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Chi non gioca a Las Vegas?
FOTO Cult - Febbraio 2011 #73

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Emanuele CostanzoRicordate il PMA? È l’annuale fiera americana organizzata dalla Photo Marketing Association International da cui tante volte negli anni passati sono giunte grandi novità, alternativa d’Oltreoceano alla photokina di Colonia. Beh, il PMA è a una svolta perché, innanzitutto, non si terrà più in febbraio ma a settembre. Poi perché forse diventerà biennale come la photokina per creare un’alternanza continentale. E, infine, perché avrà un altro nome: CliQ. Da PMA a CliQ nel 2011 come da Sicof a Photoshow una quindicina d’anni fa: per una volta siamo stati molto più veloci degli americani...
Date e nomi a parte, il vuoto di inizio anno lasciato dal CliQ venturo non poteva e non doveva durare: la successione delle generazioni di prodotti nell’elettronica è semestrale e non può stare dietro alle scelte degli organizzatori che, anzi, a questa si devono piegare. Ed ecco che il CES prende piede. L’acronimo cela il Consumer Electronic Show, che si è tenuto a Las Vegas dal 6 al 9 gennaio. Non è quindi un evento espressamente dedicato alla fotografia, ma all’elettronica di consumo in genere. È quindi comprensibile che oggetti teoricamente e apparentemente estranei all’armamentario del fotografo abbiano rubato il palcoscenico a reflex e obiettivi. In un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui il video entra nelle reflex, le fotocamere entrano nei telefonini, le tv si collegano a internet rubando in parte il mestiere ai pc e i computer portatili perdono la tastiera ma trovano la connessione alla rete cellulare e persino una fotocamera, ovvero "diventano" i nuovi tablet, ha davvero più senso affrontare a compartimenti stagni la tecnologia? Proprio questi ultimi apparecchi - i tablet - dimostrano di saper attrarre l’attenzione della gente in modo davvero magnetico, al di là di qualsiasi aspettativa e nonostante lo scetticismo dei nuovi tradizionalisti (che spesso sono i progressisti di venti anni fa che hanno perso elasticità mentale).
È vero che oggi esiste praticamente solo il costosissimo iPad di Apple, con tutte le limitazioni fisiologiche di un prodotto pioniere, e che l’antagonista Samsung Galaxy Tab, pur colmando molte lacune del primo (è compatibile con la tecnologia Adobe Flash, ha il GPS incorporato e fa videochiamate, quindi ha anche una fotocamera), costa persino di più. Ma all’orizzonte si affacciano decine di alternative, con taglie, sistemi operativi, funzioni e grado di apertura diversissimi. E da questo magma prenderà senz’altro forma la "tavoletta perfetta", un dispositivo che, sono certo, potrà essere alleato prezioso anche dei fotografi. D’ora in avanti, quindi, seguiremo con grande attenzione lo sviluppo di questo filone.
Ma torniamo alla fotografia di oggi. La diversa collocazione stagionale del PMA/CliQ ha convinto anche l’industria fotografica a puntare più degli anni passati sulla ruota di Las Vegas, tradizionale sede del CES. Il risultato è su questo palcoscenico. Oltre cinquanta nuove fotocamere hanno visto la luce, anche se per la quasi totalità si tratta di compatte. Tra questo e il prossimo fascicolo passeremo in rassegna quelle più significative. Qui mi preme sottolineare lo sforzo di molte aziende nello sviluppo della tecnologia 3D, sia in ambito fotografico che video: Sony, JVC, Toshiba, Samsung, Panasonic, ma anche Olympus, Kodak e Fujifilm hanno detto la loro, con voce più o meno stentorea, nonostante nel 2010 la percentuale di televisori compatibili 3D che ha lasciato gli scaffali dei negozi di elettronica si sia attestata su valori irrilevanti. Ma anche questo è un settore da seguire con attenzione, se non altro perché i programmi delle aziende non sembrano avere il carattere di moda passeggera che ha contraddistinto in passato i risvegli della fotografia tridimensionale. Per giunta sembra prossima la rimozione di quello che da tutti viene considerato il vero limite del 3D: gli occhialini. Toshiba sta tracciando la via, vedremo le contromosse degli altri attori.
Il CES ha però brillato anche per alcune assenze: Nikon innanzitutto; ma anche Canon, che pure aveva uno stand grande e affollato, ha presentato in ambito fotografico solo alcune compatte di fascia bassa. Di fronte a una Samsung che aggiorna le sue evil con la tecnologia iFn e mostra ottiche di pregio di prossima distribuzione, a una Sony che promette di rivoluzionare il mondo delle reflex e di rinnovare presto le sue Nex, a una Olympus che affina fotocamere Pen e relative ottiche, per non parlare dell’apripista Panasonic che sta riscuotendo grandi successi con le sue Lumix G, molti si chiedono perché Canon e Nikon temporeggino tanto, perché non abbiano puntato al tavolo di Las Vegas, se hanno davvero un asso nella manica. E se lo calassero al prossimo Photoshow di Milano? Questa sì, sarebbe una notizia...

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