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Storia di una PolAndroid
FOTO Cult - Marzo 2013 #98

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Paola De GiovanniC’erano una volta le Vere Fotocamere. Di alcune si potevano sostituire gli obiettivi, di altre no. Il tempo passava e nascevano i Telefoni Cellulari, così chiamati perché abilitavano alla comunicazione senza fili, allacciandosi a una rete radio. A un certo momento, però, Progresso Tecnologico decise di equipaggiare proprio un telefono cellulare con un piccolo modulo fotografico, affinché dal medesimo apparecchio fosse possibile scattare immagini, telefonare e... video-telefonare. Così fu. Il tempo passava e Progresso, che mai si stanca, volle rendere ancora più versatile Telefono Cellulare, e perciò l’abilitò a inviare direttamente sul web proprio le foto che scattava.
Gli cambiò nome: da quel momento in poi si sarebbe chiamato "Smartphone". Per potere fare bene queste cose, però, Smartphone aveva bisogno di un Sistema Operativo specifico su cui basarsi, e Progresso ne generò diversi per Smartphone diversi, che nel frattempo si moltiplicarono.
In tutto questo, le Vere Fotocamere non rimasero da parte. Una volta che Smartphone e Sistemi Operativi consolidarono le proprie prestazioni, Progresso plasmò un’entità totalmente nuova: integrò un Sistema Operativo di Smartphone in una Fotocamera Compatta. Scelse quello più diffuso: Android. La nuova Smartphone-Fotocamera era adesso capace di fare fotografie dalla risoluzione superiore e di inviarle sul web allacciandosi a una rete wireless.
La fiaba la interrompiamo qui, perché il seguito è tutto da scrivere.


Polaroid iM1836

C’è un fatto: al CES (Consumer Electronics Show, Las Vegas, gennaio) Polaroid ha mostrato la sua ultima creazione, la iM1836, una mirrorless basata su Android Jelly Bean 4.1 che funzionerebbe (non l’abbiamo provata) con un sistema modulare di ottiche equipaggiate ciascuna con un proprio sensore (il primo esemplare è lo zoom 10-30mm con elemento sensibile di 1 pollice e 18 milioni pixel di risoluzione), quasi a fare il verso alla GXR di Ricoh (primo costruttore a credere nell’integrazione ottica-sensore, in base al principio del migliore abbinamento possibile). Se il progetto della iM1836 avesse seguito commerciale, Polaroid sarebbe la prima Casa a proporre una fotocamera di questo tipo con sistema operativo. I più informati avranno a questo punto collegato l’episodio della iM1836, incluso l’atto pionieristico che simboleggia, con quanto accaduto alla medesima fiera americana, ma nel 2012: anche allora Polaroid propose un prodotto totalmente nuovo e in quel momento senza rivali. Era la compatta SC1630, basata sul sistema operativo Android e provvista anche di mini-slot per la scheda SIM. Di questa furono diffuse alcune specifiche tecniche e annunciato che sarebbe stata venduta la primavera seguente (cioè quella del 2012) a 299 dollari. In realtà di SC1630 nelle vetrine non se ne sono mai viste.

Polaroid SC1630

Lasciando da parte la dietrologia di possibili complotti commerciali, è innegabile che Polaroid abbia anticipato quanto, poi, è stato reso concreto da produttori più fecondi. Stiamo parlando della Nikon Coolpix S800c e della Samsung Galaxy Camera, le sole due compatte dotate di sistema operativo (Android) oggi presenti sul mercato. Le trovate a confronto proprio in questo fascicolo. Samsung è leader nella telefonia. Nikon in campo fotografico. E la combinazione non è di certo casuale.
Se Polaroid passerà ancora una volta sotto silenzio il suo prodotto (non sono state rilasciate informazioni ufficiali nemmeno dietro richiesta), o se accadrà l’esatto contrario, non possiamo dirlo. Tuttavia è curiosa la funzione che avrebbero dovuto avere annunci come quelli della SC1630 e della recentissima iM1836. Ugualmente, non si può avere certezza su come si evolveranno gli esperimenti di Nikon e di Samsung. Ambedue le aziende producono mirrorless e la prima anche reflex. La Polaroid, per adesso, è un’altra storia.
O forse no.
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