Simona Filippini arriva a Palermo
A distanza di quasi un anno da quell’attentato a via D’Amelio, il 19 luglio del 1992, che uccise Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta e che fece tremare Palermo e l’Italia intera, Simona Filippini, assistente di Paolo Roversi a Parigi, sente di dover tornare in Italia e, investita dall’urgenza di documentare quello che sta succedendo in Sicilia, parte alla volta di Palermo.
Il fermento della città
La città siciliana in quel periodo è in subbuglio, si avvicendano cortei e manifestazioni contro la mafia, prese di posizione politiche volte a demarcare il coraggio di non indietreggiare. Dopo essere stati colpiti al cuore si cerca comunque di resistere e di far sentire il proprio sdegno, con una voce forte e chiara, a braccetto con quelle selezionate istituzioni che si erano mischiate con la popolazione palermitana per le strade della città, nei luoghi simbolo della lotta alla mafia, come la grande magnolia all’ingresso dell’abitazione di Giovanni Falcone.



Letizia Battaglia in politica
Immersa tra le lacrime e la voce di una Palermo che la mafia non è riuscita a zittire Simona carpisce il suo animo battagliero, la sua indignazione, il suo coraggio, documentando le manifestazioni, raccontandone i luoghi e le persone. La fotografa trasferisce nelle sue immagini quel sentimento di animosità e lotta che i corpi dei palermitani trasudano, anche quello di una palermitana di eccellenza come Letizia Battaglia, che, deposta la macchina fotografica, ha scelto di continuare a far parlare il suo animo accorato tramite il canale politico, come deputata all’Assemblea regionale siciliana.
Felicia Bartolotta Impastato
Simona rimane a Palermo e in Sicilia per diversi mesi e poi ci torna negli anni a seguire cercando di raccogliere nel migliore dei modi lo spirito fiero e combattivo della città, la sua sfida alla mafia, la sua memoria sempre così fervente e mai impolverata. E chi meglio di Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, poteva raccontare una storia emblema del coraggio e della fierezza siciliana contro la mafia?
Ulteriori informazioni sul lavoro di Simona Filippini sono disponibili sul suo sito www.simonafilippini.it.

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