fotocult.it home page
home page
sommario
editoriale
arretrati
abbonamenti
segnala edicola
segnala mostre e concorsi
le tue fotografie
lavora con noi
Foto Cult : partner
contatti
spacer

Largo ai maker della fotografia
FOTO Cult - Marzo 2016 #129

ingrandisci la copertina
Daniele ConfaloneDi solito, nei mesi conclusivi dell'anno le vendite di beni elettronici di consumo si impennano. Il fenomeno è determinato anche e soprattutto dalle festività natalizie, e questa considerazione è banale. Lo è di meno rilevare che, in quel periodo più che in altri, sugli acquisti pesa parecchio la componente emotiva: si compra ciò che si "sogna", senza limitarsi a ciò di cui si ha razionale necessità.
Per quanto riguarda l'ultimo trimestre del 2015, nel nostro Paese il comparto tecnologico ha accusato una flessione del 4% (fonte GFK Italy) rispetto allo stesso periodo del 2014. Nel paniere preso a esempio, comprendente varie tipologie di prodotto che stanno fuori dal mondo della fotografia (come gli elettrodomestici grandi e piccoli), a giocare il ruolo del gigante è stata la telefonia (in gergo TC, telecomunicazioni): nel corso del 2015 ha spostato oltre 6,3 miliardi di euro, circa un terzo del valore dell'intero mercato, con l'ultimo trimestre in crescita del 12,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. A confronto, il "tesoretto" annuale di 425 milioni di euro che rappresenta il valore della fotografia può apparire poca cosa: le locomotive sono altre e si chiamano smartphone. Però a leggere i numeri si fanno scoperte curiose: per esempio che nel famigerato quarto trimestre del 2015 il mercato fotografico, precedentemente in calo (-2,7% su base annuale), ha invertito la tendenza guadagnando l'1,2%. Indicativo anche che un settore "confinante", quello IT (ossia i computer), abbia sì recuperato sulla media dell'anno (-5,6%), senza tuttavia fare meglio del -2,9% nei tre mesi conclusivi. Altro dato interessante – che ci incoraggia perché in linea con l'orientamento editoriale della testata che avete fra le mani – è che a mantenere stabili le vendite di fotocamere digitali sono stati i modelli a ottica intercambiabile, e che un ruolo importante nel rafforzamento della domanda l'hanno svolto gli obiettivi.
A essere ottimisti, se ne evince che continua a esserci spazio per i prodotti destinati a clienti che è improprio definire consumatori oppure fruitori, e che sarebbe più opportuno incominciare a chiamare "maker". Sì, con il termine coniato per gli artigiani digitali, gli inventori del terzo millennio noti (soprattutto) per le loro realizzazioni nel campo della robotica o della stampa 3D. Persone che con gli strumenti a loro disposizione hanno un rapporto attivo e teso alla creazione, abili nel miscelare le potenzialità mutuate dalle nuove tecnologie con l'esperienza nei lavori manuali, con l'inventiva e con il talento nel fai da te. Tutto questo non contraddice il ruolo degli smartphone come strumenti fotografici di base, che in passato era appannaggio delle compatte, basato su prerogative quali la portabilità (infatti, li abbiamo sempre addosso) e la connettività: la foto ricordo è, da sempre, destinata a essere condivisa, e oggi la rete mobile consente di farlo in meno tempo e con molte più persone che in passato.
Ma conferma pure che c'è bisogno di fotocamere da inventori, che vadano oltre la logica della app secondo la quale faccio clic, aggiungo il filtro e la mia foto "diventa bella"... perché qualcun altro ha progettato e messo a punto il filtro per me.
Le fotocamere da maker ti lasciano fare, ti rendono meriti e demeriti quando esponi in modo manuale o con un automatismo a priorità, ti stimolano a scegliere l'obiettivo giusto nella moltitudine di quelli disponibili (compresi i "vetri" adattati mediante anelli di raccordo) e ti fanno venire voglia di usare il RAW e la camera oscura digitale.
Nel mercato dei consumi precotti e della creatività normalizzata, sono sempre di più le persone che cercano questo tipo di approccio. È una nicchia, d'accordo, ma può premiare e lo dimostra non solo il fiorire delle reflex (una nuova Canon "pro" è a pagina 10), ma anche l'esistenza di apparecchi come l'inavvicinabile Leica Monochrom (pagina 70), in assoluto quanto di più concettualmente distante da Instagram, o di mirroress come le ultime Fujifilm o la nuova PEN-F di Olympus (pagina 12), che a guardarle sembrano piovute dagli anni della Dolce Vita e, invece, investono sul futuro.
FOTO Cult | Tecnica e Cultura della Fotografia | contatti | privacy | credits