I Costruttori di action cam ci hanno abituato a prestazioni fotografiche e video sempre migliori, ma raramente si sono concentrati sul portare a un livello superiore anche l’ergonomia di questi dispositivi. Il tentativo più recente di rendere una action cam tascabile ancora più versatile e anche facilmente manovrabile è quello di Insta360, che ha studiato per la sua Ace Pro 2 un kit in grado di trasformarla in una compatta punta e scatta abilitata perfino alla stampa di immagini. Questo kit non deve essere considerato un semplice insieme di accessori, ma rappresenta un sistema studiato per chi desidera fotografare e filmare in viaggio e contemporaneamente trasformare in ricordi tangibili i propri scatti: il Pack Istantanee viene proposto a un prezzo di listino di 629 euro, al netto di eventuali sconti o promozioni temporanee. Ecco di cosa si compone e come funziona.
Impugnatura e stampante: come cambia la Insta360 Ace Pro 2
Le due componenti principali di questo kit mutano radicalmente l’ergonomia del dispositivo. Da un lato troviamo l’impugnatura, un accessorio che grazie a comandi fisici e ghiere dedicate permette di gestire la Ace Pro 2 come se fosse una fotocamera compatta, offrendo cioè un controllo immediato su alcuni parametri di scatto. Dall’altro lato spicca la stampante a sublimazione portatile, un elemento che aggiunge una dimensione fisica al flusso di lavoro digitale poiché, volendo, consente di generare stampe subito dopo aver effettuato lo scatto.
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La ricchezza del pacchetto si estende anche a una serie di dotazioni: oltre alle componenti principali, il kit include una batteria aggiuntiva per raddoppiare l’autonomia, una protezione specifica per il microfono utile a migliorare la pulizia dell’audio e un coperchio/paraluce protettivo per il touch screen posteriore. La gestione del trasporto è affidata a una custodia rigida dedicata che organizza lo spazio per la fotocamera e tutta la cavetteria necessaria. La nostra prova si concentrerà sull’analisi approfondita di questo sistema integrato, valutando se l’investimento richiesto sia giustificato da un effettivo salto di qualità nella produzione di contenuti fotografici e video.
Come una punta e scatta grazie all'impugnatura
L’impugnatura è realizzata in alluminio e trasforma l’ergonomia della Ace Pro 2, rendendola molto più simile a una fotocamera compatta tradizionale. Al suo interno è custodita anche una batteria da 2100mAh che aumenta sensibilmente l’autonomia della Ace Pro 2, permettendo di arrivare a oltre 5 ore di registrazione in Full-HD e circa 140 minuti se si registra in 4K/60. Questo è un dato concreto per chi deve coprire intere giornate di ripresa senza cambiare batteria continuamente. A livello di espandibilità, il corpo dell’impugnatura offre una slitta porta-accessori e un ingresso dedicato per il microfono, nonché uno slot per la MicroSD.
L’assemblaggio è consentito grazie a un’apertura laterale: una volta sganciata la chiusura, la action cam va inserita nell’alloggiamento, ma è necessario prima rimuovere fisicamente lo sportellino che protegge la porta USB della fotovideocamera. Questo passaggio serve a permettere l’innesto del connettore maschio presente dentro l’impugnatura, che mette in comunicazione i due dispositivi. Una volta chiusa la sede, i comandi fisici diventano operativi: il pulsante di scatto e le due ghiere permettono di gestire le funzioni principali in modo “classico” o meccanico, evitando di dover interagire con il touch screen, operazione spesso scomoda se si indossano guanti o se si sta operando in movimento.
Ghiere e comandi fisici: quasi come una fotocamera vera
Un aspetto da tenere a mente riguarda il funzionamento del pulsante di scatto: non è infatti presente la classica doppia corsa per la messa a fuoco e lo scatto, un dettaglio che potrebbe inizialmente spiazzare chi è abituato a utilizzare fotocamere tradizionali. Il sistema si basa invece sul riconoscimento della durata della pressione: un tocco breve serve per acquisire le immagini o per avviare e interrompere la registrazione dei video, mentre una pressione prolungata svolge funzioni diverse a seconda dello stato del dispositivo. Per quanto riguarda le due ghiere fisiche, la loro utilità varia in base alla modalità selezionata.
Quella anteriore è dedicata alla gestione dello zoom digitale, permettendo ingrandimenti fluidi senza toccare lo schermo, mentre quella posteriore è programmabile per passare rapidamente tra le diverse modalità di ripresa oppure per gestire l’esposizione agendo direttamente su parametri quali EV, ISO o velocità dell’otturatore. Bisogna infine considerare un piccolo limite pratico legato alla sostituzione della batteria durante l’uso: sebbene l’impugnatura integri un power bank per ricaricare la action cam, l’accesso fisico al vano batteria della Ace Pro 2 è ostruito dalla struttura stessa. Questo significa che, qualora si rendesse necessaria la sostituzione rapida della batteria della fotocamera con quella di scorta inclusa nel kit, è necessario smontare il cage.
