27,5×32,5cm, quasi 3Kg: non esattamente un volume tascabile. D’altronde si intitola ETNA, e omaggia proprio ’A Muntagna, perciò il formato non poteva che essere imponente.
Il libro – edito da Cavallotto Edizioni – è di Massimo Siragusa, fotografo catanese di fama internazionale, imponente pure lui, con quattro World Press Photo Awards e tre Sony World Photography Awards nella lunga lista dei suoi traguardi fotografici.
Sulle prime pagine di ETNA, il vulcano si diverte con le nuvole, insieme giocano a chi tocca per primo il cielo, ridimensionando il nostro ego di concerto con le parole del testo letterario di Giovanna Giordano.
Siamo piccoli, scrive Giordano che siamo “microbi” vicino a “Nostra Signora Montagna”, una creatura vivace e misteriosa che da quasi 3.000 anni l’uomo ammanta di mitologia e fantasiosi racconti pieni di meraviglia e paura.
Nel suo testo introduttivo la scrittrice si lancia in una dichiarazione d’amore all’Etna, che condisce con un’infilata di miti, leggende e memorie e una serie di curiose informazioni sull’anatomia del vulcano, sede di un’incantevole interazione tra i quattro elementi naturali.
Mentre scorre tra le pagine la versione bilingue (italiano prima, inglese poi) delle parole di Giordano, le foto di Massimo Siragusa – quasi sempre a tutta pagina, spesso doppia – mostrano il fascino del cappello di vapore rosa, del cappotto invernale di neve strappato da accese colate di lava.
Le immagini sono genuine, svincolate dall’ossessione del fotoritocco, ancorate alla lenta ricerca di una connessione profonda con l’ambiente.
Il fotografo cammina su tappeti di cenere, respira i vapori di zolfo, ascolta il vento, osserva l’incredibile mutevolezza del paesaggio e la cattura in ogni suo dettaglio.
Intanto, a pagina 53 – sullo sfondo di una serie di riproduzioni di stampe antiche – si entra nella sezione dedicata allo studio scientifico dell’Etna, partendo dalle tappe che, nel XIX secolo, hanno messo in moto il percorso di conoscenza e approfondimento della vulcanologia etnea.
Nel cuore del libro, dunque, c’è un’ottima sintesi dell’evoluzione dell’apparato di studi del massiccio vulcanico, che ci conduce fino ai più attuali sistemi di monitoraggio multiparametrico.
Seguono una riflessione su come habitat, vegetazione e fauna siano sistematicamente disturbati dall’incessante attività dell’Etna e dalle alterazioni ambientali attribuibili all’essere umano, e una lista delle specie vegetali e animali più o meno endemiche della Sicilia presenti nell’areale del vulcano. Una precisazione è dovuta: eccezion fatta per un gregge di pecore al pascolo, nessun animale compare nelle 120 foto del libro, che – in linea con l’approccio paesaggistico e contemplativo del suo autore – si concentra piuttosto sulla vegetazione, spaziando dai faggi, alle ginestre, ai pistacchi di Bronte, alle simboliche seppur sofferenti betulle dell’Etna.
E se il vulcano ha un’entità complessa e articolata, lo stesso vale per il libro che vuole raccontarlo in modo esaustivo. Così, nell’eccezionale apparato testuale con contributi specialistici di geologi, biologi, vulcanologi e persino enologi dell’Università e dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), si innestano anche le pagine di Lessico Etneo di Giuseppe Riggio, brevi pillole che ci regalano un ulteriore tuffo nella storia, parlandoci dell’eruzione del 1669, delle neviere, delle turrette e della Circumetnea.
Senza dubbio il prezzo del libro si fa sentire –125 euro non sono pochi – ma è altrettanto vero che siamo davanti a un volume di qualità, che unisce con cura la riflessione scientifica e la memoria storica alla potenza comunicativa della fotografia d’autore.
Con un anno di lavoro sul campo, finalizzato alla documentazione di bellezza e crudezza della Muntagna, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità, Massimo Siragusa ha prodotto immagini capaci di rieducare lo sguardo contemporaneo, ricordandoci che l’attenta osservazione della natura è sufficiente a scatenare il cosiddetto effetto Wow oggi disperatamente ricercato nei più evoluti software di postproduzione.
“Sull’Etna – dichiara il fotografo – ho imparato ad amare la fisicità mutevole dei suoi paesaggi, per cui non si ha mai il ripetersi del già visto, ma tutto appare come una sequenza di prime volte”.
In principio e in chiusura del libro le visioni di Giordano e Siragusa si sovrappongono sulla convinzione che la salita in cima all’Etna sia un’esperienza potente, travolgente e fortificante.
“Si arriva deboli piagnucolosi – scrive Giordano – si sale, si cammina, e alla fine siamo giovani draghi”.
I contributi specialistici di ETNA sono di Stefano Branca, Salvo Caffo, Roberto De Pietro, Carmelo Ferlito, Salvo Foti, Gianpietro Giusso del Galdo, Renzo Ientile, Giuseppe Riggio e Giorgio Sabella.
Tutti i testi sono disponibili sia in italiano, sia in inglese. L’editing del libro è firmato dallo stesso Massimo Siragusa insieme al direttore creativo Giuseppe Rosalia.
Titolo ETNA
Fotografie di Massimo Siragusa
Testi di Giovanna Giordano e AA. VV.
Formato 27,5×32,5cm
Cofanetto rigido
Pagine 276
Illustrazioni 90 a colori
Prezzo 125 euro
Lingua italiano e inglese
Editore Cavallotto Edizioni
Data di pubblicazione gennaio 2025
ISBN 978-88-86803-80-9

Bio e contatti
Massimo Siragusa è docente allo IED di Roma e all’Accademia Abadir di Catania. Alla professione di fotografo ha affiancato, da vari anni, l’attività di curatore. Ha collaborato con numerose istituzioni pubbliche e fondazioni private e le sue fotografie si trovano nelle collezioni permanenti dei Musei Vaticani, della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, del Mart di Rovereto e del Museo di Roma in Trastevere. Con i suoi lavori di corporate ha raccontato l’identità di molte delle più prestigiose aziende internazionali. Ha vinto quattro Word Press Photo Awards, tre Sony World Photography Awards e ha pubblicato sedici libri tra cui Teatro d’Italia, Il Cretto Grande e Roma. Vive tra Roma e Catania.
Instagram: @maxsiragusa
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