Probabilmente i lettori più affezionati ricorderanno il nostro test dell’Antigravity A1, il drone che ci aveva colpito soprattutto per la sua capacità di trasformare il flusso di lavoro in post-produzione. L’esemplare che avevamo ricevuto in anteprima, però, era equipaggiato con un firmware di pre-produzione: uno quadricottero promettente, ma con ancora qualche spigolo da smussare prima del debutto ufficiale sul mercato avvenuto nei primi giorni di dicembre.
Oggi torniamo a parlarne perché il panorama è leggermente cambiato. L’Antigravity A1 è ovviamente diventato disponibile per tutti ma, cosa più importante, ha ricevuto una serie di aggiornamenti firmware che ne hanno ridefinito il comportamento in volo. Non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di riportarlo in aria per verificare se le nuove implementazioni abbiano confermato i punti di forza che avevamo individuato e risolto, in parte o tutte, le criticità rilevate.

Questo aggiornamento, tra l’altro, arriva con tempismo perfetto, dato che da oggi e fino al 9 febbraio il produttore applicherà una riduzione di prezzo su tutte le versioni. Nello specifico, lo Standard Bundle scenderà a 1.189 euro con un risparmio di 210 euro, mentre l’Explorer Bundle sarà proposto a 1.359 euro, riducendo il costo di 240 euro. Per chi punta alla dotazione completa, l’Infinity Bundle scenderà a 1.439 euro, ossia 260 euro in meno rispetto al listino abituale.
Antigravity A1: come cambia con il firmware 3.1.0
L’aggiornamento firmware Ver. 3.1.0 pubblicato per l’Antigravity A1 introduce una serie di funzioni che intervengono sia sulla sicurezza che sulle possibilità creative, rendendo il drone decisamente più completo e affidabile rispetto alla versione che avevamo provato inizialmente.
Una delle novità più attese riguarda il sistema di controllo: il nuovo firmware predispone il drone per essere pilotato anche con un radiocomando classico dotato di stick fisici, offrendo una valida alternativa al joystick basato sui sensori di movimento. È importante però precisare che il nuovo controller non è ancora disponibile sul mercato. Al momento, quindi, questa funzione rappresenta una predisposizione tecnica in attesa dell’hardware dedicato.
Sul fronte della sicurezza si è intervenuti sull’ottimizzazione del sistema per evitare gli ostacoli nelle modalità di volo C e N e durante la fase di ritorno automatico del drone, mentre su quello operativo, sono stati resi ripetibili i percorsi personalizzati (funzione utile per chi ha necessità di replicare esattamente la stessa traiettoria di volo in tempi diversi).
Un breve estratto che mostra la configurazione di una missione automatizzata: dopo aver attivato la funzione dal menu, è possibile utilizzare i tasti personalizzabili C1 e C2 del radiocomando per aggiungere o eliminare i waypoint in tempo reale (visibili nella mappa circolare nella parte bassa e centrale del visore). Questa procedura permette di mappare coordinate precise affinché il drone possa ripercorrere lo stesso identico tracciato in sessioni di volo successive.
In questo secondo filmato vediamo il drone in azione mentre ripercorre in autonomia il tracciato memorizzato in precedenza. È importante notare che, per attivare questa modalità di volo automatizzata, l’Antigravity A1 deve essere già decollato . Nel video viene mostrato anche il comportamento del sistema in condizioni ambientali avverse: in presenza di raffiche di vento eccessive, il drone annulla la missione per ragioni di sicurezza, inviando un avviso al pilota affinché riprenda il controllo manuale e proceda con cautela verso il punto di rientro.
Per quanto riguarda l’interfaccia e la gestione dei dati, il Virtual Cockpit è stato arricchito con nuove opzioni per la visualizzazione immersiva. Oltre alla modalità standard, il software permette ora di personalizzare l’esperienza di volo scegliendo diverse ambientazioni grafiche: si va dalla cabina di pilotaggio di un aereo fino a scenari più insoliti, come il volo a cavalcioni di una serie di draghi, sulla scopa della befana o sulla slitta di Babbo Natale.
