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Piccole, nuove abitudini
FOTO Cult - Agosto 2011 #79

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Emanuele CostanzoCome da tempo annunciato, per la prima volta FOTO Cult rompe la tradizione del numero estivo bimestrale ed è in edicola anche ad agosto. Però le novità non finiscono qui. Mai, nei 78 fascicoli che hanno preceduto quello che state sfogliando, la copertina era stata dedicata a una compatta digitale. A reflex, obiettivi e accessori particolarissimi sì, su circa il 10% dei numeri, ma mai a una compatta. E oggi non solo sfatiamo questo tabù, ma lo facciamo in grande, mettendocene addirittura dieci. Che in realtà avrebbero dovuto essere undici, come una squadra di calcio, se solo tutti i "giocatori" avessero risposto alla convocazione... In fondo, però, è andata bene così perché non avremmo saputo dove inserire l’undicesima contendente nella composizione geometrica della foto di copertina.
Resta comunque irrisolto il quesito che già immaginiamo tormentare i nostri lettori più assidui: "Perché questa apertura senza se e senza ma alle compatte?". Effettivamente, se la cosa non sorprende chi ci legge oggi per la prima volta, può stupire chi conosce la nostra filosofia, che individua nelle fotocamere a ottica intercambiabile e con totale controllo sui parametri di ripresa il principale strumento per fare fotografia. Non che fino a oggi non ci siamo occupati di compatte, anzi: stiamo dietro all’incessante succedersi di modelli con zelo e testiamo regolarmente i più interessanti.
Le reflex e oggi anche le mirrorless, ovvero le fotocamere a sistema, restano però il fulcro della sezione tecnica della nostra rivista. Quindi, se vogliamo trovare una motivazione di carattere negativo, possiamo dire che una prova comparativa di ben dieci compatte ha innanzitutto il compito di dimostrare ancora una volta la superiorità delle fotocamere più complesse, ricche, grosse e costose. Ma sarebbe ingeneroso e soprattutto ingiusto. In realtà, il superlavoro cui ci siamo sottoposti - e che ha preso corpo in ben diciotto pagine - è servito a fare il punto della situazione in una particolare nicchia di prodotti che sempre più fotografi esigenti osservano con attenzione, soprattutto in un periodo dell’anno in cui la tentazione di alleggerire il bagaglio da portare in vacanza è molto forte. Se infatti le mirrorless (o evil o compatte a ottica intercambiabile: sarete voi, un bel giorno, a battezzarle una volta per tutte) raccolgono sempre maggiori consensi, la stretta della crisi economica rende molto attraenti fotocamere che, oltre a costare mediamente meno di 300 euro, portano in dote zoom estesissimi con cui è possibile affrontare qualsiasi situazione, un minimo garantito di controlli sulla ripresa e una tascabilità vera. Non da jeans attillato, ma quasi.
L’attenzione dei costruttori verso la miniaturizzazione, del resto, sembra essere un’ossessione. Giusto nell’editoriale del mese scorso abbiamo cercato di inquadrare le mirrorless in un universo di apparecchi tradizionalmente suddiviso tra compatte e reflex. E abbiamo speso parole di fiducia nelle loro potenzialità, tanto da non ritenere necessaria, come ipotizzato da alcuni, una grassa ignoranza fotografica del potenziale acquirente perché si possano affermare presso il grande pubblico, anzi: la compattezza di questi apparecchi è apprezzabile solo se si è avuto per le mani una reflex, mentre le mirrorless appaiono ingombranti se paragonate, ad esempio, alle compatte della nostra prova.
Ma attenzione: a rimestare le carte dopo aver faticato tanto a mettere ordine, arriva la Pentax, con la sua nuova mirrorless chiamata semplicemente Q, a creare un nuovo anello di congiunzione tra le compatte e le evil così come stavamo imparando a conoscerle. Sì, perché di queste ultime offre la possibilità di cambiare obiettivo, mentre delle prime ripropone la minuta taglia del sensore (1/2,3"), ottenendo con clamore il nuovo primato di miniaturizzazione tra le fotocamere a sistema. Molti di voi sanno, d’altro canto, cosa discende dall’adozione di un sensore di misura extra small: almeno in linea teorica, più "rumore" e minore qualità.
È possibile che Pentax, finalmente scesa in campo in un settore che di questo marchio sentiva la mancanza, si sia data la zappa sui piedi? Possibile che questa novità - giunta peraltro mentre Ricoh acquisisce guarda caso Pentax e il suo patrimonio tecnologico per sviluppare una propria famiglia di fotocamere a ottica intercambiabile - non sia stata ben ponderata? E come metterla in relazione all’annuncio dei vertici di Leica dell’arrivo, di qui a un anno, di una mirrorless con sensore almeno di taglia APS-C?
Come sempre attenderemo di sottoporre a una prova approfondita queste novità, senza pregiudizi, pronti ancora una volta a rivedere le nostre teorie se gli occhi saranno soddisfatti e ad acquisire nuove, buone abitudini. Come incontrarci in edicola anche ad agosto.

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