Scatta e stampa: ma attenti ai "consumi"
L’altro pezzo forte del Pack Istantanee è la stampante, un dispositivo compatto dotato di batteria integrata, ricaricabile tramite porta USB-C. Per utilizzarla non è necessario passare dallo smartphone: la stampante si collega direttamente alla action cam via Bluetooth e, una volta stabilita la connessione, l’interfaccia della Ace Pro 2 mostra un messaggio di avviso in cui si specifica che ogni scatto realizzato con la stampante connessa verrà immediatamente prodotto su carta. In realtà, dopo lo scatto sarà possibile visionare lo scatto e decidere se stamparlo o meno (abbiamo suggerito al Costruttore di rivedere la traduzione in italiano). Non manca, infine, la possibilità di sfogliare le immagini in galleria per decidere quali stampare.
La tecnologia utilizzata è quella della sublimazione. Il processo è affascinante da osservare, ma richiede i suoi tempi tecnici: la carta entra ed esce dal dispositivo quattro volte per applicare progressivamente i vari strati di colore giallo, magenta e ciano, oltre al rivestimento protettivo finale. Con partenza “a freddo” il ciclo intero richiede circa un minuto e quaranta per essere completato. Le stampe successive sono pronte in circa 75 secondi. La resa generale è discreta, con una nitidezza soddisfacente, ma una dominante magenta persistente.
Va infine considerato l’aspetto dei costi di gestione. Trattandosi di un sistema a sublimazione, la stampante necessita di cartucce specifiche che contengono sia la carta che il nastro inchiostrato. Il costo di gestione è di 12 euro per ogni ricarica da 10 stampe, il che porta il prezzo del singolo scatto a 1,20 euro.
Insta360 Ace Pro 2: le prove pratiche
Per inquadrare le prestazioni della Ace Pro 2, è necessario analizzare il comportamento del sensore in termini di nitidezza, gamma dinamica e tenuta alle alte sensibilità. Si tratta di banchi di prova fondamentali per capire come la action cam reagisce nelle diverse situazioni di luce e quanto spazio di manovra offra in post produzione. Di seguito vi mostriamo alcuni test che abbiamo condotto con la action cam e che ci permettono di tirare le somme riguardo la qualità del suo CMOS.
Nel primo confronto, in alto, mostriamo il comportamento della Ace Pro 2 impiegata in modalità fotografica a 12,5 e 50 megapixel: anche i più attenti faticheranno a scovare differenze nella gestione della gamma dinamica o di fedeltà cromatica confrontando i due scatti originali. Entrambe le modalità restituiscono immagini con la medesima “impronta”, rendendo i due file quasi indistinguibili. Il vantaggio dello scatto a 50 megapixel diventa chiaramente evidente quando si va ad analizzare il dettaglio fine o si effettua un crop: la maggiore risoluzione avvantaggia chi ha necessità di stampare in grandi formati o di ritagliare l’immagine senza perdere nitidezza.
Quanto alla gamma dinamica, lo scatto in formato RAW offre margini di recupero decisamente ampi, a patto di selezionare valori ISO molto bassi e di affidarsi agli strumenti di riduzione del rumore basati su intelligenza artificiale presenti in Adobe Camera Raw e in altri sistemi di conversione evoluti. Senza questo tipo di post-produzione avanzata, le ombre stappate in modo energico tendono a mostrare un rumore evidente in entrambe le sue componenti, anche se la cattura è avvenuta alla sensibilità minima. Questo fenomeno è dovuto al fatto che l’elettronica applica già in automatico una correzione della caduta di luce ai bordi, un difetto inevitabile su obiettivi di questo genere, la cui azione va a sommarsi a quella del fotografo durante lo sviluppo del file, rendendo il rumore più visibile nelle aree periferiche del fotogramma.
Passando all’analisi della qualità d’immagine in funzione della sensibilità ISO, i risultati ottenuti nel nostro consueto test sulla parete di riferimento confermano potenzialità e limiti fisici del sensore da 1/1,3″ che equipaggia la Ace Pro 2. La fotocamera permette di scattare a 12,5 o 50 megapixel offrendo sempre la possibilità di scegliere tra il formato JPG e quello RAW o di abbinarli assieme. Le differenze “concrete” tra le due risoluzioni si limitano quasi esclusivamente al numero di pixel: confrontando gli ingrandimenti, infatti, la gamma dinamica e la tenuta agli alti ISO rimangono pressoché identiche.
