fotocult.it home page
home page
sommario
editoriale
arretrati
abbonamenti
segnala edicola
segnala mostre e concorsi
le tue fotografie
lavora con noi
Foto Cult : partner
contatti
spacer
spacer

insta_repeat: l’estetica del déjà vu
FOTO Cult - Agosto-Settembre 2019 #164

ingrandisci la copertina
Daniele ConfaloneSetaccia i social network a caccia di fotografie simili fra loro e le pubblica raggruppate in dozzine, a formare mosaici che superano il significato di ciascuna singola immagine cavalcando l’estetica della ripetizione. È insta_repeat, account Instagram che in poco più di un anno di attività è riuscito ad acquisire quasi 320.000 follower pubblicando, in media, meno di un’immagine al giorno.
Chi c’è dietro l’iniziativa? Da una veloce ricerca in rete emerge il nome di Emma Sheffer, regista californiana, che inizialmente aveva provato a rimanere nell’anonimato, salvo fare poi coming out citando insta_repeat nel suo profilo Instagram personale (e ricevendo fior di consensi). Nelle informazioni relative a insta_repeat, Emma scrive che il suo scopo non è giudicare ma effettuare osservazioni oggettive di ciò che è in rete, con l’intento dichiarato di essere divertente. In realtà è qualcosa di più: è stimolante.

Non crediamo di esagerare suggerendo che le fotografie che formano i composit di insta_repeat abbiano valenza di veri e propri meme

MEME Le compilation fotografiche di insta_repeat inducono a riflettere sul linguaggio compositivo: ad apparire simili fra loro non sono soltanto immagini che raffigurano lo stesso luogo e lo stesso soggetto, ma anche quelle realizzate in location e situazioni diverse eppure quasi “sovrapponibili”. In quest’ultimo caso il fenomeno è ancora più inquietante perché a essere stato replicato è l’approccio da parte del fotografo, vale a dire un elemento dipendente dal suo modo di vedere e in definitiva dalla sua condizione mentale.
Non crediamo di esagerare suggerendo che le fotografie che formano i composit di insta_repeat abbiano valenza di veri e propri meme (dal greco mímema, imitazione), ossia “unità di trasmissione culturale” che tendono a essere replicate all’interno di gruppi di persone, e che in Internet prendono di preferenza la forma di immagini.

Non che prima dell’avvento del web tutti scattassero foto particolarmente originali: era solo che la maggior parte degli autori le teneva per sé

OMOLOGAZIONE CREATIVA? La scoperta di insta_repeat ha suscitato reazioni prevedibili da parte di opinionisti e commentatori più o meno accreditati: tutti si sono domandati se Internet abbia ucciso la creatività e in molti si sono risposti di sì. In realtà, che il pur variegato e apparentemente anarchico World Wide Web possa tendere a promuovere una sorta di omologazione mediatica è cosa appurata: per quanto riguarda le fotografie (ma non solo), fattori quali l’apprezzamento da parte degli utenti, le dinamiche di condivisione e la reperibilità in fase di ricerca possono contribuire alla diffusione e all’affermazione di determinati canoni estetici. C’è anche da dire che quante più immagini si prendono in considerazione, tanto più cresce il rischio del déjà-vu, ma questo è un fenomeno statistico prima che culturale. Non che prima dell’avvento del web tutti scattassero foto particolarmente originali: era solo che la maggior parte degli autori le teneva per sé o le poteva mostrare a un numero limitato di persone, peraltro impiegando una cospicua quantità di tempo. Eventuali attività di influenza di massa erano, perciò, riservate a coloro che trovavano la strada per superare l’anonimato. Oggi, invece, l’immediatezza della diffusione-condivisione via web e la facilità con cui si può raggiungere un pubblico potenzialmente sconfinato hanno ridefinito gli schemi. Anche quelli attraverso i quali si diffondono gli stili. Certo è che, con le probabili future applicazioni dell’intelligenza artificiale alle fotocamere, la tendenza all’omologazione potrebbe acuirsi, ma è anche possibile che la perfezione degli algoritmi a prova d’errore spinga a rivalutare concetti come “fantasia” e “rischio”: è anche questo l’intento del nuovo profilo Instagram fotocult.it, ulteriore porta d’accesso alla rivista per i lettori di lungo corso e per quelli appena arrivati.
FOTO Cult | Tecnica e Cultura della Fotografia | contatti | privacy | credits