Da anni Norman Solomon porta avanti un’illecita attività di riproduzione delle opere del leggendario Helmut Newton e distribuisce stampe non autorizzate, corredate di falsi certificati di autenticità. Era il 2011 quando June Newton, vedova del fotografo, aveva citato in giudizio Solomon per poi giungere a un accordo che quest’ultimo avrebbe presto violato.
In seguito a una recente sentenza del tribunale di Los Angeles contro il falsario seriale, condannato a risarcire la Helmut Newton Foundation (HNF) per oltre 1,5 milioni di dollari, la stessa HNF ha vinto una nuova causa, questa volta a Parigi.
Dieci stampe di immagini del defunto Helmut Newton sono state oggetto di una causa legale intentata e vinta dalla Helmut Newton Foundation di Berlino contro la casa d’aste parigina Millon e il loro committente Solomon (Tribunal Judicaire de Paris 1, 3ème chambre 1ère section N° RG 21/15796 N° Portalis 352J-W-B7F-CVTEI).
Norman Solomon e la Helmut Newton Foundation: le origini della questione parigina
Nel novembre 2022 un’ordinanza del tribunale ottenuta dalla HNF aveva autorizzato gli ufficiali giudiziari al sequestro delle stampe contraffatte presso la galleria espositiva della casa d’aste parigina. Quando la vendita delle immagini – tra le quali Woman undressing in a hotel in Venice; Walking Women; Domestic Nude I (in my kitchen); After Dinner, Hotel Suite 1; Hugh Hefner and Carrie Leigh – era stata annunciata da Millon, la HNF aveva agito tempestivamente per ottenere l‘ingiunzione di sequestro. Tale prontezza derivava dal fatto che la Fondazione fosse da tempo a conoscenza della circolazione delle stampe in questione, poiché il loro venditore le aveva precedentemente proposte ad altre case d’asta e a specialisti, che avevano consultato la HNF per verificarne l’autenticità.
Puntualmente, la Helmut Newton Foundation aveva negato l’autenticità delle opere e le rispettive case d’asta si erano di conseguenza astenute dalla vendita. La HNF, tuttavia, non era riuscita a identificare e quindi a perseguire il committente.
Il Tribunale ha attribuito la maggiore responsabilità al venditore per aver deliberatamente nascosto alla casa d’aste Millon il fatto che le opere fossero state precedentemente rifiutate. Il tribunale ha ordinato che le dieci stampe e tutti i cataloghi esistenti della prevista asta fossero distrutti dagli ufficiali giudiziari.
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