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FOTO Cult - Novembre 2012 #94

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Daniele Confalone

La più importante novità della photokina di Colonia del settembre scorso non è stata una fotocamera né un obiettivo di questa o quella marca, ma l’epidemica diffusione di una caratteristica funzionale comune a prodotti di molti costruttori diversi: la connettività Wi-Fi. "In telecomunicazioni il termine Wi-Fi indica la tecnica e i relativi dispositivi che consentono a terminali di utenza di collegarsi tra loro attraverso una rete locale in maniera wireless (WLAN) basandosi sulle specifiche dello standard IEEE 802.11. A sua volta la rete locale così ottenuta può essere interallacciata alla rete Internet tramite un router e usufruire di tutti i servizi di connettività offerti da un ISP. Qualunque dispositivo o terminale di utenza (computer, cellulare, palmare, tablet, ecc.) può connettersi a reti di questo tipo se integrato con le specifiche tecniche del protocollo Wi-Fi".
Il virgolettato l’abbiamo tratto dal sito web Wikipedia prima di andare in stampa e non comprende, nell’elenco dei dispositivi in grado di connettersi a reti locali WLAN (che sta per Wireless Local Area Network), gli apparecchi fotografici. La più nota delle enciclopedie libere della Rete dovrà presto adeguarsi.
Al Wi-Fi fotografico erano arrivati per primi i produttori di schede di memoria Eye-Fi, con le loro SD provviste di microtrasmettitore a radiofrequenza. Poi, qualche mese fa, assieme alla reflex entry-level D3200, Nikon ha lanciato un piccolo accessorio, il WU-1a, che abilita la fotocamera a connettersi senza fili a dispositivi mobili Android, annunciando anche la futura variante dedicata a quelli governati da iOS.
La prima azienda a proporre fotocamere con wireless integrato è stata, invece, la coreana Samsung, che ha incominciato dalle compatte per poi proseguire con i suoi prodotti di punta, le mirrorless di ultima generazione; una di queste è la NX1000 che abbiamo provato nel numero scorso. L’anticipo sulla concorrenza è stato di pochi mesi, ma sufficienti a relegare le varie Canon, Nikon, Panasonic e Sony al ruolo di inseguitrici: le loro fotocamere Wi-Fi si sono viste giustappunto in photokina.
Nel frattempo, però, il gigante coreano aveva ancora una volta allungato il passo aggiungendo al Wi-Fi la connettività 3G e 4G: il risultato si chiama proprio Galaxy Camera, compatta superzoom che - come se non bastasse - è dotata di sistema operativo Android.
È la presenza di un sistema operativo che la rende "intelligente" abbastanza da supportare una SIM dati e connettersi a internet tramite rete telefonica cellulare. Ciò comporta anche che, sebbene non sia "tecnicamente" un telefonino né un tablet, la Samsung Galaxy Camera potrebbe essere utilizzata per telefonare tramite un’applicazione VOIP. Ora, quando arriveranno eventuali antagoniste - magari una Apple iPhone Camera con sistema iOS o una compatta Sony sulla quale gira Windows Mobile - è irrilevante.
Il punto è che l’ennesima rivoluzione della fotografia è iniziata e la sua portata potrebbe rivelarsi paragonabile a quella che comportò il passaggio dall’analogico al digitale. Siamo entrati nell’era delle fotocamere-network e la faccenda, una volta ancora, travalica le questioni essenzialmente tecniche arrivando a coinvolgere la sfera socioculturale.
È banale prevedere che la possibilità di condivisione non-mediata attrarrà inizialmente il pubblico dei "fotografi da social network": sono la stragrande maggioranza ed è a loro che la Galaxy Camera di Samsung è dedicata. Il cambiamento profondo, piuttosto, avverrà quando la condivisione immediata andrà a permeare il mercato professionale, ridefinendo il concetto di comunicazione sulla base del fatto che ogni fotocamera sarà un nodo di rete. Parafrasando McLuhan, la macchina fotografica sarà il messaggio.
Naturalmente quanto detto finora non ha nulla a che vedere con esposizione, messa a fuoco e inquadratura, ossia non riguarda il come si fanno le fotografie. In quell’ambito, escludiamo la probabilità di rivoluzioni. Ha a che fare, invece, con il perché e con le innumerevoli risposte possibili che, da fotografi, riusciremo a immaginare.

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