Genova
Dal 14 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027
Giorgio Bergami (Genova, 1940-2023) ha seguito con sguardo partecipe più di mezzo secolo di trasformazioni urbane, sociali e culturali di Genova.
La sua opera fotografica, relazionata alla cronaca, all’architettura e alla memoria della città, è in mostra fino al 31 gennaio 2027 a Palazzo della Meridiana.
Le immagini sono state ristampate per l’occasione nel rispetto dei tagli e dei contrasti dei negativi originali e ripercorrono i mutamenti che dall’immediato dopoguerra hanno ridefinito la fisionomia urbana e l’identità sociale, politica e culturale del capoluogo ligure.
La città viene raccontata attraverso sei sezioni tematiche: La città che cambia, Trasformazioni sociali, Alluvione, Politica e antifascismo, Emarginazione, Volti e personaggi del tempo. Nel centenario dell’istituzione della Grande Genova, le fotografie permettono di osservare come grandi interventi, espansioni, demolizioni e cambiamenti d’uso abbiano inciso non soltanto sullo skyline, ma anche sulle forme dell’abitare e sulle relazioni tra le persone.
Bergami documentò le conseguenze della speculazione edilizia e della crescita incontrollata dei nuovi quartieri negli anni Sessanta, con la cementificazione delle pendici collinari e le ferite inferte al territorio, fino al disastro di via Digione del 1968. Il suo archivio conserva anche la memoria della Genova portuale e della successiva trasformazione del Porto Antico in occasione dell’Expo Genova 1992: due immagini della città che, accostate, rendono visibile il passaggio dalla dimensione industriale e mercantile a una nuova vocazione urbana e culturale.
Giorgio Bergami: la fotografia come testimonianza civile
Entrato a soli sedici anni nell’agenzia Publifoto, Bergami fu un osservatore attento, curioso ed empatico della vita cittadina. Il suo obiettivo registrò in presa diretta momenti cruciali della storia genovese: le manifestazioni antifasciste e gli scontri del 30 giugno 1960 in piazza De Ferrari; l’affondamento della London Valour all’imboccatura del porto; l’alluvione del 1970 provocata dallo straripamento del Bisagno.
Accanto agli eventi che segnarono la cronaca, i suoi reportage indagarono l’emarginazione prodotta dalla grande città e le trasformazioni del costume, della moda e della vita quotidiana. Nei suoi scatti i volti di Ernest Hemingway, Ezra Pound, Harry Truman, Spencer Tracy, Claudia Cardinale, Humphrey Bogart e Lauren Bacall, Gino Paoli, Sandro Pertini e del cardinale Giuseppe Siri si alternano a quelli di lavoratori, abitanti dei quartieri, manifestanti e persone comuni.
La mostra, promossa dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana – APS e organizzata con l’Archivio Giorgio Bergami, è curata da Francesco Saverio Fera, Matteo Fochessati, Gian Domenico Ricaldone e Stefano Scarpa. L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Sagep Editori, illustrato con le fotografie in mostra e corredato dai testi dei curatori.
Giorgio Bergami e la città in trasformazione
- A cura di Francesco Saverio Fera, Matteo Fochessati, Gian Domenico Ricaldone e Stefano Scarpa
- Palazzo della Meridiana, Salita San Francesco, 4 – Genova
- dal 14 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027
- lun/mer/gio/ven 10-18, sab/dom 10-19. Martedì chiuso
- intero 12,50 euro; ridotto 10 euro
- palazzodellameridiana.it
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