La soglia critica per la qualità dell’immagine è rappresentata dagli 800 ISO: oltre questo valore il decadimento diventa più evidente, manifestandosi soprattutto con una perdita di nitidezza nei micro dettagli. La fedeltà cromatica e l’ampiezza della gamma dinamica, almeno lavorando in RAW, restano convincenti anche ai valori superiori, compatibilmente con le aspettative che si possono riporre in questa categoria di sensori. Entrando nel dettaglio della gestione delle alte sensibilità, è importante notare che i valori di 3200 e 6400 ISO sono disponibili esclusivamente alla risoluzione di 12,5 megapixel. In questa modalità, la fotocamera sfrutta la tecnologia che accorpa quattro pixel in uno per massimizzare la raccolta di informazioni.
Un punto cruciale per i professionisti riguarda la gestione dei file RAW. Le correzioni ottiche automatiche vengono applicate solo se si utilizza il software proprietario Insta360 Studio. Chi preferisce affidarsi ad Adobe Camera Raw (ACR) o Lightroom si troverà di fronte a file pesantemente distorti, poiché non è ancora disponibile un profilo di correzione specifico per questo modello. Per ovviare a questo problema e non rinunciare allo sviluppo professionale del negativo digitale, il flusso di lavoro obbliga a un passaggio intermedio: è necessario processare il file in Insta360 Studio per correggere i difetti dell’ottica, esportarlo in formato DNG e solo a quel punto importarlo nei software Adobe per la post-produzione finale.
Insta360 Ace Pro 2: le caratteristiche principali
| Caratteristica | Insta360 Ace Pro 2 |
|---|---|
| Dimensioni del sensore | 1/1.3” |
| Apertura | f/2,6 |
| Lunghezza focale equivalente a 35 mm | 13mm |
| Risoluzione video massima | 8K (16:9), 7680×4320 30fps |
| Risoluzione foto massima | 50MP |
| Formati disponibili | JPG, DNG (esportabile tramite App o Studio) |
| Sensibilità ISO | 100-1600 (espandibile fino a 6400) |
| Velocità otturatore | 1/8000sec – 120s |
| Dimensioni (LxAxP) | 71,9×52,2x38mm |
| Peso | 177,2g |
| Supporto di archiviazione | MicroSD (fino a 1TB) |
| Impermeabilità | senza custodia 12m; con custodia subacquea 60m |
Insta360 Ace Pro 2: il verdetto di fotocult
In conclusione, l’Insta360 Ace Pro 2 in configurazione “Pack Istantanee” è un kit che cerca di dare un’identità alternativa a un dispositivo nato per l’azione. Il grip in alluminio trova la sua ragion d’essere nella capacità di rendere manovrabile una action cam che, altrimenti, risulterebbe scomoda per un uso prettamente fotografico (le action cam si utilizzano prevalentemente connesse a un casco, a uno stick, a un manubrio…). Il grip offre quella solidità e quel controllo fisico necessari per scattare con maggiore consapevolezza, trasformando l’ergonomia del dispositivo. Per contro, la stampante non convince pienamente: la tecnologia a sublimazione utilizzata non brilla per velocità né per qualità assoluta e, per giunta, il costo operativo di 1,20 euro per singolo scatto risulta abbastanza alto se commisurato alla dimensione di stampa e se confrontato con altre soluzioni sul mercato (ma ce ne sono di più costose…). Bisogna inoltre considerare il posizionamento economico di questo pacchetto. Con un prezzo di listino di 629 euro, oggi è possibile acquistare diverse mirrorless APS-C entry-level, strumenti che, per loro natura, sono più adatti a stimolare e far crescere una reale passione per la fotografia grazie a sensori più grandi e ottiche intercambiabili. È innegabile, tuttavia, che la Ace Pro 2 resti una action cam con tutte le carte in regola. In questo test non l’abbiamo messa alla prova nel suo campo d’azione prediletto, ovvero le riprese foto e video sportive, dove sta ottenendo moltissimi consensi. L’abbiamo invece stressata come se fosse una fotocamera tradizionale; è dunque comprensibile che in un ambito così specifico non riesca a tenere il passo di fotocamere più specialistiche. Eppure la Ace Pro 2 soddisfa, anche in JPG, fermo restando il fatto che, se impiegata correttamente in formato RAW e con le dovute nozioni di tecnica fotografica e di post-produzione, anche un fotoamatore o videomaker evoluto può tranquillamente eleggerla a strumento di ripresa principale in tutti quegli scenari di viaggio dove l’imperativo è ridurre l’ingombro al minimo senza rinunciare a una qualità d’immagine più che accettabile.
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