Trieste
Dal 5 dicembre 2025 al 6 aprile 2026
Nel 2025 ricorreva il centocinquantesimo anniversario della costruzione del palazzo municipale di Trieste, che domina Piazza Unità d’Italia e ne costituisce il fulcro istituzionale e simbolico.
La mostra La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie offre ai visitatori l’occasione di esplorare le trasformazioni che nel tempo hanno interessato lo spazio urbano che accoglie l’edificio, partendo dalle prime testimonianze fotografiche conservate nella stessa Fototeca.
La pioggia segna, in modo intimo e personale, uno degli scatti più straordinari di Ugo Borsatti, quello che, in punto di morte, egli stesso ha indicato come la sua fotografia prediletta.
Realizzata il 26 dicembre 1964, in un giorno di festa, questa immagine racchiude tutta la sensibilità dello sguardo del fotografo: scattata dall’interno della sua auto, attraverso il vetro appannato e rigato dalla pioggia, documenta un momento sospeso e silenzioso, quasi irreale. È significativo ricordare che, all’epoca, la piazza era ancora percorribile in auto, un dettaglio che oggi aggiunge un senso di distanza temporale.
Lo spazio è deserto e silenzioso, liquido, come la pioggia fitta che lo bagna. Al centro della scena, perfettamente allineato tra i due piloni, un uomo solo, vestito di scuro, si ferma con l’ombrello aperto. Solo alcuni piccioni osano sfidare il maltempo.
Il vetro dell’auto funziona come un filtro naturale: l’effetto è pittorico, onirico, quasi metafisico. Non è più solo uno scatto documentario, ma una vera e propria fotografia d’autore, in cui la realtà si piega alla percezione, al sentimento, alla memoria.
In questo frammento rarefatto, la città si fa tempo interiore, riflesso di uno sguardo che ha attraversato il secolo con discrezione e profondità. La cronaca si fa poesia. E la pioggia, ancora una volta, non bagna soltanto la pietra, ma lascia una traccia nell’immaginario condiviso.
La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie: i fotografi in mostra
Fanno parte dell’esposizione scatti di oltre 40 fotografi, tra cui Carlo e Giuseppe Wulz, Ferdinando Ramann, Carlo Wernigg, Pietro Opiglia, Adriano de Rota, Ugo Borsatti, esponenti dell’agenzia Giornalfoto, Tullio Stravisi, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Marino Sterle.
Si tratta di una preziosa raccolta di immagini che documentano momenti, volti, gesti e atmosfere.
Le vedute più antiche restituiscono una piazza brulicante affiancata dal giardino ottocentesco: vi compaiono esercizi commerciali, barbieri, ambulanti e bancarelle, tram affollati, alberghi, caffè. Sullo sfondo, invece, i velieri evocano il ruolo storico della città come porto imperiale.
Altre immagini raccontano momenti iconici come l’attesa delle navi del 1918, che rappresentò il passaggio dall’impero asburgico al Regno d’Italia; i tragici giorni della Rivolta di Trieste del 1953 e l’entusiasmo per il ritorno di Trieste all’Italia nel 1954.
Non mancano scatti di indimenticabili lampi di quotidianità, come la piazza sferzata dalla bora; le riprese di Senilità, con una giovane Claudia Cardinale; gli eventi sportivi e le storie movimentate della fontana dei quattro continenti.
Cuore visivo e simbolico dell’identità triestina, la piazza è un habitat fortemente vissuto, crocevia di tensioni sociali, spinte e istanze identitarie, proscenio dove la città si interroga e si racconta generazione dopo generazione, attraverso l’inesauribile linguaggio fotografico.
Sono in mostra anche oggetti di vita quotidiana, come il gioco della campana, il prezioso mandolino in vendita presso il negozio di Carlo Schmidl, i rasoi dei barbieri, le tazzine da caffè e la tazza dotata di copribaffi di fine Ottocento.
Il 4 novembre 1954 la città si riunisce nel salotto buono cittadino per assistere alla manifestazione che vede la presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, del Presidente del Consiglio Mario Scelba, del Sindaco Gianni Bartoli.
L’agenzia Giornalfoto immortala il momento, fissando in un’unica inquadratura la bandiera tricolore che si dispiega nel vento e l’oceanica moltitudine che ne accompagna il gesto simbolico. L’immagine, subito diffusa e molto apprezzata, testimonia la capacità del fotografo di cogliere l’istante esatto in cui il tricolore diventa emblema visivo della rinascita nazionale e del sentimento civico triestino.
Il successo dello scatto è confermato anche dalla sua fortuna iconografica: Giornalfoto lo riproduce in cartoline e materiali promozionali realizzati per l’Ente Turismo. Nel dicembre del 1954 la fotografia viene scelta dal sindaco Gianni Bartoli per un biglietto augurale patriottico, segno della continuità tra immagine pubblica, identità cittadina e memoria condivisa.
A impreziosire ulteriormente il percorso espositivo contribuiscono materiali inediti, macchine fotografiche storiche e guide turistiche che puntano a rendere la visita un’esperienza coinvolgente e sorprendente.
La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie, esposta presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich, è stata ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica, Musei, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste e curata da Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte.
La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie
- A cura di Claudia Colecchia
- Palazzo Gopcevich, via G. Rossini, 4 – Trieste
- dal 5 dicembre 2025 al 6 aprile 2026
- mer-dom 10-17
- ingresso gratuito
- fototeca.trieste.it
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