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Fotografia, auf wiedersehen... ?
FOTO Cult - Ottobre 2016 #135

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Emanuele CostanzoLa copertina di questo numero è dedicata ad alcune delle fotocamere più innovative viste alla photokina di Colonia, che si è appena conclusa, e ben 18 pagine al suo interno offrono una panoramica quanto mai estesa di ciò che ci aspetta a partire dalle prossime settimane. Tra gli espositori della biennale tedesca mancavano i grandi produttori di smartphone. Ma gli smartphone c'erano. Ovunque. Erano tra le mani di chi pilotava i droni, di chi li usava come monitor di action cam remote, di chi provava a far capire a giornalisti e fotografi che la reflex o la mirrorless fresca di fabbrica può mandare foto ovunque, su social network o su cloud, perché è sempre connessa alla rete internet. Tramite smartphone.
Intendiamoci, questa photokina è stata ricca: anche se Canon e Nikon avevano già calato gli assi nel corso dell'anno (o a ridosso della fiera: Eos 5D Mark IV e D3400) riservando comunque al palcoscenico tedesco prodotti interessanti come la Eos M5 o le action cam Key Mission, tutti gli altri grandi attori della fotografia non hanno perso l'occasione per lanciare apparecchi sorprendenti sotto vari profili.
Fujifilm ha onorato il suo passato proiettandosi nel futuro della fotografia professionale con la medioformato GFX 50S; Panasonic ha annunciato la Lumix GH5, altro grande passo verso l'unificazione di video e foto (sarà possibile estrarre foto da 18MP da video in alta risoluzione); Sony prolunga la vita del sistema Alfa SLT con la Alfa 99 Mark II, un mostro da 42 megapixel e 12 fotogrammi al secondo che prova a insidiare le ammiraglie Canon e Nikon. Per non parlare di obiettivi raffinati ed esclusivi come gli Zeiss o sorprendenti e abbordabili come i Sigma... Sulla fiera, però, aleggiavano gli spiriti dei grandi assenti, ossia i foto-telefonini di Huawei, Apple, Samsung e Sony (che, pur presente in fiera, non ha mostrato i suoi Xperia), ossia i costruttori che nel 2016 hanno sferrato l'attacco più deciso sul terreno dell'imaging.
Non ci si può più nascondere. Il P9 e i due iPhone 7 e 7 Plus scattano in RAW, hanno una gamma dinamica soddisfacente, risoluzione adeguata a un poster, messa a fuoco automatica più che decente, sanno emulare (o ci provano) lo sfocato delle fotocamere con sensori di grandi dimensioni, i melafonini fanno pure video in 4K, sono impermeabili, e quello di taglia grande, il 7 Plus, ha anche due ottiche di focale differente e una (la più corta, per assurdo che possa sembrare) è pure stabilizzata. Cascano di mano dieci volte al giorno perché hanno la forma che hanno, ma le vendite si contano o si conteranno a decine di milioni. Huawei e Apple non c'erano in photokina e hanno fatto bene. Non hanno declinato l'invito per decenza o per non stravincere, ma perché non serviva.
La photokina li ha involontariamente celebrati nonostante l'industria fotografica abbia visto decimare negli anni le proprie linee di produzione per l'avanzata dei loro smartphone. Le prime a cadere sono state quelle delle compatte di primo prezzo, ma a faticare ora sono le fasce più alte, quelle delle compatte premium e delle fotocamere a ottica intercambiabile più economiche. E ciò nonostante le grandi case li inseguono, li corteggiano, li imitano, e li temono. Dovendo al tempo stesso adeguare i prezzi, al rialzo ovviamente, di ciò che si vende di più, ossia fotocamere di fascia media e alta con relative ottiche. Gli aumenti sono sotto gli occhi di tutti e non bastano i terremoti (quelli giapponesi) o lo yen sopravvalutato a spiegarli pienamente. Gli esigui margini sui prodotti di primo prezzo giustificano la creazione di una nicchia di apparecchi per impallinati sempre più costosi? Le macchine fotografiche finiranno tutte in boutique come le Leica? » la strategia giusta per salvare la fotografia? O così facendo se ne accelera l'estinzione?

L'appuntamento per questa folla oceanica è promesso per il 25 settembre 2018

Incredibile a dirsi, due anni fa si pensava già a prenotare con largo anticipo l'albergo per questa photokina 2016. Quest'anno, tra gli addetti ai lavori, ho sentito rincorrersi battute "macabre" sul 2018. E ho detto tutto.

auf wiedersehen!
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