Gibellina (TP)
Dal 5 al 24 settembre 2026
Nel 2026 Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, ospita dal 5 al 24 settembre la mostra fotografica Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria Condivisa, un progetto che mette in relazione le due sponde del Mediterraneo attraverso il linguaggio della fotografia.
Allestita negli spazi del Museo Santa Caterina al Cretto di Burri, a Gibellina Vecchia, la mostra nasce dalla collaborazione tra l’associazione trapanese I Colori della Vita e l’associazione tunisina Didon & Enée, con il contributo dell’Associazione Percorsi e Morsi, del Comune di Gibellina, del Consolato di Tunisia a Palermo e dell’Istituto Italiano di Cultura a Tunisi.
Al centro del progetto sono i territori rurali della Sicilia e della Tunisia e, soprattutto, le persone che li abitano e li trasformano. Le fotografie raccontano il lavoro, l’agricoltura, il paesaggio e il rapporto tra uomo e natura, mettendo a confronto passato e presente e restituendo visibilità a luoghi, attività e comunità spesso lontani dai grandi circuiti della rappresentazione.
Il dialogo fotografico tra Sicilia e Tunisia diventa così anche un dialogo tra memorie: due terre separate dal mare ma accomunate da una lunga storia mediterranea, nella quale paesaggio, coltivazioni, gesti del lavoro e modi di vivere conservano tracce di vicende e radici condivise.
La mostra vuole contribuire a ravvivare questa memoria comune, documentando nello stesso tempo le trasformazioni del territorio e interrogandosi sul suo futuro. La fotografia diventa quindi non soltanto testimonianza, ma strumento di conoscenza e di riflessione: sul rapporto fra uomo e ambiente, sulla necessità di preservare il patrimonio naturale e culturale e sul valore delle radici come punto di partenza per un confronto fra le due sponde del Mediterraneo.
Un progetto tra Trapani e Tunisi
Il progetto nasce nel 2025 dal gemellaggio tra le associazioni fotografiche I Colori della Vita di Trapani e Didon & Enée di Tunisi, due città legate da una lunga storia di scambi attraverso il Mediterraneo. La prima tappa della collaborazione è stata la mostra Mare di Sicilia e Tunisia: da una costa all’altra, dedicata alle comunità e ai paesaggi costieri.
Con Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria Condivisa lo sguardo si sposta verso l’entroterra. Il percorso si apre con una sezione storica, curata dal Museo della Fotografia Fundarò di Trapani e dal collezionista tunisino Saber Bahri: lastre e cartoline dei primi del Novecento documentano paesaggi, attività agricole, usi e costumi delle due terre. A queste immagini rispondono le fotografie contemporanee di sedici autori italiani e tunisini, costruendo un confronto visivo fra ciò che è stato e ciò che quei territori sono diventati.
Il dialogo fra le due culture coinvolge anche la gastronomia. In occasione dell’inaugurazione, gli chef Peppe Giuffrè e Taieb Bouhadra presenteranno una reinterpretazione delle rispettive tradizioni culinarie, ulteriore testimonianza delle affinità e delle differenze tra le due sponde.
La mostra è concepita come itinerante: dopo Gibellina, dove sarà esposta dal 5 al 24 settembre 2026, raggiungerà Tunisi nel novembre 2026; altre tappe in Italia e Tunisia sono previste nel 2027.
Un po’ di Storia
La vicinanza geografica fece della Sicilia occidentale e della costa tunisina due sponde strettamente connesse fin dall’antichità. Fenici e Cartaginesi si insediarono nella Sicilia occidentale, che divenne poi terreno dello scontro tra Cartagine e Roma nelle guerre puniche.
Con la vittoria romana, prima la Sicilia e poi l’Africa cartaginese entrarono a far parte dello stesso sistema politico ed economico.
Il Mediterraneo, più che un confine, fu così per secoli una via di comunicazione e di scambio tra Sicilia e Tunisia.
Pensieri di Lello Piazza a proposito della mostra
La ricerca di un’anima comune tra Tunisia e Sicilia è da guardare con ammirazione e speranza. E avviene attraverso la fotografia, il linguaggio espressivo più “facile” da praticare. «E che ci vuole a fare una foto? Un centoventicinquesimo di secondo», era solito dire provocatoriamente Fulvio Roiter (al concetto dedicò anche un libro, Centesimi di secondo, Biblos, 1984).
I sedici fotografi in mostra hanno riportato alla luce storie poco conosciute: gli scambi tra Trapani e Tunisi, le acque geotermiche, le donne amazigh di Sejnane, il casello abbandonato di Assoro, le miniere di fosfato di Kalaat Khasba. Un eccellente lavoro di ricerca.
Poi ci sono le fotografie. A mio giudizio prevale un orientamento oggi diffuso: conta meno come appare una fotografia di quanto significhi fotografare proprio quella cosa. Il valore culturale del soggetto prevale sulla forza del linguaggio fotografico, sul suo impatto visivo; e il testo curatoriale diventa quasi parte dell’opera.
Conclusione? Una riflessione condivisa con l’indimenticabile e fraterno amico Maurizio Rebuzzini, un concetto ribadito in molti editoriali della sua rivista FOTOgraphia. «Trasversale a molto, per quanto non a tutto (forse), la Fotografia si offre e propone come fantastico s-punto di partenza, per osservazioni, riflessioni e valutazioni che si estendono ben oltre i propri confini istituzionali e di attinenza specifica».
Dunque, la fotografia è una strada straordinaria per studiare e capire, cercare e amare. Anche, semplicemente, la fratellanza tra Sicilia e Tunisia. Ma vedo appunto questo lavoro come uno s-punto di partenza.
Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria Condivisa
- Museo Santa Caterina al Cretto di Burri, Strada Provinciale Gibellina – Gibellina (TP)
- dal 5 al 24 settembre 2026
- lun-sab 10.30-12.30
- intero 3 euro
- gibellina2026.it
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