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Il curioso caso di quelli che prestano gli occhi
FOTO Cult - Giugno 2019 #162

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Daniele ConfaloneSecondo alcuni una fotografia per assurgere a mito deve finire sulle T-shirt e questa cosa è successa anche allo scatto che ritrae il cinese passato alla storia come “Tank Man”, uomo del carrarmato.

Tank Man T-ShirtOggi per indossare il rivoltoso senza nome (googlando “unknown rebel” i primi risultati sono tutti suoi) basta spendere 29 dollari su rageon.com e, magari, ricordarsi che sono passati trent’anni dalla rivolta di piazza Tienanmen a Pechino, occasione in cui l’ignoto eroe fu inquadrato da diversi reporter. Era, infatti, il 4 giugno 1989 quando l’esercito cinese caricò i manifestanti per mettere fine alla Primavera Democratica, rivolta popolare contro la corruzione del potere politico. L’eco nel mondo occidentale fu ampia, molto meno quella interna. Ci furono oltre 30.000 feriti e 2.500 persone persero la vita, ma lo spavaldo disarmato che nel cuore simbolico di Pechino convinse il carrista a non schiacciarlo (e addirittura si arrampicò sul blindato) restò, si narra, illeso.

Fra le foto più famose, quelle realizzate da Jeff Widener di Associated Press, da Stuart Franklin di Magnum Photos, da Arthur Tsang di Reuters e da Charlie Cole del Newsweek (che ci vinse il World Press Photo nel 1990); altre immagini simili furono ricavate da filmati di note reti televisive.

Casualmente, in occasione del trentennale, le vicende di piazza Tienanmen tornano d’attualità per via di un video promozionale Leica nel quale si celebra l’attività dei fotoreporter d’azione, quelli che rischiano la vita per raccontare. È un corto di 5 minuti intitolato The Hunt (“La caccia”). La notizia rimbalzata sul web è che il filmato è stato censurato, come pure altri contenuti riferiti a Leica, da weibo.com, una piattaforma di microblogging cinese. Al momento di scrivere queste note, ricercando “Leica” su weibo.com è mostrato il suggerimento “the hunt”, ma senza risultati; allargando lo sguardo sul web, il video risulta rimosso da parecchi canali ma pure rilanciato da altri, anche cinesi. Il montaggio della clip, piuttosto drammatico, è giocato su spezzoni che mostrano reporter impegnati in zone calde del mondo; spicca un fotografo occidentale che, pur braccato da militari orientali, riesce ad appostarsi e scattare dalla finestra di un hotel, come accadde a Pechino nell’89 per la foto del Tank Man. Chiaro il richiamo nella scena finale, in cui l’uomo davanti al carrarmato è riflesso nell’obiettivo (con l'effetto speciale otticamente impossibile che vedete nell'immagine in basso); segue la chiusura a nero con una frase toccante: Questo film è dedicato a coloro che prestano gli occhi per permetterci di vedere.

The Hunt - F/Nazca Saatchi & Saatchi

The Hunt è stato realizzato dalla brasiliana F/Nazca Saatchi & Saatchi, agenzia che da anni produce per il locale importatore Leica, ma che sui propri profili social non mostra il video incriminato: si dice che l’abbia rimosso. Quanto alla Casa tedesca, da più parti si legge che neghi (attraverso un imprecisato portavoce) di aver commissionato il cortometraggio, nel quale, in realtà, il marchio Leica non compare salvo che alla fine (e solo nelle versioni ancora on line dalle quali non è stato tagliato); invece le fotocamere inquadrate sono “anonime”, ancorché le loro forme siano inconfondibili per gli esperti, come del resto quelle degli obiettivi. Complimenti all’agenzia: generare tanto ritorno mediatico solo evocando il brand è un colpo da maestri, ben collocato in un’epoca in cui il Gigante Rosso ha un ruolo primario nello scacchiere mondiale e deve ancora fare i conti col passato. Il simbolismo è potente anche perché proprio nell’89 dalla Germania, patria di Leica, partì la svolta nei rapporti fra Oriente e Occidente con l’abbattimento del muro di Berlino. Frattanto, oggi Leica presta gli occhi fotografici a Huawei (o, meglio, li “firma”), il maggiore produttore cinese di smartphone. Ironia della Storia, soprattutto se si pensa che, secondo quanto pubblicato dalla testata tedesca spiegel.de lo scorso 26 aprile, quel 4 giugno dell’89 Franklin, Widener, Tsang e Cole utilizzarono attrezzature Nikon.
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