Milano
Dal 30 gennaio al 10 aprile 2026
Da sempre la fotografia di Paolo Mussat Sartor (Torino, 1947) è legata a doppio filo al mondo dell’arte. Non è mai stato attratto da contesti mondani o salottieri, ma esclusivamente dalle opere e dal linguaggio degli artisti. Non ha mai trasformato né giudicato ciò su cui puntava l’obiettivo.
I suoi scatti – sempre in bianco e nero – hanno raccontato l’Arte Povera e la scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni ’70 e rappresentano una testimonianza autentica e vibrante del forte fermento dell’epoca.
A Mussat Sartor è dedicata la mostra OBIETTIVO, ARTE POVERA. Un viaggio nell’arte dal 1968, presentata dalla Galleria Gracis di Milano fino al 10 aprile 2026.
L’esposizione è composta da tre nuclei, tutti connessi al mondo dell’arte: la serie di fotografie scattate dall’abitacolo della sua auto con una Minox tascabile tra gli anni ’70 e ’90, quando viaggiava per l’Europa per documentare mostre e artisti; trenta ritratti dei principali protagonisti dell’Arte Povera, tra i quali Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio; le opere degli stessi artisti.
Paolo Mussat Sartor definisce la sua fotografia una fotografia ‘ragionata’, in qualsiasi contesto. “Dai ritratti ai paesaggi – dice – cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ciò che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre”.
Qualcosa in più su Paolo Mussat Sartor
Paolo Mussat Sartor è nato nel 1947 a Torino, dove ancora oggi vive e lavora. Alla fine degli anni Sessanta ha compiuto i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone, nella sua città natale, nel periodo della sua massima attività tra il 1968 e il 1975, grazie all’amico Tucci Russo che lo ha introdotto nell’ambiente. È lì che ha iniziato a conoscere e fotografare gli artisti italiani e stranieri attivi in quegli anni.
Mussat Sartor ha esposto e pubblicato ritratti di artisti e documentazioni di opere in cataloghi d’arte e riviste specializzate di tutto il mondo. Collabora tutt’oggi con riviste d’arte ed architettura come Domus, Abitare, Vogue, Casa Vogue e Ottagono. Nel 1979, la casa editrice Stampatori ha pubblicato il volume Paolo Mussat Sartor Fotografo 1968/1978. Arte e Artisti in Italia, un libro che documenta dieci anni di collaborazione con alcuni artisti italiani contemporanei.
Parallelamente, dal 1970, si dedica a un proprio lavoro di ricerca che si sviluppa attraverso il linguaggio fotografico.
Dal 1985 interviene su stampe fotografiche, da lui appositamente realizzate, con pigmenti colorati e tecniche miste, ricavandone esemplari unici.
Considerato tra i più significativi fotografi d’arte del secondo Novecento, Paolo Mussat Sartor ha contribuito a definire lo sguardo con cui la storia dell’arte contemporanea è stata tramandata. Le sue fotografie continuano a essere esposte in mostre e istituzioni internazionali, come memoria viva e parte integrante di quella stagione straordinaria iniziata negli anni Settanta.
OBIETTIVO, ARTE POVERA. Un viaggio nell’arte dal 1968
- Galleria Gracis, piazza Castello, 16 – Milano
- dal 30 gennaio al 10 aprile 2026
- lun-ven 10-13/14-18
- ingresso gratuito
- galleriagracis.com/it
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