In questo video mostriamo il punto di vista del pilota registrato direttamente dai Vision Goggles durante l’utilizzo di una delle interfacce grafiche in modalità Virtual Cockpit. Sebbene sisi tratti di una funzione puramente ludica, se combinata alla modalità di volo automatizzata può diventare un modo per coinvolgere e far divertire un eventuale accompagnatore non esperto, offrendo una prospettiva diversa dal classico monitor del radiocomando.
Parallelamente a queste aggiunte “ludiche”, l’aggiornamento interviene su aspetti più funzionali come il trasferimento dei file. Grazie all’ottimizzazione dell’esportazione tramite Wi-Fi, il passaggio dei contenuti dal drone ai dispositivi esterni è diventato più rapido, riducendo i tempi di attesa tra la conclusione delle operazioni sul campo e l’inizio della fase di montaggio.
Oltre alle novità già descritte, il percorso di aggiornamento dell’Antigravity A1 prevede un ulteriore passaggio. Dal 29 gennaio sarà infatti possibile attivare una funzione di simulatore di volo, accessibile direttamente tramite i Vision Goggles. Questa implementazione crea un ambiente virtuale che riproduce la fisica e la risposta dei comandi del drone, permettendo di fare pratica senza i rischi legati a un volo reale.
Distanza di volo: problema risolto
Un aspetto che abbiamo voluto verificare con priorità riguarda la distanza operativa, che rappresentava il limite più evidente riscontrato durante il nostro test pre-lancio. In quell’occasione avevamo notato una discrepanza netta tra i 6 km dichiarati dal costruttore e l’effettiva tenuta del segnale sul campo: già dopo poche centinaia di metri, infatti, la trasmissione video al visore diventava instabile, obbligandoci spesso al rientro precoce.
Per questo motivo abbiamo ripetuto i medesimi voli, negli stessi luoghi, ottenendo stavolta risultati decisamente diversi. Per essere più chiari, pubblichiamo due frame estratti dalle registrazioni: il primo risale a novembre, prima dell’uscita ufficiale del drone, mentre il secondo è stato acquisito recentemente con l’ultimo firmware installato. Il confronto tra le distanze è indicativo: se a novembre il segnale video si interrompeva (con tanto di “alert” a meno di 200 metri), ora rifacendo lo stesso percorso siamo riusciti a spingerci anche a un chilometro senza riscontrare incertezze nella trasmissione. Saremmo potuti andare oltre, ma a nostro avviso ha poco senso, oltre a essere rischioso, spingersi a distanze tanto elevate. La stabilità ritrovata entro il chilometro è però il segnale che cercavamo sulla maturità del sistema di trasmissione.
La stessa clip video realizzata con l’A1 è stata elaborata in formato panoramico orizzontale, verticale per i social e, infine, in modalità 360°. Oltre al reframing in post-produzione, è infatti possibile esportare il file video integrale anche a 360°; in questo modo, utilizzando un lettore compatibile, lo spettatore può interagire direttamente con il mouse per orientare lo sguardo in ogni direzione.
Antigravity A1: le conclusioni
In definitiva, questo corposo aggiornamento firmware non è solo un miglioramento tecnico, ma una chiara dimostrazione della serietà del progetto Antigravity. È la prova che, quando un prodotto è adeguatamente supportato dal produttore, l’utente può ritrovarsi tra le mani uno strumento che evolve nel tempo, diventando ancora più valido e completo rispetto al momento dell’acquisto. Il drone, soprattutto con la risoluzione dei problemi di portata del segnale, sembra aver finalmente trovato la sua maturità. Per approfondire le possibilità dell’A1 – la cui unicità risiede nella capacità di generare molteplici prospettive video partendo da un’unica ripresa – vi invitiamo nuovamente a leggere il nostro test completo. E se dopo la lettura vi siete convinti che è l’oggetto che manca nel vostro corredo, approfittate del momento perché fino al 9 febbraio sono attive le offerte che scontano il drone fino al 15%. Inoltre, chi acquista uno dei pacchetti in sconto passando dai link presenti in questo articolo, riceverà in omaggio la pedana di atterraggio del valore di 29 euro.
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