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La fotografia? Va alla grande...
FOTO Cult - Ottobre 2014 #115

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Emanuele CostanzoGran bella confusione alla photokina di Colonia... Quella nei padiglioni innanzitutto. Sebbene siano lontani gli anni dei record di espositori e visitatori, questa edizione della kermesse fotografica tedesca non ha affatto dato l’impressione di una corazzata in disarmo come invece era sembrato nel recentissimo passato. Stand e corridoi pieni sin dal primo giorno, soprattutto di appassionati di tutte le età e di tutti gli orientamenti fotografici (e video). Ma c’erano anche tanti giornalisti, sia quelli del web col fiato sul collo del caporedattore e quindi ansiosi di raccogliere gli ingredienti per un rapido cocktail di informazioni, sia quelli dei periodici, più attenti a cogliere tendenze, interazioni, nuclei di aggregazione di movimenti potenziali... Noi ovviamente facciamo parte di questa seconda frangia, ma se dovessimo affermare che è tutto molto chiaro, mentiremmo.

I fatti sono noti. I due marchi che si dividono la maggior parte delle preferenze dei fotografi appassionati e dei professionisti, Canon e Nikon, hanno rinforzato i loro domini fatti essenzialmente di reflex, obiettivi e accessori. La prima ha finalmente accontentato chi aspettava l’erede della tanto amata - e ormai datata - Eos 7D: la Mark II è una veloce e rocciosa ammiraglia in formato APS-C e pesa oltre 900 grammi. La seconda ha presentato la D750 e per la prima volta nella sua storia digitale si trova ad avere a listino più reflex full frame che APS-C... Andiamo avanti. Panasonic da una parte ha lanciato la GM5, nuova mirrorless miniaturizzata che preferisce rinunciare al flash incorporato, presente sulla GM1, in favore del mirino elettronico per facilitare la ripresa in ogni condizione, dall’altro rivoluziona uno dei suoi cavalli di battaglia, la serie di compatte evolute e tascabili chiamata LX, innestandoci un sensore Micro QuattroTerzi (quasi cinque volte più grande di quello adottato in precedenza) con tutto quel che ne consegue in termini di dimensioni del corpo macchina e di ergonomia, ovviamente maggiori: ecco a voi la LX100 (e, se volete, il clone Leica D-Lux).

Samsung, vera sorpresa della fiera di Colonia, ha voluto dimostrare di saper fare le cose in grande, e non solo metaforicamente. Ampio spazio alla connettività - ci mancherebbe, dato il peso del settore mobile per l'azienda coreana - ma la ribalta è stata tutta per la NX1, una mirrorless professionale dai "numeri" impressionanti, le cui forme, in scala ovviamente ridotta, ricalcano quelle delle ammiraglie reflex di analogica memoria. Prestazioni, ergonomia, volume e peso della NX1 incarnano quel modello di fotografia che proprio Samsung, attraverso un apparecchio emblematico come il Galaxy K Zoom, vuole combattere. Un controsenso? No, solo un altro elemento da considerare e che forse, proprio perché proviene da un'azienda dal potenziale enorme e impegnata su più fronti, lascia sperare che sia chiaro ormai che in fotografia la specializzazione ha un'importanza fondamentale. Che il dispositivo universale non esiste. Che la qualità e la praticità hanno un prezzo e un peso. Altri indizi provengono dal settore degli obiettivi, cui dedicheremo uno speciale nel prossimo numero. Proprio i produttori di mirrorless, che sin dal 2008 - anno di nascita del sistema - hanno puntato principalmente sulla compattezza per creare un'alternativa alle reflex, mostrano ora con orgoglio ottiche lunghe un palmo e pesanti un chilogrammo per esaltare le caratteristiche delle proprie fotocamere, soprattutto quelle più facilmente impugnabili e con un mirino elettronico che per qualità e naturalezza sempre più somiglia a quello ottico delle reflex. Tre produttori come Fujifilm, Olympus e per l'appunto Samsung, con una sincronia notevole, hanno presentato dei massicci telezoom ad alta luminosità che - come c'è da sperare - anziché farle passare per traditrici della causa daranno linfa vitale a un comparto che non ha finora intaccato più di tanto quello delle reflex. Vogliamo provare a vederci un nesso?

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