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Matrimonio? C'interessa
FOTO Cult - Maggio 2016 #131

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Emanuele CostanzoSe nell'immaginario comune ci sono due Paesi tecnologicamente lontani, questi sono Germania e Cina. La prima innovatrice, precisa, efficiente, attenta alla qualità; la seconda orientata alla quantità, all'imitazione, all'ampia tolleranza di produzione, al prezzo aggressivo. Sarà pure un luogo comune, smentito da una parte e dall'altra nei settori più disparati, ma c'è molto di vero, lo tocchiamo con mano ovunque. È una questione culturale, politica e commerciale, non certo di potenzialità che al popolo asiatico non mancano, come non manca la capacità di capire i propri limiti e di avvalersi del talento altrui per primeggiare (che poi è grossomodo quel che ha fatto il Giappone nel secolo scorso prima di diventare a sua volta sinonimo di qualità...). Questa breve istantanea, tagliata un po' con l'accetta, serve a inquadrare il matrimonio più bizzarro degli ultimi tempi: Huawei, colosso cinese dell'elettronica ultimamente molto visibile anche in televisione con pubblicità che, non a caso, puntano sulle prestazioni fotografiche dei suoi smartphone, sposa la tedesca Leica, forse il marchio più significativo di tutta la storia della fotografia, ben noto a tutti noi che leggiamo riviste, ma sconosciuto alla maggioranza della popolazione mondiale. Ecco l'interesse dietro questo "matrimonio": Huawei, che ha già dimostrato di voler e poter competere con Apple e Samsung, cavalca l'onda del momento, quella della fotografia con lo smartphone, dotando il suo nuovo P9 e la sua versione premium P9 plus non di una, ma addirittura di due ottiche marchiate Leica, con tecniche, finalità e interfaccia utente per vari aspetti riconducibili al marchio tedesco (potete leggere un'ampia panoramica sul P9 in questo fascicolo, nell'attesa del test vero e proprio, programmato per giugno); Leica, che dopo una crisi che sembrava fatale si è risollevata grazie a iniziative intelligenti e prodotti unici come la Monochrom, sfrutta la popolarità crescente di un marchio dell'elettronica di consumo per arrivare ai quattro angoli del mondo. La Casa tedesca non è nuova a collaborazioni di elevato calibro, vedi quella con Panasonic, ma associare il proprio nome a uno smartphone ha ben altre potenzialità in termini di diffusione (fece lo stesso Zeiss con Nokia ottenendo un notevole ritorno di immagine). E lo fa affiancandolo non a un prodotto di fascia bassa, ma a un dispositivo che ambisce a essere la "Leica degli smartphone", a testimonianza del fatto che i prodotti made in China non sono necessariamente di serie B.
Questa unione è solo apparentemente marginale, è anzi un altro mattone per la costruzione di un sistema ibrido globale, che unisce fotografia pura e telecomunicazione mobile. Da un lato le aziende produttrici di fotocamere lavorano per rendere il collegamento ai dispositivi mobili sempre più semplice e automatico (vedi lo SnapBridge di Nikon, prossimamente su queste pagine), dall'altro chi fa smartphone mira a conquistare un'interessante fetta di mercato, composta da persone attente alla qualità, perché per il fotografo "mobile" con retaggio tradizionale non è importante solo che il proprio smartphone dialoghi bene con la propria fotocamera, ma lo è altrettanto che produca buone immagini quando l'ammiraglia resta a casa. Su questo fronte ne vedremo delle belle, la strada della doppia fotocamera, a differenza di quanto letto su alcuni blog di "professionisti", è valida e porta a diverse soluzioni tecniche interessanti. Ma già si parla di stabilizzatori meccanici e di zoom periscopici. Dedicheremo spazio alle soluzioni più valide non solo per valutarne l'integrazione con i sistemi fotografici di oggi e di domani, ma anche per comprendere quali sono degne di assumere il ruolo di alternativa leggera alla fotocamera classica e come sfruttarle al massimo. Non ce ne vogliano invece i piccoli o grandi movimenti che puntano a glorificare (e a monetizzare) la fotografia fatta con gli smartphone come se fosse di per sé un motivo di prestigio o frutto di talento artistico. Fatti salvi virtuosismi telefonici, per i quali sono comunque necessarie una competenza tecnica e una preparazione culturale di livello, la Fotografia resta appannaggio delle Fotocamere.
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