo che può essere riportato alle proporzioni naturali e la possibilità di riposizionare o ridimensionare un elemento sproporzionato rispetto al resto della scena.
Sono tre i difetti geometrici che più spesso ricorrono in fotografia e che diventano evidenti soprattutto con i grandangoli: la distorsione a barilotto, che incurva le linee rette, le verticali convergenti prodotte dall’inclinazione della fotocamera e la deformazione di volume, che allarga i soggetti ai bordi del fotogramma e porta chi sta agli estremi di una foto di gruppo a sembrare più largo di chi sta al centro. ViewPoint 6 li affronta tutti in un’unica interfaccia. La distorsione viene corretta in automatico con i DxO Modules, sviluppati con misure di laboratorio su migliaia di combinazioni di fotocamere e obiettivi, preservando il campo inquadrato massimo. La deformazione di volume si corregge in orizzontale, in verticale o in entrambe le direzioni. Per le correzioni sull’intero fotogramma restano gli strumenti di prospettiva automatici e manuali, con il già citato ReShape Fusion come approccio complementare per gli interventi localizzati, mentre correzione dell’orizzonte ed effetto miniatura completano la dotazione.
Storicamente ViewPoint viene spesso associato all’architettura, ma un buon controllo della geometria è molto utile anche negli interni e in settori come l’immobiliare, gli eventi, i viaggi, la street photography, il ritratto e il paesaggio.
Una delle novità introdotte con la nuova versione del programma è la possibilità di aprire direttamente file RAW, TIFF e JPEG nell’applicazione, senza conversioni preliminari o passare da un’applicazione ospite. I RAW vengono renderizzati all’apertura e ViewPoint legge i metadati per scaricare e applicare il profilo di corpo e ottica corrispondente, correggendo così la distorsione in automatico.
Due controlli nuovi preparano l’immagine prima del lavoro sulla geometria. La compensazione dell’esposizione copre un intervallo di ±4,00EV ed è disponibile per tutti i formati. Il bilanciamento del bianco offre ai RAW preset, cursori di temperatura e tinta e contagocce per campionare un grigio neutro, mentre JPEG e TIFF ricevono un cursore unico e lo stesso contagocce.
Il flusso è non distruttivo dall’inizio alla fine: le correzioni vengono scritte in un file sidecar affiancato all’immagine, quindi l’originale non viene mai alterato e le modifiche si ritrovano riaprendo il file in qualsiasi momento. ViewPoint scrive file sidecar propri, tenuti volutamente separati da quelli di PhotoLab perché le due applicazioni non interferiscano. Le immagini finite si salvano in TIFF a 8 o 16 bit oppure in JPEG. Oltre che come applicazione autonoma, ViewPoint 6 funziona come plugin per Adobe Lightroom Classic, Adobe Photoshop e Capture One, mentre chi possiede DxO PhotoLab 10 trova gli stessi strumenti integrati nella palette Geometria.
Prezzi e disponibilità
DxO ViewPoint 6 è disponibile per macOS e Windows dal sito DxO a 119,99 euro per la nuova licenza e a 74,99 euro per l’aggiornamento da ViewPoint 5. Sul sito è scaricabile una prova gratuita di 30 giorni, che resta il modo migliore per giudicare le effettive potenzialità del programma prima dell’acquisto.
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