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Home MOSTRE & CONCORSI MOSTRE FOTOGRAFICHE ARCHIVIO

Chema Madoz: la poesia del fotografo che cambia la natura delle cose

In mostra le oniriche immagini in bianco e nero di una delle menti più creative del nostro tempo.

Redazione Fotocult di Redazione Fotocult
24 Febbraio 2024
in ARCHIVIO
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Chema Madoz, Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff

Parigi

Dal 29 febbraio al 6 aprile 2024

Chema Madoz, fotografo madrileno classe 1958, accumula nel suo studio oggetti raccolti nei mercatini delle pulci, nei negozi, nei cassonetti. Le cose, piuttosto che le persone, innescano il suo processo creativo, facendosi curiosi soggetti di immagini minimaliste dal sapore surrealista. Le fotografie in bianco e nero di Jose Maria Rodriguez Madoz – questo il vero nome dell’autore – nascono dalla bizzarra interazione tra due oggetti che nella realtà ordinaria non avrebbero motivo di essere accostati. La forzatura sfocia in fotogrammi poetici e suggestivi, davanti ai quali ci si sofferma con gusto elaborando la propria lettura della composizione.

Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
Senza titolo, 2022. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
banner vetrina libri fotocult.it

La mostra Chema Madoz. Recent works

Dal 29 febbraio, a Parigi, la mostra Chema Madoz. Recent works sarà ospitata presso la Galerie Esther Woerdehoff, che da quasi vent’anni rappresenta in Francia il lavoro dell’artista spagnolo. L’esposizione, la prima dedicata a Madoz in Francia dopo la pandemia, include una collezione di fotografie mai presentate prima.

Gli oggetti hanno lo stesso carattere delle parole quando vengono messi uno accanto all'altro: si contaminano a vicenda e i significati cambiano. Io approfitto di queste circostanze.
Chema Madoz
Chema Madoz, Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff

Si legge nel comunicato stampa, a proposito dell’autore: “Le sue opere, che evocano la delicatezza di una nuvola, di un filo o di una farfalla, ci trasportano spesso in un mondo onirico, catturando momenti fugaci. Come un haiku, la loro apparente semplicità ci invita a riflettere profondamente sulla vita e sulla natura effimera delle cose.
Il suo approccio creativo ruota attorno a un’idea iniziale e a uno schizzo preparatorio, che culmina nella creazione di un oggetto che assume la forma di una scultura effimera, prima di essere immortalato dall’obiettivo. Madoz gioca con gli oggetti, riunendoli o confrontandoli, per rivelarne l’essenza al di là dell’aspetto ordinario, eliminando sia la banalità che il colore. Predilige le tecniche tradizionali, utilizzando una macchina fotografica Hasselblad di medio formato”.

Chema Madoz, Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
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L’apparente semplicità delle fotografie di Madoz va di pari passo con la sua maniacale cura del dettaglio e l’attenzione millimetrica per i più piccoli particolari. In direzione radicalmente opposta all’attuale rapida evoluzione degli strumenti di intelligenza artificiale per la creazione o la fotoelaborazione a posteriori delle immagini, Madoz dedica il proprio tempo all’allestimento della scena, affinché il risultato finale sia già evidente in fase di ripresa.

Gli oggetti hanno lo stesso carattere delle parole quando vengono messi uno accanto all'altro: si contaminano a vicenda e i significati cambiano. Io approfitto di queste circostanze.
Chema Madoz
Chema Madoz, Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff
Senza titolo, 2023. © Chema Madoz courtesy Galerie Esther Woerdehoff

Qualcosa in più su Chema Madoz

Chema Madoz, nato a Madrid nel 1958, ha scoperto la fotografia e la stampa come autodidatta all’inizio degli anni Ottanta, durante l’effervescenza creativa della Movida, movimento culturale nato nella capitale spagnola alla fine della dittatura di Francisco Franco. Ha studiato storia dell’arte all’Università Complutense di Madrid all’inizio degli anni Ottanta, mentre studiava fotografia al Centro de Enseñanza de la Imagen.

Il fotografo ha rivelato per la prima volta il suo talento al pubblico nel 1983, mentre lavorava nel settore bancario. Verso l’inizio degli anni ’90, ha deciso di abbandonare i ritratti e i paesaggi per concentrare il suo obiettivo esclusivamente sugli oggetti.
Da quasi trent’anni Madoz dà vita a poemi visivi sotto forma di superbe stampe in bianco e nero.

Ulteriori informazioni e immagini relative al lavoro di Chema Madoz sono visibili nel sito ufficiale dell’autore: chemamadoz.com.

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Chema Madoz. Recent works

  • Galerie Esther Woerdehoff, 36 rue Falguière – Parigi
  • dal 29 febbraio al 6 aprile 2024
  • mercoledì-sabato, 12-19
  • ingresso gratuito
  • ewgalerie.com
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