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FOTO Cult - Maggio 2012 #88

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Sono un fotografo professionista dal 1984 e vi seguo da molti anni, dai primi numeri, soprattutto perché la vostra rivista parla di fotografia. È la prima volta che vi scrivo, e lo faccio a proposito della copertina di aprile 2012, firmata da Nikola Borissov. Bellissima copertina, che si nota nello scaffale tra le altre riviste, e bellissima immagine. Immagine ma non fotografia... Forse a pagina 8 (nella "cover story" ospitata nella rubrica della Posta, ndd) avrei voluto vedere l’originale e avrei evitato la minuziosa e dettagliata descrizione della postproduzione: Photoshop CS5 più Dodge&Burn, schiarire le parti chiare, scurire le parti scure, Liquify più Dodge&Burn, Alien Skin Exposure più contrasto, Dodge&Burn più livelli e clone... Vorrei precisare che non voglio essere critico ma, nell’immagine di copertina, di fotografia ne rimane ben poca. Mi chiedo: vale la pena usare una Hasselblad H4D? Forse bastava una usa&getta, dato che l’80% dell’immagine è virtuale, creata dal ritocco digitale.
Il provocatore Marco Sodini

Emanuele CostanzoLa ringrazio per la sua lettera densissima di significati e implicazioni, tanto da indurmi a sottrarla alla rubrica della Posta per approfondire qui, con meno vincoli di spazio, le ragioni per cui anche la buona fotoelaborazione è fotografia.
Per chi avesse perso il numero di aprile, riproponiamo, in basso, lo scatto di Nikola Borissov in un dettaglio a risoluzione piena e, qui, la copertina che ne è nata. Scendendo nel tecnico, per pubblicare la fotografia intera in dimensioni originali non sarebbe bastato ruotarla di 90° e utilizzare due pagine, perché misura la bellezza di 48x61cm a 300 dpi mentre la rivista aperta è di 27x42cm. Eccomi, dunque, a rilanciare la sua provocazione verso un pubblico che so essere molto più ampio, tanto da comprendere anche noi di FOTO Cult. Tutte le foto che in questa rivista illustrano i prodotti sottoposti a test potrebbero essere realizzate con una fotocamera da 4 megapixel, ma usiamo regolarmente reflex da 12 a 18 megapixel: un’immagine di grandi dimensioni si presta a tagli in postproduzione per mettere in evidenza un particolare o semplicemente per esigenze di impaginazione. Inoltre non è detto che l’utilizzo di una foto sia limitato al primo impiego per cui è stata concepita. Tanto per fare un esempio, la copertina di novembre 2011, dedicata alla Pentax Q, è nata da uno scatto realizzato per gioco durante una sessione di routine e ha potuto essere promossa al rango di cover solo grazie alla risoluzione esuberante. Dimensioni a parte, le fotocamere moderne, che spesso hanno anche sensori di elevata densità, producono file molto gestibili in termini di gamma dinamica. Insomma, offrono al fotografo una materia prima abbondante e malleabile.
Tornando al bellissimo ritratto di Borissov, al quale attribuiamo valore non solo per l’avvenenza della modella, ma anche per la cura nell’illuminazione e per i contenuti fotografici in genere, il certosino lavoro di postproduzione non sarebbe stato altrettanto facile ed efficace su un file di dimensioni molto inferiori. Quindi ben venga una fotografia da 40 megapixel come tela su cui esprimersi.
Crediamo che la pettinatura "essenziale" e la levigatura della pelle in postproduzione intendessero proprio sublimare la bellezza dei tratti della donna, liberandoli da fattori di potenziale distrazione. Motivazioni che distinguono nettamente questo scatto dai tanti che abusano, invece, del fotoritocco per ovviare a carenze compositive, di nitidezza, di esposizione, di adeguatezza del soggetto ritratto al messaggio da trasmettere. O carenti di contenuto.
Il dettagliato racconto dell’autore della copertina, che evidenzia anche la necessità dei professionisti di sviluppare competenze trasversali, è una sintesi delle sue capacità di previsualizzazione dell’immagine e di consapevolezza. Gli attuali mezzi di fotoelaborazione sono potentissimi e con l’esercizio tutti possono padroneggiarli. Come anche lei suggerisce con la sua provocazione, non è altrettanto facile cogliere la differenza tra fattibilità e opportunità.

Particolare foto copertina Fotocult #87 aprile 2012. © Nikola Borissov
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