Torino
Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026
Era l’inizio degli anni Venti del Novecento quando Edward Weston (1886-1958) prendeva le distanze dalle sfocature e dagli effetti di manipolazione delle immagini tipiche del pittorialismo per orientarsi verso la Straight Photography, la fotografia diretta.
Nel 1932, a San Francisco, entrava a far parte del Gruppo f/64 – fondato ad Ansel Adams – insieme a Sonya Noskowiak, Imogen Cunningham, Willard Van Dyke, Henry Swift, John Paul Edwards e Consuelo Kanaga. Come suggerito dal nome, che fa riferimento alla più piccola apertura del diaframma su grande formato, il gruppo prediligeva la fotografia pura, precisa, obiettiva.
Edward Weston. La materia delle forme: la mostra a Torino
Tutta l’evoluzione della ricerca fotografica di Weston è ripercorsa dalla mostra Edward Weston. La materia delle forme, allestita negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
L’esposizione comprende 171 immagini, che vanno dai primi lavori caratterizzati da vedute impressionistiche, temi pastorali, ritratti espressivi e da un uso morbido della messa a fuoco e delle ombre all’epoca in cui Weston – dopo i soggiorni in Messico tra il 1923 e il 1926 – si convinse che l’essenza della fotografia risiede nel momento dello scatto e nella capacità di osservare, scegliere e scattare con rigore tecnico, formale e compositivo. Con questo modus operandi Weston riusciva a trasformare soggetti comuni in immagini di forte intensità visiva.
Nudi e nature morte di Edward Weston
Dopo il Messico il fotografo americano realizzò importanti serie di nudi, in cui il corpo umano è concepito principalmente come forma, lontano da una dimensione narrativa o psicologica. A partire dal 1927 Weston si dedicò anche alle nature morte, attraverso le quali ricercava l’essenza senza tempo degli oggetti naturali e metteva in evidenza le potenzialità percettive del mezzo fotografico: il suo Peperone n.30, ad esempio, si trasforma in un nudo preso di spalle, mentre la Conchiglia e la Foglia di cavolo escono dalla dimensione dell’oggetto comune per essere esaltati come attori sul palcoscenico.
Dal paesaggio al capitolo più malinconico
Dalla fine degli anni Venti anche il paesaggio divenne centrale nella sua produzione: Weston fotografava i vasti territori dell’Ovest americano — deserti, coste e parchi naturali — privilegiando luoghi incontaminati e privi di presenza umana. Le sue immagini restituiscono una visione epica e contemplativa della natura, attenta alla luce, ai fenomeni atmosferici e alla morfologia del territorio: le foto della Death Valley di quel periodo hanno fini artistici e non di mera presa diretta della realtà. Negli anni Quaranta il suo immaginario si fece più malinconico, con immagini legate alla decadenza e alla morte. A Point Lobos, infine, Weston trovò una natura primordiale e vitale, capace di sostenere uno sguardo rinnovato, insieme concreto e metafisico, sul mondo naturale.
Pioniere di una visione rigorosamente moderna, Weston scelse la fotocamera di grande formato come strumento privilegiato, realizzando immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, l’opera essenziale e inconfondibile di Weston offre una prospettiva unica sul processo di affermazione della fotografia e sul ruolo centrale che essa ha assunto nella cultura visiva contemporanea.
Edward Weston. La materia delle forme è organizzata da Fundación MAPFRE in collaborazione con CAMERA e, dopo le tappe di Madrid e Barcellona, approda per la prima volta in Italia.
La mostra è curata da Sérgio Mah e accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore e da un programma di iniziative di educazione all’immagine rivolte a pubblici diversi per età e formazione.

Titolo Edward Weston
Fotografie di Edward Weston
Formato 22x25cm
Pagine 300
Prezzo 35 euro
Lingua italiano
Editore Dario Cimorelli Editore
Data pubblicazione 2026
ISBN 9791255612506
Edward Weston. La materia delle forme
- A cura di Sérgio Mah
- CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine, 18 –Torino
- dal 12 febbraio al 2 giugno 2026
- tutti i giorni 11-19, giovedì 11-21
- intero 13 euro, ridotto 10 euro
- camera.to
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